L’italiano non rinuncia alla sua auto

Sono stato questa mattina al forum QualEnergia? organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club, e tenutosi a Palazzo Rospigliosi, a Roma. Ho evitato accuratamente il “polpettone” politico del pomeriggio – mi scuseranno i signori onorevoli – e ho ascoltato invece con attenzione una schiera di tecnici che hanno parlato durante la mattina. Non sono un appassionato dei sondaggi, ma mi ha colpito molto un dato che è emerso da una ricerca condotta da Lorien Consulting e La Nuova Ecologia – di cui vi do l’anteprima perché non è ancora disponibile online.
Dopo la disoccupazione (58,4%), sembra sia l’inquinamento (54%) la maggiore preoccupazione degli italiani, e tra i fattori scatenanti dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici ci sono, secondo gli intervistati, in primis i fattori umani (87,2%) e poi il traffico automobilistico (71,5%). Ma non basta, alla domanda “quanto è importante il contributo dei singoli cittadini per la risoluzione delle problematiche ambientali?” il 76,2% ha risposto “molto”.
Bene, con i presupposti di cui sopra, cosa vi aspettereste da una persona sana di mente alla quale venisse chiesto quanto è propensa a contribuire per la risoluzione del problema? Almeno un po’ di impegno da parte di ognuno, dico io. Invece no, gli italiani confermano la loro propensione alle belle riflessioni, ma allo stesso tempo anche la loro totale incapacità ad agire concretamente, oppure, se preferite, la loro passione conclamata per il detto che recita: “avere la botte piena e la moglie ubriaca”.
Solo il 28,1% infatti, rinuncerebbbe all’auto privata o ne diminuirebbe drasticamente l’utilizzo, solo il 13% sarebbe disposto a pagare una tassa per il parcheggio proporzionata alle emissioni del proprio mezzo, e infine l’esigua percentuale pari al 12,2% accetterebbe il pedaggio all’ingresso dei centri cittadini – il cosiddetto “road pricing”.
La conclusione quindi, mi permetto di elaborla io: o questi sondaggi non rispecchiano la realtà dei fatti, oppure questa è la perfetta dimostrazione del perché in Italia le cose non vanno affatto. Non vi sembra? Foto Flickr.
da emiliano
Ultimo commento:
di mecha il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







giugno 14th, 2007 at 23:38
E questa è solo la conferma che siamo un popolo di pagliacci…….
Guarda un po’, siamo talmente tanto ignoranti che ci piace respirare l’aria che inquiniamo…… Vai a capirlo, l’essere umano
giugno 15th, 2007 at 19:10
preciserei… vallo a capire l’essere umano italiota
giugno 16th, 2007 at 12:07
Milano è stracolma di traffico (e cancri) pur essendo dotata di mezzi pubblici che tutto sommato fanno molto bene il loro lavoro e non sono nemmeno granché affollati (e costano pure poco).
Quello che pensano gli italiani è poco importante, tanto per far cambiar idea all’opinione pubblica basta una campagna pubblicitaria. Anche le opinioni insensate che escono da questo sondaggio sono il risultato di propagande deliranti su fanta-tecnologie pulite. Ogni compagnia tira acqua al suo mulino e così per la Toyota o per la Fiat l’auto pulita non è l’auto che non c’è ma l’auto ibrida o a idrogeno. Ne risulta un mondo pieno di automobilisti che aspettano con trepidazione l’auto a idrogeno che risolverà tutti i problemi del mondo (polli).
Nessuno vuol sentir parlare di problemi e le compagnie ne parlano solo quando possono vederne un riscontro economico, solo che consumismo e ambientalismo non sono mai andati d’accordo.
Stesso discorso vale per gli spot diffusi da Enel ed Eni di cui tanto si parla in questi giorni, che con dei subdoli giochini di parole e di logica allevano un concetto sbagliato di ambientalismo, che non solo non serve all’ambiente ma è lesivo all’ambientalismo stesso in quanto genera confusione e dibattito su questioni ovvie che sono alla base di questa corrente di pensiero. E la confusione, come sicuramente sapranno benissimo i dirigenti di Eni ed Enel (come chiunque si intenda un minimo di strategie di comunicazione) è un ottimo strumento di controllo e manipolazione.
Il risultato di questi e molti altri attentati alla logica e al buon senso è una nevrosi collettiva grossa come un Paese: l’Italia.