I tribunali e la patata Ogm bollente
Interessante, questo articolo di Reuters. Adombra la possibilità che l’Unione Europea, seppur riluttante, si accinga ad approvare l’importazione e la coltivazione di Ogm per timore di azioni giudiziarie da parte delle multinazionali proprietarie dei brevetti. E comunque la Commissione europea deve decidere nel giro di poco tempo – o dire sì o rischiare – a proposito della coltivazione in Europa di una patata geneticamente modificata per diventare particolarmente ricca di amido. E’ destinata a lavorazioni industriali, ma sono avviate le pratiche anche per usarla come mangime animale. Sarebbe il primo Ogm autorizzato a crescere in Europa dal 1998. E sono in coda per l’ultimo sì all’importazione anche una barbabietola da zucchero e tre mais Ogm. Tutti quanti – patata, barbabietola e mais – sono stati bocciati dai ministri dell’Unione a maggioranza semplice, mentre per prendere la decisione era richiesta una maggioranza qualificata. Così l’ultima parola tocca alla Commissione Europea. Che, lascia intuire Reuters, se dicesse no potrebbe andare incontro a grane. Foto Flickr.
da maria
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di Aldo il 01/1/70
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ottobre 4th, 2007 at 11:38
Le tentano tutte per far passare prodotti che il consumatore ha dimostrato nella stragrande maggioranza di non volere nel proprio piatto.
Dal punto di vista giuridico non vedo quali azioni legali potrebbero intentare queste multinazionali. Se la legislazione europea ( e sarebbe ra di emanare una legge chiara in tal senso) vieta gli OGM, visto che parliamo di stati sovrani e non di succursali delle multinazionali (mi piace pensare che sia ancora così) non c’è verso che ci siano grane legali.
Ben diversa la situazione se il vietare le importazioni/coltivazioni di questi OGM comportasse azioni da parte di altri stati nei quali hanno sede queste multinazionali e che le appoggiano, in questo caso può accadere tutto ed il contrario di tutto.
ottobre 4th, 2007 at 11:50
Ciao Gino, innanzitutto la legislazione europea non vieta gli Ogm e l’Unione Europea l’anno scorso si è presa un bel rabbruffo dall’Organizzazione mondiale per il commercio, secondo la quale il divieto di importazione degli Ogm è un ostacolo alla libertà di commercio. Non sono esattamente un’esperta di diritto, ma già questo secondo me è un appiglio per possibili azioni legali da parte delle multinazionali proprietarie dei brevetti e per richieste di risarcimento danni. E poi, gli Ogm in lista di approvazione. La Commissione europea, a quel che mi è parso di capire, ha molti, molti dubbi sulla coltivazione della patata. Però l’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare, ha detto (secondo me su basi dscutibili) che non ci sono problemi per la salute e l’ambiente. Quindi, anche qui, se la Commissione europea dicesse no la multinazionale proprietaria del brevetto secondo me avrebbe purtroppo degli appigli per chiedere un risarcimento danni.
ottobre 4th, 2007 at 19:14
Be’, proprio per la libertà di commercio, non vedo cosa possa proibire di NON acquistare quella porcheria. Inoltre, ce lo vedete il WTO che impone sanzioni contro l’Europa? Ha, ha, ha! Dà i, siamo seri!
P.S. Sento ripetere da più e più parti che l’Europa potrebbe essere (io non ci credo) autosufficiente in caso di necessità . Se davvero è così, perché dovremmo preoccuparci tanto per le sanzioni del WTO? Se invece non è così, non sarebbe ora di cominciare a chiedersi per quali ragioni e come porre rimedio? Mmm… no, perché chiederselo renderebbe necessario mettere sul tavolo la questione del rapporto popolazione/territorio, ovvero della questione demografica e di quella, strettamente connessa, migratoria. Due tabù della peggior specie.
Questo degli OGM è solo uno dei tanti inquietanti tasselli di un quadro molto ampio e molto, molto più inquietante delle sue singole parti.