Salute

Reach, tante cavie per poca salute

cavie

Povere cavie. E poveri noi, che non riusciamo a trovare completa protezione per la nostra salute. Ha due controindicazioni il Reach, il regolamento europeo sulla chimica entrato in vigore il primo giugno. E’ annacquato rispetto alle richieste delle associazioni dei consumatori, e le cavie di laboratorio faranno dolorosamente le spese di quel po’ di salute guadagnata da noi uomini.

Ricapitolando: il Reach affida alle aziende il compito di dimostrare che le sostanze chimiche immesse sul mercato non sono dannose per la salute, ma il “principio di sostituzione” – vietare l’uso di una sostanza se è disponibile un’alternativa più sicura – scatterà esclusivamente per le sostanze definite “persistenti” e “bioaccumulanti”, e soprattutto solo quando le industrie chimiche avranno identificato da sè un’alternativa più sicura. Ovvero: la protezione della salute non è completa. E poi c’è un’altra cosa importante. Dovrà essere verificata in laboratorio la nocività delle sostanze chimiche immesse sul mercato prima del 1981, quando non vigeva alcun obbligo. I test di nocività, dice il testo del Reach, non dovrebbero essere effettuati su animali. “Non dovrebbero” non significa affatto “non devono”. Così migliaia e migliaia di cavie, conigli, topi eccetera patiranno inutilmente nei laboratori. Inutilmente, perchè sono disponibili test assolutamente cruelity free, basati sulle colture di cellule umane. Ancora una volta invito a firmare la petizione affinchè nei laboratori non si usino più gli animali ma metodi sostitutivi. Leggi Parlare di vivisezione con la Lav. Foto Flickr.

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giu  07
2
alle 08:58
da maria


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