Solare

Il referendum contro il fotovoltaico…

impianto fotovoltaico SticcianoNon bastava l’idea di un’assurda moratoria contro l’energia eolica, ora c’è anche chi propone un referendum contro la costruzione di un’impianto solare fotovoltaico. Accade a Sticciano, in provincia di Grosseto, dove il comune ha deciso di realizzare un impianto in grado di produrre 1.300 MWh di energia all’anno provvedendo al fabbisogno di 500 famiglie. Una persona assennata direbbe: bene, una notizia positiva, si produce energia pulita. E invece no; scatta la polemica, c’è chi vuole salvare quei cinque ettari di suolo seminativo destinati all’impianto, e si oppone a tutti i costi al progetto chiamando in causa una fantomatica salvaguardia del territorio. Addirittura il coordinatore comunale di An, Moreno Bellettini, propone un referendum affinché sia la cittadinanza a decidere.

Quello che scrive La sentinella della Maremma è in parte vero, e cioè che forse è meglio costruire sui tetti delle case, ma mi preme ricordare che gli impianti di grossa taglia sono quelli che consentirebbero di accrescere più rapidamentela la potenza installata, e quindi di raggiungere le economie di scala necessarie per l’indispensabile riduzione dei prezzi del mercato fotovoltaico. E inoltre mi sembra che, continuando di questo passo, in Italia finiremo per ostacolare la già tardiva crescita delle energie rinnovabili, a tutto vantaggio dei grandi impianti (rigassificatori, centrali a carbone ecc.) che, come la storia recente ci ha dimostrato, volenti o nolenti ci faranno ingoiare. Per un approfondimento leggi La sentinella della Maremma. Nella foto l’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto.

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apr  07
2
alle 04:38
da emiliano

Ultimo commento:

di Michele Sementilli il 01/1/70

2 luglio 2008. Nascerà a Grosseto il più grande parco fotovoltaico d'Italia. Parliamo di 30 Meg...


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17 Commenti to “Il referendum contro il fotovoltaico…”

  1. jharas dice:

    Ciao a tutti ragazzi scusate la mia ignoranza ma quanto paga una società per l’affito di una pezzo di terra per la costruzione di una pala eolica al proprietario del terreno.

  2. rigitans dice:

    in un momento dis coraggiamento dico che riusciamo solo ad essere distruttivi.

    comunque non c’è la volontà di aumentare la produzione energetica da rinnovabili. e sapete perchè? perchè pecoraro scanio se voleva il suo fotovoltaico invece del conto energia(che auspica l’investimento da parte dei cittadini) avrebbe preso la decisione di far installare sui tetti delle case i pannelli GRATIS, senza poi ricomprarsi l energia col conto, in questo modo ci sarebbe stato un veloce sviluppo del fotovoltaico e si sarebbe raggiunto l’obiettivo, diventando energeticamente piu’ indipendenti, senza dover pensare a centrali solari, che non sono effettivamente la soluzione ideale. la gente forse preferisce le centrali a carbone, a olio, o magari chissà, quelle nucleari, che una pala eolica( che a me non dispiace) o i pannelli solari.

    la verità è che stiamo diventando un mondo di pazzi, questa è la verità.

  3. Alessio dice:

    Concordo con rigitans e cmq penso anche che i pannelli vadano messi sopra le case non su suoli coltivabili

  4. vik dice:

    I pannelli si mettono sul suolo per avere facile manutenzione e pulizia, inoltre così facendo si possono installare inseguitori solari con rendimenti del 30 /40% in più. Inoltre il suolo sottostante è ugualmente sfruttabile, l’impianto rimane a una quota di più di 3 metri. C’è troppa disinformazione, pure il referendum contro il solare!!!!!!

  5. Gino dice:

    Forse preferiscono far sorgere in
    quell’area un bel termovalorizzatore.
    Probabilmente per quello non c’è
    bisogno di referendum…..

  6. Luca dice:

    Premessa: sono a favore delle rinnovabili in toto, però sono anche a favore di quei cittadini che si vedono espropriare il terreno senza la minima partecipazione nel progetto, insomma sono stanco di questi politici che non considerano il cittadino nella fase progettuale e non lo considerano parte attiva, ma passiva della società (sempre che sia questo il caso, onestamente non lo so). Detto questo vado a “criticare” alcune affermazioni fatte precedentemente:

    @rigitans
    fornire gratuitamente il pannello mi sembra eccessivo! significava mettere una roba nel tetto e poi ki si è visto si è visto, significava metterlo in punti non consoni e significava non mantenerlo in efficienza, quindi riducendo di fatto le rese del pannello.

    @vik
    forse il terreno è utilizzabile, ma non è di certo meccanizzabile nè tantomeno produttivo come un terreno normale anche per via degli interventi manutentivi che creano costipamento e danneggiano la struttura del terreno.

  7. Anonimo dice:

    ciao Luca, quellon che dici è tutto vero, ma riguardo alla questione di ascoltare i cittadini ti invito a leggere questo articolo uscito oggi su Il Tirreno che parla proprio di questo e di come il terreno in questione non sia a caso denominato Campo della Fame…

    Il Tirreno- Si difende il Comitato degli usi civici di Sticciano, che ha affittato per vent’anni (a 15mila euro all’anno) il terreno (5 ettari) destinato ad ospitare i pannelli fotovoltaici dell’azienda Cicalino, della famiglia Vecchioni.
    Chi siamo. Parte da lontano la replica dell’Asbuc. «Il locale comitato di gestione degli Usi – scrivono gli amministratori – è stato democraticamente eletto dai residenti delle frazioni di Sticciano Scalo e Sticciano alto; è composto da quattro consiglieri oltre al presidente che durano in carica cinque anni. Abbiamo in gestione oltre 200 ettari di terreno seminativo e produttivo e circa 500 ettari di bosco e diamo lavoro ad un impiegato amministrativo (part time) e quattro operai a tempo pieno».
    Il futuro era grigio. «Di recente – prosegue la nota – di fronte alle prospettive del settore agricolo, al ridimensionamento dei contributi comunitari (Pac) ci siamo posti il problema di diversificare le nostre attività rispetto al passato, con particolare attenzione alle agro-energie. Ci siamo quindi rapportati con chi, nell’agosto scorso, ci ha presentato un intervento innovativo, non inquinante, e soprattutto una proposta che aveva tutto il sapore di essere qualcosa di avveniristico per il territorio». Il comitato di gestione, in pratica, ha fin da subito condiviso all’unanimità il percorso di confronto con l’imprenditore privato in questione (Federico Vecchioni ndr), «che intendeva appunto realizzare – si legge ancora nel documento – un impianto fotovoltaico ad inseguitori solari per la produzione di energia elettrica».
    Il Campo della fame. «E’ stato individuato così, dopo alcune valutazioni di natura tecnica ed agronomica, un sito ad hoc, denominato Campo della fame, a dimostrazione della scarsa produttività agricola; terreno che aveva, secondo noi, i requisiti giusti per poter supportare l’opera. Intorno presenta infatti una fascia alberata con piante di alto fusto e soprattutto si trova in una zona decentrata rispetto ai centri abitati più vicini. Tuttavia, prima di ogni altra cosa, ci siamo preoccupati di assolvere a tutti gli adempimenti dettati dalle vigenti normative in materia di Asbuc, demandando agli enti preposti (Regione, Provincia e Comune) l’espressione dei pareri di loro competenza». Ovviamente tutti positivi.
    Confronto aperto. Poi si entra nel vivo della polemica. «Nel frattempo, e non alla fine – scrive ancora il Comitato – abbiamo avviato un confronto con gli aventi diritto, cioè la popolazione, percorso culminato con l’assemblea pubblica del 30 novembre 2006, particolarmente partecipata, nel corso della quale è stato dettagliato il progetto che, intanto, aveva acquisito il parere favorevole della commissione ambientale del Comune di Roccastrada». Nella nota si parla inoltre di «condivisione collettiva di quanto proposto» e si sottolinea che, durante l’assemblea, non emersero «nè dubbi, nè dissensi», avvalorando insomma la scelta unanime del consiglio. Successivamente è arrivato il via libera della Conferenza provinciale dei servizi con la conferma della fattibilità dell’intervento. Le proteste degli ultimi giorni sarebbero quindi un fulmine a ciel sereno.
    Soldi e occupazione. «Nella valutazione complessiva – concludono gli amministratori degli usi civici di Sticciano – il comitato di gestione ha comunque tenuto conto della ricaduta finanziaria ed occupazionale che l’intervento avrebbe potuto garantire; e in quest’ottica appare perfino superfluo sottolineare che la prospettiva economica derivante dal Cicalino1 offre una ricaduta molto favorevole, cioè una cifra (riconvertibile in altri investimenti) dieci volte superiore rispetto alla resa abituale del campo della fame. Potremmo così mantenere l’attuale organico, cosa che era affatto scontata. Adesso l’obiettivo è trattare un ulteriore accordo che possa consentirci di incrementare gli occupati, attraverso contratti di sorveglianza, pulizia e manutenzione del sito».

    Letto questo, mi sembra chiaro che tristemente, e nella maggior parte dei casi, anche le rinnovabili diventano spazio di confronto puramente “ideologico”

    ciao

  8. Luca dice:

    Ok non parlo più =P

    questa storia più che riflettere fa gelare il sangue..chissà come jè fa la testa?!

    sarà sicuramente una decisione per partito preso..addirittura un burattino politico propone il referendum contro un’azione importante per il benessere dei cittadini solo per andare contro una decisione della maggioranza (e non è che AN brilli per sensibilità ambientale!!).

    Bah..questi estremismi politici: tutto purchè sia contro!

    Saluti e grazie per l’approfondimento =)

  9. Maurizio dice:

    Se in Italia si chiedesse ai cittadini: volete un aumento di stipendio? Beh, scommetto che ci sarebbe qualcuno che voterebbe contro e si creerebbero delle polemiche. In Italia si parla moltissimo e si agisce pochissimo. Non sono esperto in materia, ma credo che sui tetti non si otterrebbero gli stessi benefici. Inoltre occorre parecchia superficie…sui tetti delle 500 famiglie c’è abbastanza spazio? Gli inseguitori si possono mettere sui tetti? La proposta di AN poi è esilarante: e chi lo PAGA il referendum? Che paese assurdo…

  10. Gino dice:

    Anche a me non piace molto che si usi terreno agricolo per i pannelli fotovoltaici, preferirei i tetti delle case o degli edifici, ma in questo caso gli svantaggi sono inferiori ai vantaggi

    Il terreno una volta terminato il ciclo di vita utile dell’impianto sarà recuperabile agli usi agricoli, non è come per l’ennesima lottizzazione.

    Chi ora propone il referendum, come si pone rispetto a quello che sta accadendo da anni e sempre più accade e in cui terreni agricoli anche molto fertili cambiano destinazione d’uso e vengono resi edificabili per l’ennesima speculazione edilizia (villette o capannoni che poi in buona parte dei casi restano vuoti), per non parlare di boschi e pinete, specie in riva al mare buttati giù in spregio al buonsenso e per favorire il profitto mordi e fuggi dei soliti noti.

  11. Aloona dice:

    Si preoccupano per cinque ettari di coltivazioni, al prezzo di una pugnalata in meno per l’aria? Ma glieli regalo io cinque ettari a queste teste di m… ne ho 4 buoni per coltivare pomodori a Sezze Romano, se proprio gli serve. Buffoni. Mi domando se avrebbero tanto protestato, si fosse trattato della costruzione di un qualsivoglia nuovo grande ipermercato o centro commerciale che avrebbe “giovato economicamente al paese e alla modernità”… visto che quando si tratta di cose del genere i politici sono bravissimi a intortare quel che gli pare e quei pomodori sono certa diventerebbero di colpo un piccolo prezzo da pagare.
    L’uomo si merita quel che sta capitando, sempre di più vedo, leggo e sento cose che me ne convincono.

    E’ la prima volta che vengo qui: complimenti, ragazzi, per l’ottimo lavoro.

  12. Francesco Meneguzzo dice:

    Il DM 19 febraio 2007 “nuovo conto energia” per il FV effettivamente incentiva di più, o molto di più, le installazioni sulle coperture degli edifici, e ancora di più se connesse a interventi di miglioramento dell’efficienza energetica. In questo senso viene incontro alle esigenze di impiego prima degli edifici e poi dei terreni.
    Il parco FV in oggetto fu invece ammesso alle tariffe incentivanti secondo i precedenti DM 28 luglio 2005 e 6 febbraio 2006, che non facevano questa distinzione.
    In ogni caso, l’installazione su terreni agricoli è esplicitamente amessa ai sensi del Dlgsl 387/2003 e ribadita anche nel’ultimo DM 19 febbraio 2007. E’ del tutto vero, come ricordato qui in altri post, che un terreno agricolo sede di di una installazione FV rimane utilizzabile per numerosi fini diversi, per es. la pastorizia, ma anche, nel caso per es. degli inseguitori, considerata la notevole distanza reciproca, per la coltivazione di viti e ulivi.
    Infine, si dovrebbe considerare, in generale, che l’agricoltura italiana, in virtù della riforma della PAC, è e ancor più sarà in gravissima difficoltà, e il “secondo reddito” da FV, sia diretto che per affitto o royalty, potrà efficacemente consentire lo sviluppo delle colture più pregiate, che richiedono investimenti ma rimangono le uniche veramente produttrici di reddito.

  13. federico balestra dice:

    Prima o poi qualcuno sarà contrario anche alla costruzione degli ospedali…

  14. giovanni dice:

    Il referendum è uno strumento. Non ne dobbiamo aver paura.
    Durante la campagna elettorale, quelli del solare avranno l’obbligo di far proseliti e di ottenere un plebiscito che stronchi future velleità da parte di una certa politica.
    Non è infatti possibile pensare che l’Italia possa essere governata da gruppettini di borghesi illuminati ed una massa ignorante ed amorfa.
    Abbiamo avuto 10 buone anime che hanno fatto il Rinascimento, 3 coglioni che hanno fatto la Resistenza ed il risultato della mancata crescita democratica è sotto gli occhi di tutti: La Spagna, La Grecia, Il Portogallo, l’Irlanda, ci hanno sopravanzato. Nel 2007 ci passerà avanti anche la Slovenia….
    Ma ecco la mia opinione:
    Il fotovoltaico và installato sui tetti e sulle terrazze, ma oggi costa decisamente troppo.
    Per renderlo competitivo, e quindi autoreferente senza bisogno di burocrati ed autorizzazioni, ma grazie alle leggi del mercato, occorre investire anche in grandi fattorie, per stimolare la ricerca e le tecnologie.
    In questa ottica il contributo pubblico è il benvenuto, anche se sono convinto che quell’impianto tra 10 anni sarà obsoleto.
    Sticciano uno rientra nella ricerca applicata.
    Sticciano due, a parità di tecnologie, sarebbe una pazzia.

  15. giulio bettanini dice:

    I MW (o megawatt) indicano una potenza i MWh (megawattora) un’energia. Prima di imbarcarsi in discussioni in materia di energia sarebbe il caso di acquisire le piu’ elementari nozioni di base.

  16. Anonimo dice:

    accidenti quanta “presunta presunzione”, mi sembra evidente che si tratta di un refuso immediatamente corretto…

  17. Michele Sementilli dice:

    2 luglio 2008. Nascerà a Grosseto il più grande parco fotovoltaico d’Italia. Parliamo di 30 Megawatt.
    Si attende l’ok dell’Amministrazione Comunale per dare il via ai lavori.
    La notizia è già stata data da alcuni quotidiani e agenzie.

    “La scorsa settimana il progetto per un parco fotovoltaico da 30 Megawatt è stato presentato, protocollato (Archivio generale del Comune di Grosseto prot. n. 78524) e accolto con favore dal Comune di Grosseto. Ha avuto inizio così quell’iter amministrativo che, se nulla ostacolerà, vedrà nascere nella città maremmana il parco fotovoltaico più grande l’Italia ed uno dei maggiori di tutta Europa.
    Il coordinatore del progetto e portavoce dell’impresa Michele Sementilli si è reso disponibile a spiegare il valore di questa iniziativa che vede un pool di investitori privati scegliere il territorio grossetano per realizzare una delle più importanti frontiere nella produzione di energia pulita.
    Dice Sementilli: “La vocazione della provincia di Grosseto è sempre stata quella ecologica e naturalistica, un’eccellenza anche recentemente premiata con 5 bandiere blu da Legambiente. Da oggi Grosseto si candida a diventare anche polo primario nella produzione di energia pulita. Il 24 giugno è stata depositata formalmente la richiesta dell’autorizzazione al Sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e per competenza all’Assessore all’Ambiente Giuseppe Monaci, con la presentazione del progetto di un parco fotovoltaico da 30 Mw, da cui tutto il territorio trarrà enormi vantaggi.”
    Il tema dell’energia è certamente uno di quelli su cui maggiormente si discute, compresa l’eventualità di ripensare al nucleare. Il progetto di Grosseto accende una speranza concreta di attivare una produzione di energia senza rischi, né impatti ambientali, né emissioni nocive, risparmiando inquinamento da anidride carbonica e tonnellate di petrolio.
    Come spiega il coordinatore “l’importanza di un parco fotovoltaico di questa dimensione comprende una serie di benefici: una produzione di energia pulita pari al fabbisogno energetico di una provincia italiana (senza utilizzare alcuna sostanza inquinante), una campagna di assunzioni a tempo indeterminato e un notevole indotto per aziende del territorio chiamate alla partecipazione esecutiva di varie parti del cantiere e alla sua successiva gestione; un risparmio in termini di emissioni inquinanti di tonnellate di CO2 e di petrolio a tutto vantaggio della vivibilità del territorio e tale da poter essere considerato un vero programma pilota per il futuro del nostro paese.”
    Nessun ostacolo pare realisticamente opporsi a questo progetto coraggioso, che vedrà un investimento notevolissimo, si parla di 135 milioni di Euro, e come assicura il portavoce, sarà realizzato in una zona in cui risulterà integrato nel panorama della maremma, grazie a schermature e zone di rispetto.”
    Come coordinatore, sto attivando un blog per raccogliere i commenti della gente e dare informazioni sull’avanzamento dei lavori.
    Grazie per l’ospitalità anche a tutti voi di blogeko.

    Coordinatore al progetto Michele Sementilli
    Tel. 335-6162339

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