Mobilità sostenibile

Contro il traffico Jungo debutta a Trento

Quanto tempo, eh, ogni giorno nella marmellata di lamiere? E quanta benzina se ne va in fumo, quanto inquinamento e quanti gas serra sono iniettati nell’atmosfera. C’è forse una via per sciogliere il nodo del traffico urbano: si chiama Jungo – che bel verbo latino – è per certi versi l’evoluzione dell’autostop e si accinge a debuttare in via sperimentale in Trentino. Così dice Enrico Gorini, il “papà” di questa idea. Gli ho fatto un paio di domande per email: se volete sapere…

Dunque, Jungo è una sorta di autostop, però non gratuito: i passaggi sono a pagamento, e si scambiano fra associati. Può entrare nel club solo chi non ha precedenti penali e non ha commesso infrazioni stradali importanti. Tutto nasce dalla constatazione che le auto viaggiano quasi sempre vuote: condividendo il tragitto e aumentando il numero dei passeggeri diminuiscono le spese, il traffico e l’inquinamento. Jungo è nato, per ora solo virtualmente, a Rimini, e hanno già aderito, sempre virtualmente, “oltre mille persone”, come dice Gorini, coagulate attorno a 12 gruppi territoriali nell’Italia centro settentrionale. Enrico Gorini ha calcolato che il sistema può funzionare “se aderisce, in una data area, l’1% della popolazione”. Questa soglia, calcolata per via probabilistica e statistica, è quella che Gorini chiama “la massa critica” grazie alla quale, su una strada a traffico medio alto, “il tempo medio in attesa di un passaggio è di 5 minuti”: più facile trovare un passaggio che un bus, insomma. Ebbene, prosegue Gorini, “da qualche settimana stiamo lavorando con vari gruppi di Trento per allestire la prima Culla di Jungo”. Si sta individuando cioè una strada lungo la quale ci sono le condizioni, numero di iscritti compresi, grazie alle quali il sistema può funzionare. “Sarebbe l’anello mancante fra il mero progetto e la realizzazione su vasta scala”. In bocca al lupo, e fate sapere!

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nov  07
13
alle 07:05
da maria

Ultimo commento:

di ENRICO il 01/1/70

Rispondo a Roberto che fa molte osservazioni ragionevoli e pertinenti. Ci sono alcuni equivoci da...


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4 Commenti to “Contro il traffico Jungo debutta a Trento”

  1. Mario dice:

    E’ un’idea ottima. Potrebbe funzionare anche per viaggi extraurbani. Ad esempio se devo andare in auto da Roma a Milano il giorno x partendo all’ora y, lo segnalo alla centrale e raccolgo prenotazioni tra coloro che hanno la stessa esigenza (ma non hanno l’automobile o non la usano) o, viceversa, se non ho l’auto, posso sempre vedere se c’è qualcuno che può darmi un passaggio (con contributo spese).
    Bisogna solo vedere se è praticabile, ma a me, a prima vista, sembra di sì.

  2. ENRICO dice:

    attenzione Mario, non confondere Jungo con le varie strategie di “car-pooling” che richiedono la prenotazione e valgono per casi minoritari (prenotare è un impegno, e ogni impegno in più è un costo non piccolo). Con Jungo non prenoti, ti imbarchi direttamente su una delle centinaia di automobili che ti passano davanti semivuote (ecco perché Jungo può funzionare solo con una massa critica di almeno 1% della popolazione). La strategia consente infatti di sfruttare una risorsa già esistente e a portata di braccio (i flussi di auto vuote già in movimento), semplicemente segnalando, con un semplice gesto che diventerà noto come oggi è noto il pollice dell’autostoppista, “compro un passaggio; sono affidabile; vado in questa direzione (su cui mi trovo)”. Questo è autostop (universale) ma dell’autostop non ha le controindicazioni, che sono: a) insicurezza; b) vantaggio economico unilaterale. Jungo opportunamente allestisce tre livelli di sicurezza, un codice di comportamento, il ticket che il passeggero deve pagare (pensiamo 10 cent al chilometro + 10 cent di fisso). La sicurezza, che è l’elemento cruciale, viene spiegata in http://www.jungo.it/ sicurezza.php. La semplicità è l’elemento di forza di Jungo. Noi vogliamo ridurre drasticamente il numero delle auto. Si può fare facilmente: sono tutte vuote!

    Enrico Gorini – presidente dell’ass.Jungo

  3. roberto dice:

    Sembra molto interessante…ma vorrei esprimere i miei dubbi: il sistema funziona se almeno l’1% degli abitanti di una città aderisce.. e se il tizio che ha bisogno del passaggio si trova in una strada con traffico medio alto attenderà mediamente 5 minuti. e se uno deve andare in un posto ad una determinata ora? Tira una monetina e gioca d’azzardo tra l’aspettare 5 minuti e l’aspettarne 45? E se nessun iscritto a jungo passerà per quella strada? E se vado a fare l’autostop su una strada a bassa percorrenza? La cosa funziona se gli iscritti a jumbo son tanti. Se son pochi gli iscritti, in pochi perderanno tempo sperando che quel giorno riceveranno il passaggio per un pezzo di tragitto che li porta all’ospedale o da qualche altra parte. Paradossalmente vedendo pochi iscritti in pochi si iscriveranno per i motivi detti sopra. Molto meglio l’autobus da un certo punto di vista, molto più affidabile rispetto a un sistema del genere. E se jungo arrivasse un giorno a milano..dove si va a fare l’autostop? ai semafori di fianco a sostituire i lavavetri ormai più o meno spariti? Con le macchine che sfrecciano chi si accorgerà di quella minuscola tesserina?
    Poi i pagamenti non so, se devo fare due chilometri pago 30 centesimi? E se sono 2 chilometri e 600 metri? :D Forse sarebbe più interessante qualche forma di pagamento online, qualcosa insomma di più sofisticato. Una specie di tachimetro in auto che segna quanti chilometri hai percorso e chi hai ospitato (chessò con lettore a barcode?). Gli iscritti acquistano crediti che poi verranno automaticamente scalati quando i guidatori si faranno vivi online, sempre automaticamente. E usare quel denaro come crediti per autostop alla pari, o riscuoterli.
    Ora che ci penso, ma a milano come mai potrebbe funzionare un sistema del genere? centinaia di vie, di diramazioni, insomma anche se passassero decine di auto “certificate jungo”, tutti si devono fermare e ogni volta chiedere se vai dritto, se giri a destra o giri a sinistra..
    Forse meglio un sistema centralizzato via sms collegato ad un gps? mando un sms “Sono in via X numero 2, devo andare in via Y”: tutti quelli che tramite gps vengono rilevati chessò nel raggio di 500mt ricevono l’sms, e accetteranno o meno la richiesta di passaggio (la accetterà chi poi sbucherà su quella via e andrà verso la via di quello che viene caricato. Gps in comodato d’uso gratuito, così nemmeno ci sarebbe il problema del costo associato.
    Ho spatato un sacco di cose.. dubbi e molte idee più o meno stravaganti..le lascio in pasto a chi ci vuole rimuginare su.

  4. ENRICO dice:

    Rispondo a Roberto che fa molte osservazioni ragionevoli e pertinenti. Ci sono alcuni equivoci da fugare.
    1) E’ vero che Jungo si propone come sistema ‘agile e universale’ di spostamento individuale, ma non è mica che possa sostituire tutto il resto ! Il tempo di attesa medio previsto di 5’ per ciascun passaggio, vale per le direttrici con traffico medio-alto. Ogni strada, in funzione del flusso orario, avrà il suo tempo medio di attesa (data la densità di utenza registrata nel territorio). E’ dunque sconsigliabile, per un fatto probabilistico, attendere su una strada residenziale o rurale. D’altra parte, ciò che conta è il reticolo delle strade di scorrimento, non gli ultimi 500 metri. Conclusione: non sempre e non ovunque potrai usare Jungo, ma sta all’utente progettare spostamenti efficienti, almeno se abita in un punto non del tutto sfavorevole. Milano ? Non è certo il territorio che ci immaginiamo come ‘pilota’. Si partirà da territori favorevoli. A Milano saranno necessarie strategie aggiuntive (es.: direttrici raccomandate con jungo-stop già pronti).
    2) Se vuoi garantirti tempi di spostamento certi e improrogabili, non puoi usare Jungo. Certo che, anche andando in auto da solo, non è che sei così garantito contro l’alea dell’ingorgo!
    3) Non sognarti neanche che Jungo possa partire senza aver prima raggiunto la certezza di avere la massa critica pronta. Non siamo così inavveduti da esporci all’insuccesso da “sottosoglia”. E’ per questo che stiamo lavorando prima di tutto in termini culturali, umilmente e quotidianamente. Quando i tempi saranno maturi, allora –speriamo – vedrai un primo esperimento sul campo.
    4) L’idea della prenotazione centralizzata via sms è cosa giusta, già soggetta a studio, da altri più che da noi. Si tratta di farla interagire in modo efficiente. Attualmente è valida per i lunghi percorsi, ma il 60% degli spostamenti è sotto i 5 km. Il costo-tempo per farsi venire a prendere è un po’ eccessivo rispetto alla lunghezza del percorso.
    5) Anche l’idea dei pagamenti virtuali è giusta, ma necessita di aggiustamenti e approfondimenti. Intanto, va bene pagare anche con le monetine.
    enrico gorini – pres. di Jungo

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