Animali e specie protette

Finalmente la legge vieta il foie gras

oche paté de fois graisFinalmente il foie gras è vietato per legge. O meglio: è vietato ingozzare le oche fino a far scoppiare loro il fegato, che è poi il modo con cui si ottiene il foie gras. Questa ed altre norme per un trattamento un po’ meno disumano degli animali d’allevamento hanno finalmente efficacia grazie ai commi 8-novies e 8-decies inseriti nell’allegato alla legge di conversione del decreto “Milleproroghe”. A leggere questi commi, non si capisce assolutamente di cosa parlino e cosa mai possano voler dire, ma in sostanza cancellano modifiche e proroghe dei paragrafi 19 e 22 dell’allegato al decreto legislativo numero 146 del 2001 relativo agli animali d’allevamento. Le disposizioni del 2001 possono così ora entrare in vigore. Fra l’altro, diventa vietato anche spiumare vive le oche affinchè da ogni animale venga ricavata più e più volte la materia prima che serve per imbottire giacconi invernali e trapunte, e dal primo gennaio prossimo gli animali da pelliccia dovranno essere allevati non più in gabbie ma in “recinti arricchiti” , ovvero dotati di rami per arrampicarsi, tane ed “oggetti manipolabili”. Un’ineffabile perla burocratica che mi sentirei di tradurre col concetto di palloni di gomma. Leggi Basta con il paté de fois gras.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  07
2
alle 01:00
da maria

Ultimo commento:

di Flavio il 01/1/70

Simpatica.. adoro il turkmeneistan tesoro! Tu però dovresti essere reintrodotta alle Maldive...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


5 Commenti to “Finalmente la legge vieta il foie gras”

  1. Flavio dice:

    Finalmente varie notizie positive… il ns lavoro serve a qualcosa…
    Ora vi do io altre positive nuove:

    *per il 2008:Prevista reintroduzione nel Sud Cina della defunta P.tigris Amoyensis

    *Segnalata possibile nuova sottospecie di tigre sempre nella cina del sud… meravigliosa P. tigris melitensis o tigre blu.. see en.wiki for dettails…

    *Nuova sottospecie di rinoceronte nero: D.dicornis brucelli in Etiopia

    *Riscoperto il Grande pescegatto del Mekong, ritenuto estinto

    *Avvistata la P. pardus jarvisi in Israele ove era considerata estinta

    *Avvistata la P. pardus tulliana in zone ove dovrebbe essere estinta

    *Reintroduzione dell’ U. arctos nelsoni in Messico ove era quasi estinto

    *Reintroduzione del C. lupus bayilei in Messico

    *Avvistamenti del C. lupus hattai nell’isola di Sahalin dove dovrebbe essere estinto dal 18000!

    *Avvistamenti del U. arctos piscator considerato estinto

    *Avvistamento dell’ rarissimo Orso di MC Flaherty considerato estinto

    *Prossima reintroduzione in Taiwan dell’N. nebulosa brachyurus considerata estinta in natura…

    *Prossima reintroduzione della P. leo leo in Marocco

    *Reintroduzione di P. leo melanochainthus in Sud africa

    Vedete? Non vi è da essere pessimisti… l’ora più buia l’alba precede…

  2. gufo dice:

    sono contenta per le oche e ovviamente sul patè niente da dire. mi lascia più perplessa il divieto di spiumarle vive: non voglio scatenare l’ira di nessuno, ma mi pongo un problema che, in generale, riguarda il settore del tessile e affini e le materie naturali e sintetiche. Non sarà che la pur giusta motivazione di non provocare sofferenze agli animali, almeno in qualche caso sia in realtà motivata da chi ha interesse che ci vestiamo tutti di sintetico, cioè sostanzialmente di petrolio? Come si spiega, ad esempio, che mentre il consumo di carne aumenta ovunque (o non diminuisce), sia diventato praticamente impossibile trovare scarpe con suola in cuoio? e mentre le temperature aumentano, maglioni e magliette siano tutte sintetiche? o che lo siano anche le imbottiture di giacche e trapunte, per rimanere alla piuma? il dubbio ecologico si scontra forse con quello etico nei confronti degli animali, ma credo che anche per loro sarebbe più giusto provare a valutare la sofferenza di una singola specie rispetto alla sofferenza di più specie dovuta a inquinamento, guerra per il petrolio, scarsità di risorse ecc.
    Forse, invece di vietare il ricorso ai materiali naturali, sarebbe più giusto regolamentare i metodi di allevamento e raccolta della materia prima, sia essa lana o piuma, anche se non so se sarebbe possibile. Inoltre, tradizionalmente l’oca viene allevata anche per le piume: siamo sicuri che il divieto di spiumarle vive non porterà a un’improvvisa abbondanza sul mercato di carne d’oca?
    Sono dubbi, lo ribadisco, e spero che nessuno mi salti addosso: sono ovviamente contraria alla sofferenza di uomini, animali e piante, ma credo che a volte i problemi possano essere più complessi di ciò che appare.

  3. Anonimo dice:

    Capisco i tuoi dubbi, e mi sembrano sensati. Però guarderei anche la cosa da un altro punto di vista: la durata degli abiti. E’ sempre più difficile trovarli a prezzi accettabili e di buona qualità, nonchè prodotti nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente: ma quando li troviamo, compriamoli e soprattutto facciamoli durare. Anni e anni, come facevano le nonne: si può fare, e se la scelta è ben fatta non si va in giro, te lo assicuro, con un look giurassico. Anche e soprattutto così, secondo me, si elimina il problema di consumi nel campo dell’abbigliamento che provocano scarsità di risorse, inquinamento eccetera.

  4. Irene dice:

    @ Flavio
    E a te in che parco ti reintroduciamo? Ti va bene il Turkmenistan così fai compagnia al Rampichino?

  5. Flavio dice:

    Simpatica.. adoro il turkmeneistan tesoro! Tu però dovresti essere reintrodotta alle Maldive…

Lascia un Commento