Il biologico faccia poca strada…
La questione è annosa: meglio una confezione “superincellofanata” di pomodori biologici prodotti in Turchia o un cartoccio di pomodori convenzionali cresciuti a pochi chilometri da casa? Apprezzo dunque l’idea lanciata oggi al congresso di Soil Association, la maggiore organizzazione inglese che si occupa di agricoltura biologica: negare il marchio “bio” ai prodotti che, pur se ottenuti senza l’ausilio di prodotti chimici, vengono importati per via aerea. Questo, spiegano, affinchè un’etichetta sempre più appetita dai consumatori non venga applicata su merci che danneggiano l’ambiente a causa dei gas serra dei motori. Però preferirei un’etichetta del tipo: Questo ortaggio è prodotto a… e va considerato biologico nel raggio di 100 chilometri. Perchè anche autocarri e navi contribuiscono all’effetto serra, e perchè il “cibo locale” è un concetto chiave per un’alimentazione che non voglia essere solo salutare, ma anche rispettosa dell’ambiente. Foto Flickr.
da maria
Visualizza / Lascia un commento






