Siamo già sulla cima del picco

Un crudo risveglio elevato al cubo. Questo post del blog The oil drum fa il punto sulla disponibilità di energie per tutto il XXI secolo: e se non parte da dati sbagliati siamo messi proprio male. Dunque: siamo già in cima al picco del petrolio, la produzione non aumenta e fra poco inizierà a diminuire; dureranno un po’ di più petrolio e carbone; il nucleare non può supplire (menomale, aggiungo); l’energia idroelettrica e le rinnovabili potranno farlo solo in piccola parte. Nel 2065 si potrà consumare solo tanta energia quanta ne era disponibile nel 1965: e anche la popolazione tornerà ai livelli di allora, ossia tre miliardi e mezzo di persone. Insomma, ci attende un bagno di lacrime, sudore sangue. Venite, se volete, che lo contempliamo.
Dunque: la produzione di petrolio rimarrà stabile fino al 2010, e poi comincerà dolcemente a scendere. Ma attenzione: man mano che questo avverrà , i Paesi produttori saranno più restii ad esportare, facendolo già sostanzialmente mancare a chi – come l’Italia – lo importa soltanto. Sempre nel 2010 comincerà il declino, ripidissimo, della produzione di energia nucleare: la previsione discende dalla durata media – 40 anni – delle centrali, dal fatto che per costruirle ci vuole molto tempo e che ce ne sono poche già in cantiere. La disponibilità di gas e carbone crescerà ancora fino al 2020, rimarrà stabile per un decennio dopodichè comincerà il declino, ripido per il gas e più dolce per il carbone, il nemico del genere umano, il cui uso nel frattempo avrà fatto aumentare le emissioni di anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – ed il riscaldamento globale.
Cresceranno, sì, la produzione di energia idroelettrica e da fonti rinnovabili – eolico e solare – ma non abbastanza. Tirate le somme, abbiamo davanti 10-15 anni in cui la disponibilità totale di energia sarà grossomodo pari a quella attuale. Ma attenzione, aggiungo, perchè Cina, India e insomma tutti i Paesi emergenti hanno sempre più fame di energia. Poi inizieranno i guai seri, quelli veri, i tempi di lacrime sudore sangue: la ridotta disponibilità di beni farà drasticamente ridurre la popolazione mondiale.

Di qui in poi sono considerazioni mie: se l’analisi è giusta, abbiamo un po’ di tempo davanti per parare il colpo, imparare a vivere sobriamente e saggiamente, mettere da parte ciò che potrà servirci in futuro. Per ora non vedo nulla di tutto ciò in giro, e questo è un guaio grave. Leggi ‘Sti americani e il picco del petrolio. Foto Flickr.
da maria
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