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Zucchero e “bio-pila” molto amara

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Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, cantava Mary Poppins, ma per quel che mi riguarda di zucchero, nei biocarburanti, possono mettercene finchè vogliono: il risultato non cambia, e continuo a considerarli un’idea gravida di guai. Sony ha presentato un prototipo di pila che funziona appunto base di zucchero – il video spiega in che modo – e che è in grado di far funzionare un lettore musicale. In ultima analisi, con questo dispositivo i biocarburanti vengono utilizzati per ricavare energia elettrica anzichè per azionare i motori dei veicoli. La pila viene definita “eco-compatibile”, e mi scoccia proprio. I biocarburanti non sono affatto ecologici, poichè sono legati alla deforestazione, all’uso di pesticidi e di concimi chimici. Soprattutto, i campi non possono contemporaneamente nutrire un numero crescente di esseri umani e produrre energia. Meglio, molto meglio, puntare sul solare. Leggi L’abbaglio dei biocarburanti e Biocarburanti, la soluzione letale.

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ago  07
24
alle 05:01
da maria

Ultimo commento:

di gabriele il 01/1/70

Meglio il solare. Vero.
Sui biocarburanti in ogni caso io non sarei così categorico.
Svezia e Gi...


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Un Commento to “Zucchero e “bio-pila” molto amara”

  1. gabriele dice:

    Meglio il solare. Vero.
    Sui biocarburanti in ogni caso io non sarei così categorico.
    Svezia e Giappone, poco spazio, puntano tutto su bioetanolo da biomassa tramite utilizzo di batteri modificati, con ottimi risultati, benchè ancora a costi molto alti.

    Il problema è che il brasile ora vuole anche esportarlo, difatto rendendo il bioetanolo non più ecologico, non più a km zero, cercando di conseguenza nuovi spazi per le culture e sottraendo anche, forse, cibo. Ma in un ottica di affiancamento ai normali carburanti, si parla del 5% in europa, non riesco proprio a vedere dove sia l’aspetto anti-ecologico. Non credo al bisogno di deforestare alcunchè. Sono convinto che il bilancio della co2 sia a vantaggio di quest’ultimi. Senza considerare il rilancio dell’agricoltura europea, nuovi posti di lavoro, lo sfruttamento di terreni comunque inutilizzati ora incentivati al non utilizzo. L’uso intensivo dei fertilizzanti non è poi obbligatorio se non si vogliono rese particolamente alte. Tutto sta a come vengono scritte le norme.

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