Alimentazione

L’Unione Europea e le mucche carnivore

mucca

Il caso è stato sollevato in Inghilterra, dove più che in ogni altro Paese ancora bruciano le ferite della “mucca pazza”: la Commissione europea sta finanziando ricerche sull’opportunità di allentare il divieto di nutrire il bestiame, mucche comprese, con farine animali. Proprio l’innaturale alimentazione “carnivora” è stata la causa della “mucca pazza”, e la malattia ha contagiato decine di uomini attraverso la carne degli animali infetti. Alcuni casi continuano tuttora ad emergere.

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giu  07
2
alle 07:41
da maria

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Anch'io, se non fosse per l'innaturale bisturi, avrei già tirato la calzetta. La Natura è indif...


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6 Commenti to “L’Unione Europea e le mucche carnivore”

  1. Paolo dice:

    Guarda che non è vero che la causa della mucca pazza sia stata la somministrazione di farine animali. Lo stesso morbo se lo sono beccati i visoni, che sono carnivori. Dipende dalla modifica delle condizioni di lavorazione delle carcasse di ovini.
    Cerchiamo di non fare disinformazione.

  2. Anonimo dice:

    Mi spiace, ma non credo proprio di fare disinformazione. Tutto è partito da una malattia prionale delle pecore e delle capre, la “scapie”. Quando le mucche hanno cominciato a mangiare farine animali da pecore infette, si sono ammalate di Bse, detto anche “morbo della mucca pazza”. Quando gli uomini hanno mangiato la carne di bovini infetti hanno (solo talvolta, per fortuna) contratto il morbo di Creutzfeldt-Jacob. So benissimo che molte specie hanno contratto varianti della Bse: non solo i visoni, ma anche molti animali, compresi alcuni dello zoo di Londra: carnivori e non, tutti nutriti con farine animali e-o scarti di macellazione. Solo i gatti, vivaddio, sembrano immuni. Comunque l’ingestione di carni infette non è la sola causa delle malattie prionali: ci sono sicuramente anche cause ambientali in senso lato, non ancora completamente chiarite. Ad esempio, sono famosi i casi delle greggi di pecore che sono ammalati dopo essere stati portati in ovili in cui avevano abitato animali infetti. Spero di averti chiarito le idee. Ciao!

  3. Paolo dice:

    Scusa, ma hai scritto “proprio l’innaturale alimentazione carnivora è stata la causa della mucca pazza. Questa frase significa, o quantomeno suggerisce, che le mucche si sono ammalate perché hanno mangiato qualcosa di innaturale, tipo la carne. Non è vero.
    Alla fine degli anni Settanta fu modificato in Inghilterra il metodo
    di lavorazione delle carcasse di ovini per ottenere un integratore
    alimentare proteico: mentre il procedimento precedente distruggeva
    il prione (l’agente del morbo della mucca pazza), quello nuovo non
    era in grado di farlo. Per eliminare l’acqua e il grasso, gli scarti venivano
    ridotti in polpa, riscaldati a 130°C sotto pressione e trattati con uno
    dei tanti solventi organici adatto a sciogliere i grassi, ovvero il diclorometano. Sennonché gli ambientalisti avviarono una lotta al diclorometano, fondandosi su due argomentazioni:
    La prima, sosteneva che siccome i clorofluorocarburi
    (CFC) – che contengono atomi di cloro legati ad un atomo
    di carbonio – distruggono l’ozono, lo stesso forse avrebbe fatto il
    diclorometano (anch’esso contenente due atomi di cloro legati ad un
    carbonio). La seconda argomentazione si faceva forte di una singola
    pubblicazione scientifica che riportava l’aumento d’incidenza di cancro
    su topi esposti a diclorometano. Le imprese britanniche vennero indotte ad abbandonare
    il diclorometano e ad adottare un procedimento che, senza
    far uso di solventi, trattava a soli 80°C le carcasse e poi le pressava.
    Con quel procedimento il prione rimase inalterato, e si trasmise così
    dal mangime alle vacche.
    Peraltro oggi sappiamo – magra consolazione – che
    il diclorometano non è cancerogeno, e per azione della luce e dell’ossigeno
    si ossida decomponendosi rapidamente senza nuocere all’ozono.

    Guarda – e te lo dico in amicizia – che sei tu a doverti chiarire le idee.

  4. Anonimo dice:

    Guarda che se le mucche avessero continuato a mangiare l’erba non avrebbero preso la Bse delle pecore. Costringerle a diventare carnivore, o addirittura cannibali, non mi sembra mica tanto una cosa naturale…

  5. Paolo dice:

    Senti, va tutto bene, io non le mangio neanche le mucche, quindi per me andrebbe benissimo se non ci fossero allevamenti intensivi. Però non diciamo che le cose “naturali” sono per forza buone. La natura se ne frega di noi. Quando è nato mio figlio era girato, con il cordone ombelicale attorno al collo. La “Natura” mi avrebbe sterminato la famiglia. E’ stato l’innaturale bisturi del chirurgo a far nascere un bimbo sano, salvando al contempo la madre.

  6. Anonimo dice:

    Anch’io, se non fosse per l’innaturale bisturi, avrei già tirato la calzetta. La Natura è indifferente del senso leopardiano del termine, perfettamente d’accordo. Però, visto che dobbiamo viverci in mezzo, mi sembra più saggio cercare l’armonia che la forzatura. E penso che la Bse sia un esempio che calza a pennelloper illustrare questo concetto.

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