Il fiume Melfa è salvo (per ora)
Il fiume Melfa, un corso d’acqua che nasce sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo e che si riversa nel fiume Liri dopo un percorso di 40 chilometri; quello che una volta i greci chiamavano “megas potamos”, cioè grande fiume, per l’irruenza delle sua acque torrentizie. Oggi purtroppo l’acqua scarseggia, e questo a causa dell’irrigazioni dei campi, del carsismo della zona appeninica centrale e di uno sbarramento artificiale che capta le acque quasi alla sorgente. A dare la mazzata finale al Melfa però, un sistema di irrigazione a pioggia progettato dal Consorzio di miglioramento fondiario del fiume per la captazione residua dell’acqua d’irrigazione. Fortunatamente la notizia che ci segnala Carmelo, è buona. Un gruppo di giovani ragazzi, amanti della natura e del kayak, con l’aiuto dell’associazione Astrambiente Fr Sud, decidono di fare delle ricerche e scoprono molte irregolarità nell’ambito del progetto del Consorzio, e così lo denunciano alle istituzioni.
La Regione Lazio dà ragione ai ragazzi e decreta lo stop dei lavori. L’impianto infatti, non rispetta le norme di tutela ambientale e conservazione dello stato idrogeologico del fiume ed è stato ritenuto incompatibile con la sopravvivenza della fauna ittica, non avendo neppure percorsi di risalita per i pesci. Inoltre non ha ottenuto la valutazione d’incidenza e l’approvazione dall’ufficio Via, per l’incidenza ambientale. Per ora quindi, i lavori sono fermi e il fiume è salvo. Piccole soddisfazioni per chi opera in favore della tutela dell’ambiente e del territorio. Per un approfondimento leggi Comincialitalia e il sito del fiume Melfa.
da emiliano
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