La trota annega nella burocrazia

Povera trota. E povera anche l’Italia, se le vicende burocratiche che affliggono la rara trota macrostigma del lago di Posta Fibreno (Frosinone) possono essere prese ad esempio di un costume nazionale. Già nel lago, che è area protetta, sono in vigore regole di pesca più soft rispetto al torrente emissario, che area protetta non è. Ma non basta. Causa pastoie burocratiche, quest’anno non parte la “riproduzione assistita” effettuata dai guardaparco per il ripopolamento.
L’operazione, per quanto ne so, è tutt’altro che piacevole per i riproduttori, ma difficilmente può essere evitata finchè sarà lecito pescare la trota. E c’è anche un’altra cosa. Da mesi va su e giù per gli uffici la pratica relativa all’opportunità di eliminare dall’area protetta di Posta Fibreno il gambero della Louisiana, una specie “aliena” che danneggia l’ambiente scavando sponde ed alvei. E’ stato trovato per la prima volta giusto un anno fa. “Il Comune, che gestisce l’area protetta, ha approvato ad agosto il piano per l’eradicazione del gambero, però la Regione ha chiesto di rimodellarlo nell’ambito del suo piano di gestione della fauna”, dice Antonio Lecce, responsabile dei guardaparco. Risultato: il gambero è sempre lì, “e a quel che ne so è anche in altre aree protette del Lazio”; martedì c’è stato l’ultimo incontro con la Regione “e ancora nulla di concreto: ci hanno chiesto informazioni sullo status locale della specie. Di fare un censimento, insomma”, riferisce Lecce. Intanto, non c’è bisogno di dirlo, il gambero prospera e si riproduce.
Se non altro, nel frattempo i guardaparco hanno accertato che la presenza dei cormorani attorno al lago non è una minaccia per la macrostigma: “Esaminando le borre, abbiamo constatato che la trota non rientra nella loro dieta”. Però c’è un altro problema, ancor più burocraticamente complicato rispetto al gambero: è sospesa da 15 giorni la la “riproduzione assistita”, se così si può dire, della trota macrostigma. I riproduttori dovrebbe essere catturati in questa stagione ad opera dei guardaparco, ed in seguito la prole dovrebbe venire utilizzata per i ripopolamenti.
Il racconto è di Antonio Lecce: “L’operazione è riservata a personale abilitato. Noi guardaparco lo siamo. Un giorno eravamo solo in due e così ci siamo fatti aiutare da un impiegato amministrativo: doveva soltanto reggere un retino. Gli ispettori della Provincia ci hanno fermato. E ancora una prescrizione della Provincia impedisce di mettere i piedi in acqua nel torrente Carpello per effettuare le catture. Ma se lei si mette gli stivali e scende nel torrente, io non posso mica impedirglielo”. Risultato: lo stesso Lecce ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco che “in queste condizioni non si può lavorare”. Nell’area protetta di Posta Fibreno, quest’anno le “culle” delle trote rimarranno vuote. Leggi anche Posta Fibreno, qualcuno controlla?
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







febbraio 16th, 2007 at 15:36
Non si potrebbe spostare le trote macrostigmate altrove? O meglio aduniamole in un aimmenso bacino artificiale ed alleviamole ivi per poi riporle in Natura quando la specie sarà sicura…
che ne dite?
febbraio 16th, 2007 at 15:42
Lasciamole dove sono, le trote, e battiamoci piuttosto perchè possano vivere nel loro ambiente ora, e non in un più o meno remoto futuro.
febbraio 16th, 2007 at 16:16
hai ragione carissima.. Trota macrostigmata… mmmh è endemica di quel lago?
il Carpion e(Salmo carpio) è endemico del Lago di Garda
febbraio 16th, 2007 at 17:26
Leggiti i post vecchi. Dai link trovi le informazioni su trota e carpione