Fanno bene a spennare chi la compra
Volete la mia opinione fuori dal coro? Con tutto il rispetto per gli amici di Miss Trendy, menomale che gliela fanno pagare così cara, ’sta borsa di tela griffata che si proclama amica dell’ambiente: non mi scandalizzo affatto quando viene colpito nel portafoglio chi è contemporaneamente molto ricco e molto idiota. Anticipato il giudizio, ecco il ragionamento. La designer inglese Anya Hinmarch, sottobraccio all’associazione ambientalista We are what we do, ha messo in commercio in edizione limitata una borsa di cotone per la spesa, che proclama “I’m not a plastic bag” e che costa 5 sterline, 7 euro circa. L’accompagna un discorsetto sul numero di inquinanti borse per la spesa in plastica che vengono usate e buttate ogni anno dal consumatore medio. L’edizione limitata della borsa di tela è andata rapidamente esaurita: in attesa che i rinforzi giungano nei negozi a marzo-aprile, “I’m not a plastic bag” è diventata un oggetto di culto, ed è all’asta su E-bay a 173 dollari, circa 131 euro. Idiozia della moda e ipocrisia ambientale. Chi vuol davvero bene al pianeta ha tutt’altri modi di spendere quei soldi. E allora fanno benone a spennarglieli, i 173 dollari.
da maria
Ultimo commento:
di Tiziano M. il 01/1/70
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marzo 11th, 2007 at 01:17
Un gruppo francese che produce e vende cosmetici a base vegetale, l’anno scorso, mi sembra nel mese di ottobre, con una circolare interna ha interdetto la distribuzione dei sacchetti “tradizionali”.
Per farla breve: secondo loro il sacchetto “vive” una ventina di minuti; se il cliente lo vuole se lo porti da casa, altrimenti acquisti quello -sempre in plastica- che propongono, ripiegabile e riutilizzabile tante e tante volte. Un bell’esempio!