Storie di idrogenisti pentiti
Dopo il post dell’altro ieri torno sull’argomento idrogeno:
“Quando cominciò l’uragano Rifkin, nel 2002, mi trovavo a essere uno dei pochi in Italia che avevano veramente esperienza sui concetti tecnici dell’economia basata sull’idrogeno. Mi invitavano alle conferenze a parlarne. Per un certo periodo ne ho parlato anche bene, pur senza grande entusiasmo. Oggi, dopo averci ripensato sopra, credo che aver dedicato la mia vita all’idrogeno e alle pile a combustibile non sarebbe stata una grande idea. Anzi, credo che sarebbe stata pessima. Non sono il solo a pensarla così; ho conosciuto diverse persone che hanno dedicato anni di vita alle pile a combustibile e all’idrogeno ma che poi hanno abbandonato il campo, delusi. Siamo gli “idrogenisti pentiti”, persone che hanno lavorato, e magari anche creduto, nella promessa dell’idrogeno ma che poi si sono resi conto che – se magari non la possiamo proprio definire una bufala – è una cosa talmente difficile e lontana nel tempo che non ha nessuna rilevanza per la soluzione dei problemi attuali”.
Firmato un idrogenista pentito. Per un approfondimento leggi Confessioni di un idrogenista pentito. Leggi anche Rifkin e l’idrogeno che non c’è.
da emiliano
Ultimo commento:
di giancarlo il 01/1/70
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maggio 16th, 2007 at 14:39
È triste constatare quanto dispendio di intelligenza ed energie ci siano dietro questo tipo di ricerche.
Se si fosse creduto di più nelle energie alternative ai combustibili fossili per tempo, oggi avremmo una tecnologia pulita, invece di doverci sorbire per chissà quanti anni la demagogia dell’idrogeno.
maggio 17th, 2007 at 10:11
Io diffido dei pentiti. Comunque il contenuto di platino nelle celle a combustibile è inferiore a 0.5 mg/cm2…