Olimpiadi 2006, il conto dei danni
A distanza di un anno dalla conclusione delle olimpiadi invernali di Torino 2006, Legambiente fa i conti dei danni ambientali causati dalla manifestazione, con un rapporto intitolato L’eredità olimpica di Torino 2006. La cosa che maggiormente mi ha colpito nel dossier è stata la lettura dei dati relativi ai due contestati impianti per il salto con gli sci e per le gare di bob, costruiti rispettivamente a Pragelato e a Cesana. Due opere costate rispettivamente 36 e 77 milioni di euro, con costi di gestione annui di 1,16 e 2,2 milioni di euro, e un ritorno post-olimpico di soli 115 mila e 500 mila euro annui. Un fatto che mi fa riflettere sulla reale necessità di costruirli, vista la possibilità di usare strutture già esistenti a pochi chilometri di distanza (vedi Albertville).
Un altro fatto inquietante è la costituzione della Fondazione 20 Marzo, una società pensata ad hoc da Coni, Regione ed enti locali per amministrare il patrimonio immobiliare e utilizzare gli impianti per grandi eventi e manifestazioni internazionali. Ma vista la montagna di debiti che le Olimpiadi hanno portato con sé, si parla addirittura di demolire entro pochi anni gli impianti più onerosi, per allegerire i costi di gestione della Fondazione, di cui fanno parte anche molti comuni. Un fatto che sarebbe veramente scandaloso, soprattutto se messo in rapporto con la facciata ecologica con cui erano state presentate queste olimpiadi. Per un approfondimento leggete l’articolo che ho scritto per Greenplanet.
da emiliano
Visualizza / Lascia un commento







