Un contraccettivo per i caprioli
Non sono biologa, non sono veterinaria, ma mi chiedo perchè nell’Italia che trabocca di caprioli, cervi e crudeli “abbattimenti selettivi” non si parla del Pzp, un contraccettivo usato all’estero soprattutto – ma non solo – per tenere sotto controllo il numero dei cavalli inselvatichiti e che, a sentire i suoi ideatori, funziona su molti mammiferi erbivori, compresi gli elefanti che in Sudafrica sono di troppo, compresi gli ungulati di cui le Regioni pianificano accuratamente la caccia. Digitando su Google “Pzp horse” si trovano decine di link. Qui invece per tenere sotto controllo il numero degli erbivori si ricorre sempre e solo alla caccia, che non risolve nulla: perduto ormai l’equilibrio naturale fra prede e predatori, i sopravvissuti agli “abbattimenti selettivi” tornano a riprodursi e il ciclo si ripete. Il Pzp si somministra alle femmine per iniezione una volta all’anno, non entra nella catena alimentare, non ha effetti collaterali, non altera il comportamento degli animali come invece fa la castrazione: navigando sul sito dei suoi ideatori non si leggono che lodi, e peraltro è come chiedere all’oste se è buono il suo vino. Però mi piacerebbe che si approfondisse la questione.
da maria
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