Rifiuti

Ripartono gli inceneritori siciliani…

no all'inceneritore nella valle del Simeto

Possono ripartire i quattro contestatissimi inceneritori siciliani. Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) del Lazio ha accolto la richiesta avanzata dai costruttori di annullare il decreto con cui il ministro per l’Ambiente li aveva bloccati. Agli inceneritori siciliani è dedicato un passo della corposa relazione della Corte dei Conti che ricostruisce l’operato – anzi: le inefficienze e gli sprechi – dei commissari per la gestione dei rifiuti.

La loro costruzione discende infatti dal piano presentato dal commissario siciliano, che è anche il presidente della Regione: gli inceneritori, nonostante l’importo dell’opera lo richiedesse, in nome della fretta non hanno rispettato le procedure comunitarie sugli appalti; sempre in nome della fretta non è stato chiesto il certificato antimafia e una delle imprese, che poi ha ceduto le sue quote, è risultata infiltrata dalla criminalità. L’ordinanza è scaricabile dal sito del Tar porta il numero 2007-01582. Il comitato che si batte contro l’inceneritore di Casteltermini-Campofranco sostiene che il via libera del Tar non può essere applicato. Foto Flickr.

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apr  07
11
alle 08:09
da maria

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Sollevi un grosso problema, Roberto. I politici sono perpetuamente a caccia di consenso: per ques...


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12 Commenti to “Ripartono gli inceneritori siciliani…”

  1. Flavio dice:

    Bene curiosità…se siete contrari all’incenerimento de rifiuti, allora quale destino prospettereste a tali abominii?

    a)Lasciarli putrefarre in qualche discarica ricettacolo di putrescenti esseri?

    Beh fossero solo qualche migliaio andrebbe anche bene in modo che anche scarafaggi e ratti avessero un habitat alternativo alle case, ma, siccome sono milioni e milioni di tonnellate di orride putrescenze, io proporrei la loro ecpirosi ossia combustione onde ricavarne energia e purificare la terra e l’acqua da tali rovine…
    Voi?
    p.s
    Non è affattto mia intenzione essere scortese o provocatore… difatti se l’idea esposta mi garberà non esiterà a cambiar idea…sui cerca sempre la verità migliore non per noi…formiche cosmiche, ma per il monmdo che si spera (chissa…) potrebbe decentemente sopravvivere alla nostra dipartita…:-)

  2. Anonimo dice:

    Per far decentemente sopravvivere il mondo alla nostra dipartita, la soluzione non è bruciare l’immondizia (mai sentito parlare di nanopolveri? Prova a sfogliare questo blog!), ma produrre meno rifiuti: molto meno rifiuti. Che significa consumare meno, molto di meno.

  3. Flavio dice:

    Concordo, ma comunque non hai risposto affatto alla mia questione cara Maria…
    poniamo che, come auspica il tuo animo, si riesca in questo, comunque fin ad oggi i rifiuti sono cos’ tanti da infettare un intero oceano… ed anche riducendo drasticamente i nostri sprechi… comunque produrremmo sempre milioni di tonnellate di rifiuti…eppoi ahimè il tuo sogno è dificile da realizzare in un occidente obnubilato dagli artigli del consumismo…
    Ha! Io opterei per superinceneritori ingrado di vaporizzare completamente le putrescenze e…recuperare le polveri sottili e le altre infezioni prodotte dall’ ecpirosi… insomma non credo vi sia altra strada cara Maria…purtroppo i nostri consumi sono altissimi e questo povero mondo, già piegato dall’accetta non può tollerare discariche che infettano la terra e l’acqua…
    medita amica mia…

  4. Anonimo dice:

    In questo Occidente obnubilato eccetera tanti fanno opera di resistenza umana. Prova anche tu…

  5. Flavio dice:

    Che intendi per “Resistenza umana” criptica Maria?:-)

  6. Anonimo dice:

    Cercare di impostare la propria vita, almeno nel privato e nei limiti del possibile, secondo ciò che sembra giusto, e non secondo l’andazzo collettivo.

  7. Anonimo dice:

    Maria, lodo le tue ottime intezioni a cui tutti dovrebbero cercare di adattarsi. Nel frattempo, ovvero nei prossimi 25 anni che facciamo?
    maria, siamo pragmatici per favore, altrimenti finiremo per parlare solo di intenzioni tralasciando i fatti e lasciando incancrenire i problemi. Cambiare abitudini e mentalità necessità di uno sforzo immane, suddiviso per generazioni e noi il problema rifiuti lo abbiamo quì e ora. Altrimenti saremo uguali ai sacerdoti che predicano il paradiso infischiandosene (non tutti) dell’inferno quotidiano.

  8. Flavio dice:

    Hai ragione Giovanni, per quanto reputi lodevolissime le parole di Maria Fernanda, ahimè non credo che gli uomini siano pronti ad autoregolarsi… nuovi inceneritori che non rilascino particelle nocive come quelli installati in Germania sono auspicabili…

  9. Anonimo dice:

    Capisco il tuo punto di vista. Ma è poi così immane e plurigenerazionale lo sforzo necessario per ridurre collettivamente i rifiuti? Pensa a tutta la roba inutile che ti porti a casa quando fai la spesa, come i flaconi di plastica che compri, vuoti e butti via. E poi pensa a quanti erano, solo negli Anni Cinquanta, i prodotti che venivano venduti sfusi o con vuoto a rendere. Finchè faremo gli inceneritori, incrementeremo questo circolo vizioso di consumi e rifiuti assolutamente non necessari. E’ questa l’emergenza da spezzare, non lo smaltimento: e finchè ci daremo da fare per smaltire, il nocciolo del problema non verrà affrontato. A proposito di emergenza: nessuno ha letto il capitolo siciliano della relazione della Corte dei Conti sui rifiuti? Mi stupisco che i commenti siano tutti su inceneritori sì-inceneritori no…

  10. Flavio dice:

    Forse il riciclo risolverebbe di più, ma andrebbe applicato a fianco di una migliore costruzione di oggetti.
    Per esempio, bottiglie di plastica che, qualora finiscano in mare o nelle selve si decompongano lestamente (biodegradabilità) o lamiere dalle quali sia più facile ricavare il metallo da riciclare…insomma, oltre ad una coscienza diversa, dobbiamo affiancare tutte le idee venute fuori da qu’ ed altre ancora, per lasciare ai vostri figli un mondo ancora luminoso e lindo, più tosto che una tenebrosa landa di rifiuti putrescenti ed acque lordate…
    meditate

  11. roberto dice:

    Chi lo sa se accumulare i rifiuti senza incenerirli può sensibilizzare qualcuno, nel momento in cui apre la finestra e vede la montagna di spazzatura che rinfresca l’aria di casa. Incenerirli no perchè ci sono le nanopolveri (ma non le possono far precipitare in acqua? domanda da ignorante), e anche perchè creerebbe un falso senso di sicurezza nel aver trovato la soluzione perfetta.
    Purtroppo il libero arbitrio fa si che tutti se ne freghino di tutto, dobbiamo ficcarcelo in testa. Ci vuole una “dittatura” in ambito ambientale nei governi, non ci devono essere discussioni se non a livello scientifico. E poi leggi severissime. possiamo dire quello che vogliamo sulla apple (vedi inquinamento e greenpeace) ma ho sentito dire che forse è veramente l’unica che è avanti nella riduzione degli imballaggi. E’ ancora poco, ma è già qualcosa rispetto ad altri. Bisogna obbligare le aziende a farsi concorrenza tra di loro per quanto riguarda l’impatto ambientale: meno inquini più incentivi hai dallo stato.
    E’ una soluzione difficile, così come è difficile far approvare leggi del genere, ma secondo me fare resistenza umana è utile solo in parte. Ma secondo voi per il bene della società in cui tutti viviamo (intesa come città, o come stato) la gente pagherebbe le tasse spontaneamente? E perchè la massa (perchè presi uno per uno siamo tutti agnellini, è quando diventiamo massa che ci trasformiamo in idioti) dovrebbe far qualcosa per l’ambiente senza essere costretta o senza benefici personali?
    mi piacerebbe che non fosse così, non vedetemi come un pessimista, non possiamo schifarci a vita, in parte dobbiamo adeguarci.

  12. Anonimo dice:

    Sollevi un grosso problema, Roberto. I politici sono perpetuamente a caccia di consenso: per questo nonostante la gravità della situazione sono sempre così, diciamo, prudenti nell’imporre sacrifici in nome dell’ambiente. E se secondo te quando diventiamo massa ci trasformiamo in idioti, a maggior ragione dovresti tenere in considerazione gli atti individuali di resistenza umana.

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