Eolico

Carbone sì, vento no…

energia eolica

Prese così, le dichiarazioni di oggi di Scaroni sull’energia eolica potrebbero non suscitare reazioni particolari, ma nel contesto della giornata odierna prendono un significato ben preciso. Perché se è vero quello che scrive Legambiente, il nuovo “decreto Natura” che sta per essere approvata dal nostro esecutivo vieta l’eolico in tutte le aree Sic (Siti d’importanza comunitaria) e Zps (Zone a protezione speciale) e prevede una valutazione di impatto ambientale per gli impianti superiori a 20 MW. Fin qui potremmo discuterne, se non fosse che nel nostro disastroso e disastrato paese nelle stesse aree Zps è possibile realizzare una centrale a carbone, previa naturalmente valutazione di impatto ambientale. Capisco quindi il disappunto di Anev, soprattutto perché si tratta di aree che coprono il 19% del territorio nazionale. Andando avanti di questo passo credo che sarà molto difficile che raggiungeremo entro il 2020 i 15 mila MW per i quali ci siamo impegnati in sede comunitaria.

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set  07
26
alle 04:38
da emiliano

Ultimo commento:

di Grisù il 01/1/70

EOLICO: dalla Moratoria alla Sanatoria.
Ovvero: V.I.A. , da Valutazione di Impatto Ambientale…....


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Altro sull'argomento


7 Commenti to “Carbone sì, vento no…”

  1. paolo dice:

    Ciao.
    Se ti interessa una campana diametralmente opposta, ti segnalo l’uscita del libro:
    http://www.galileo2001.it/materiali/pubblicazioni/battaglia_illusione_sole.php

    in cui l’autore spiega perché è molto meglio una centrale a carbone che un parco eolico.
    E’ controintuitivo ma logico.
    Saluti.

  2. roberto dice:

    credo purtroppo o per fortuna la campana franco battaglia non interessi a nessuno. criticatissimo dappertutto, dice che le emissioni antropiche non hanno nulla a che vedere con il riscaldamento globale (quando 2700 scienziati hanno confermato la colpa dell’uomo in tutto questo), disinformatissimo sul fotovoltaico più recente.. prova a dare un’occhiata al forum di energierinnovabili, ha pure degnato gli iscritti della sua presenza naturalmente facendosi criticare in tutto quello che diceva. Una volta che è riuscito con i suoi calcoli tutti strani a sdoganare la CO2, arrivare a una centrale a carbone è molto facile. Ma senza arrivare alla correlazione tra co2 e riscaldamento globale, che le centrali a carbone pulito o meno avvelenino è un dato di fatto e su questo non si sfugge.

  3. paolo dice:

    Era solo un’idea. E’ giusto che chi ha fede in qualcosa non ascolti i miscredenti.
    L’unica cosa che mi sento di correggere tra le tue affermazioni è che FB si sia “degnato” di partecipare al forum. FB ha postato centinaia di messaggi rispondendo a tutti e dimostrando con i calcoli che aveva ragione. Nessuno lo ha smentito con i calcoli. Solo con gli insulti personali sono riusciti a mandarlo via.
    Prima di parlare su cose che non sai, informati.
    Io amo le FER, ma so che sono un’illusione . per le persone in buona fede ma disinformate, come te.
    Ciao.

  4. roberto dice:

    Scusa ma se credi che l’energia rinnovabile sia un’illusione che ci stai a fare qui? Vai pure da franco battaglia che ti propina il carbone o da veronesi (!) con il suo nucleare. La verità è che rinnovabili o meno dev’esserci l’accoppiata decrescita, riduzione dei consumi, degli sprechi. Rinnovabili o meno, capito? Sei un illuso se pensi che i tempi non cambiano, che si deve andare avanti a consumare e produrre all’infinito.
    l’attuale modello economico basato sulla crescita infinita non è più valido, siamo in un sistema mondo finito con risorse finite, dovrebbe essere chiaro a tutti ormai.
    io mi informo prima di parlare tranquillo pensa per te, e da uno che mi dice che il riscaldamento globale è una bufala perchè pure gli altri pianeti si riscaldano quando la variazione solare (
    http://en.wikipedia.org/wiki/Global_warming#Solar_variation ) sappiamo che influisce in minimissima parte, mi spiace ma non lo prendo in considerazione.
    Si parla di scienza, e se c’è stato un convegno sui cambiamenti climatici con 2700 climatologi a confermare tutte queste cose la voce di un signor battaglia non interessa a nessuno. non siamo ai tempi di galileo, verità contro religione, siamo a scienza contro scienza, quindi se avesse avuto una seppur piccola ragione sta certo che sarebbe saltata fuori.
    Ma come dice franco battaglia tra i grandi mali dell’umanità fascismo nazismo c’è pure l’ambientalismo. Che paragone azzeccato..due pesi due misure, qualunque sia la sua idea in proposito.
    che altro dire? Ah l’elettrosmog non esiste! andiamolo a dire a chi abita sotto le antenne di radio vaticana..
    Ritorna sul forum di energierinnovabili va, che qui se c’è qualcuno che non sa di cosa parla sei tu. è facile leggere solo quello che fa comodo leggere, perchè su quel forum di discussioni e di fonti che smentiscono quello che dice il tuo caro amico ce ne sono a bizzeffe. ma finchè salti i messaggi (sempre se veramente li hai letti) è inutile continuare a discuterne, resta pure della tua opinione che non mi sbatterò per te.

  5. paolo dice:

    Scusa, ma sei tu che leggi solo le cose che confermano le tue opinioni. Ti ho indicato un libro controcorrente, e tu dici che non interessa a nessuno. Prova a leggerlo e confrontati con i suoi dati.
    Non ti ho chiesto di sbatterti per me, né ti volevo irritare.
    Se non disturbo, continuerò a seguirvi, visto che mi interesso di questi argomenti, ma d’ora in poi mi asterrò dal segnalarvi voci dissenzienti.

    Saluti.

  6. Aldo dice:

    Personalmente mi chiedo da tempo come mai le torri eoliche vengano proposte sempre e soltanto in zone ambientalmente ancora relativamente sane. Non ho mai sentito proporre, per esempio, la costruzione di torri eoliche sulle ormai devastate (leggi: incendiate e cementificate) coste liguri: ad esempio, i monti immediatamente a ridosso di paesi come Varazze, Celle, Cogoleto, Noli, Arenzano, sono ormai solo più dei cumuli di sassi; il buon senso suggerirebbe di costruire lì le torri eoliche, non nelle poche zone boscate e poco edificate residue dell’Appennino.

    Se c’è una cosa che in Italia non manca sono i posti ormai irrecuperabili da un punto di vista ambientale. Quelli dovrebbero essere i candidati alla costruzione degli impianti.

    Per usare un’immagine che potrebbe sembrare poco attinente, non credo che qualcuno indosserebbe l’abito migliore per riparare la lavatrice. Indosserebbe anzi il peggiore.

  7. Grisù dice:

    EOLICO: dalla Moratoria alla Sanatoria.
    Ovvero: V.I.A. , da Valutazione di Impatto Ambientale…. a “VIA libera” a tutti i progetti !

    Prosegue l’analisi della LIPU sulla speculazione che ha trasformato l’energia eolica in una grande vergogna per molte aree territoriali. E i risultati sono impietosi !
    Passati al setaccio i gravi pareri ambientali rilasciati negli anni dagli uffici dell’Assessorato Ambiente regionale, emerge un quadro sconcertante: affermazioni autoreferenziali e prive di conforto scientifico, istruttorie carenti, procedimenti irrispettosi delle norme di riferimento…
    Un consuntivo impressionante, che offende e svilisce lo spirito della legge sulla V.I.A..

    I dati VERI parlano chiaro a dispetto della disinformazione emersa dalla campagna “Vai col Vento”, presieduta e sponsorizzata dalle società eoliche, quindi in palese conflitto di interessi.
    Senza pianificazione territoriale o energetica, in Puglia sono ormai 1366 torri eoliche per quasi 1900 MW di targa tra impianti realizzati o con parere positivo, in attesa di realizzazione.
    Incredibile a dirsi ma, di questi, ben 1268 torri eoliche per 1700 MW non sono stati assoggettati a V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) godendo dell’esclusione da tale procedura grazie alla disinvolta “valutazione” operata dai dirigenti dell’ufficio regionale. Sebbene, precisa la LIPU, il Comitato VIA, quanto coinvolto, era ed è scientemente privo di esperti in fauna selvatica e avifauna, la componente più critica da valutare in questo genere di impatti.
    E’ come se su molti comprensori ci fosse un unico progetto di intere “piantagioni” eoliche vergognosamente insediato senza V.I.A., ancora peggio per alcune aree di confine regionale, complice un analogo, irresponsabile atteggiamento della regione Campania.

    Inoltre, questo iter semplificato di valutazione ambientale (cosiddetto screening) favorisce anche “l’oscurità” del progetto, in quanto comporta il deposito del progetto con una evidenza pubblica limitata al solo l’albo pretorio comunale, quindi del tutto insufficiente a garantire un coinvolgimento e una consapevolezza dell’opinione pubblica su una scala degna delle dimensioni di tali progetti, che invece si avrebbe con la pubblicazione sul Bollettino Uff. Regionale e su un quotidiano nel caso della vera e propria procedura di VIA.
    E’ cosi che la società civile viene tenuta all’oscuro di tutto fino al compimento dei giochi, con la complicità di enti locali che ben si sono guardati dal concertare, di fronte alle offerte delle società.

    La LIPU rileva come, secondo un consolidato copione nell’iter valutativo, gli uffici regionali dell’Ass. Ambiente, nel peggiore dei casi, concludono solo con il taglio di qualche torre sul progetto complessivo esprimendosi con il “consueto” parere positivo.
    Non meraviglia quindi la cifra sconcertante di impianti che ad oggi hanno concluso l’iter con parere ambientale negativo : Z E R O ! Una cifra emblematica delle responsabilità espresse negli anni da tali uffici su un totale complessivo di 84 centrali eoliche industriali.
    Un risultato tutt’altro che limpido, se si pensa che in realtà c’era stato un impianto (uno solo !) sottoposto a VIA, conclusasi con parere negativo. Ma tale parere veniva revisionato ed emesso positivo su istanza della società, con procedure del tutto irregolari !
    La moratoria di giugno 2005 – maggio 2006 sui procedimenti, quindi, si è trasformata in una sostanziale sanatoria.

    Risultato: impianti allocati in aree sensibili, impatti cumulativi, pesante degrado dei valori del territorio, trasformato in un vuoto a perdere, con l’aborto dei Parchi reg.li, l’irruzione e l’assedio di SIC, ZPS e IBA, le aree strategiche per la biodiversità. E’ la dimostrazione di come, prima ancora che il protocollo di kyoto, abbia nettamente prevalso un becero interesse economico quantificabile in un fatturato di oltre 700 milioni di euro all’anno con questi “primi” 1900 MW.
    Uno scenario, evidenzia la LIPU, che riflette una dinamica ormai degradata oltre misura.
    Paradossalmente, però, si assiste a visite di cortesia dell’Assessore Losappio presso impianti eolici gravemente realizzati all’interno o a ridosso dei SIC (Siti di Importanza Comunitaria) o al pericolosissimo decentramento delle funzioni di valutazione ambientale alle province, con quello che ne consegue rispetto alle centinaia di progetti ancora in ballo e ai limiti di questi Enti.

    LIPU coord. regionale della Puglia – 01.10.07

    Ben oltre 8000 MW di potenza eolica (dic.2006), tra impianti realizzati ed in attesa di realizzazione (perchè già ufficialmente con autorizzazioni /pareri ambientali già emessi positivi), hanno ipotecato con disinvoltura migliaia di ettari di territorio, nella quasi totalità dei casi senza V.I.A., senza pianificazione territoriale, senza pianificazione energetica, senza trasparenza, senza risparmiare SIC, ZPS, aree protette, IBA, Aree storico-archeologiche e scenari paesaggistici mozzafiato determinando il cosidetto eolico “selvaggio”.
    Ma è bastato che si approcciasse timidamente all’adozione di piccoli provvedimenti nazionali per normare un settore dove vige la legge dei poteri forti ed ecco scatenarsi una guerra di posizioni. Si badi bene, si tratta solo di 2 piccole regole: interdizione degli impianti nelle sole ZPS attraverso il DM nazionale sgambettato da un anno ed in attesa di …. parto cesareo e di una proposta di V.I.A. obbligatoria ma solo per impianti oltre (!!!) i 20 MW).
    Di seguito una rassegna complessiva (ricercata dagli amici del CNP) sull’attacco innescato dai colossi dell’ANEV (società eoliche) e Legambiente nazionale a sostegno del far west eolico e della mattanza del territorio, con contorno di fiumi di ipocrisia sulla necessità di …. linee guida e di rispetto per il paesaggio e l’ambiente e modalità di eseguire la valutazione di incidenza !!!! Patetico ….
    Seguono le posizioni di…. chi non è a libro paga: da Radicali a LIPU, da CNP a Mountain Wilderness, dal WWF (meglio tardi che mai) ad alcuni Verdi a Italia Nostra ….
    Intanto anche per questo il Min Ambiente Pecoraro Scanio viene portato sul banco degli imputati con uno speciale su Panorama: le lobby di potere hanno avvisato. E Realacci è pronto a subentrare!
    Meditate….
    Enzo Cripezzi – LIPU Fg

    ENERGIA. LEGAMBIENTE E GREENPEACE A PECORARO: 2 LEGGI ANTI-EOLICO LETTERA DELLE ASSOCIAZIONI: SEGNALE NEGATIVO PER RINNOVABILI.

    (DIRE) Roma, 5 ott. – Due norme contro l’eolico, due decreti proposti dal ministero dell’Ambiente che rischiano di mortificare lo sviluppo dell’energia pulita. A mettere in evidenza il paradosso di un ministero dell’Ambiente che si rende “responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili” sono Walter Ganapini, presidente di Greenpeace, e Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, che ad Alfonso Pecoraro Scanio hanno scritto una lettera preoccupata in cui segnalano due provvedimenti “che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”.

    In particolare, Greenpeace e Legambiente puntano il dito contro il decreto legge 16 agosto 2006, n.251 in materia di conservazione della fauna selvatica che vieta la realizzazione di impianti nelle Zps (Zone a protezione speciale) e il decreto legislativo approvato il 12 Settembre 2007 che istituisce la Valutazione di impatto ambientale nazionale per gli impianti eolici di potenza superiore ai 20MW. “Entrambe le norme sono figlie del ministero dell’Ambiente- sottolineano gli ambientalisti- per quanto riguarda il primo provvedimento- spiegano- non si comprendono le ragioni poiche’ per l’eolico e’ infatti individuata una procedura cautelativa speciale oltre quanto previsto per ogni tipo di impianti”.

    E comunque, spiegano Ganapini e Della Seta nella lettera inviata al ministro Pecoraro Scanio, “la valutazione d’incidenza ‘deve essere basata su un monitoraggio dell’avifauna presente nel sito interessato di durata compatibile con il ciclo biologico della stessa- sottolineano- e la realizzazione dell’intervento e’ subordinata a conforme e obbligatorio parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs)’”. Considerando che sono pochi gli impianti eolici previsti in aree Zps, aggiungono Ganapini e Della Seta, “questa scelta appare piu’ ideologica che pratica e quindi incomprensibile”.

    L’introduzione della procedura VIA rappresenta, invece, “una novita’ preoccupante, che non ha eguali in Europa- rincarano la dose i rappresentanti di Greenpeace e Legambiente- e che esautora le Regioni da una procedura che le era stata affidata per Legge nella valutazione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili”. Si legge quindi nella lettera inviata a Pecoraro Scanio: “L’eolico rappresenta la fonte energetica rinnovabile piu’ competitiva da un punto di vista tecnologico- sostengono gli ambientalisti- e quella con maggiori capacita’ di diffusione a livello internazionale, con importanti potenzialita’ per un Paese come l’Italia che fatica a raggiungere risultati al pari di altri Paesi europei nella diffusione delle fonti energetiche pulite e nella riduzione delle emissioni di CO2″.

    Ganapini e Della Seta non sottovalutano la questione e si dicono “convinti dell’importanza di una diffusione dell’eolico che sia attenta alla tutela dei valori ambientali e dell’avifauna” ricordano di avere chiesto da tempo “l’approvazione delle Linee guida previste dal dl 387/2003 che permetterebbero per l’eolico, come per tutte le fonti rinnovabili, di avere finalmente un quadro unitario e coerente di regole nazionali”.

    (Com/Dac/ Dire) 11:13 05-10-07

    ENERGIA. FERRANTE (DL):EOLICO, OK ASSOCIAZIONI E ORA LINEE GUIDA

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “Hanno ragione le associazioni ambientaliste. Non si puo’ remare contro l’eolico e poi lamentarci del ritardo italiano nel settore delle rinnovabili”.

    Francesco Ferrante, capogruppo dell’Ulivo in commissione Ambiente al Senato e direttore di Legambiente, interviene a sostegno dell’associazione del cigno e Greenpeace che oggi hanno scritto al ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio perche’ preoccupate dai recenti provvedimenti varati da questo ministero contro la realizzazione di impianti eolici.

    “La scelta di vietare questi impianti nelle zone di protezione speciale (Zpt) con una procedura cautelativa appare abbastanza ideologica- ribadisce Ferrante- dal momento che gli impianti eolici previsti nelle aree Zps sono esigui, ma soprattutto, impensierisce il voler introdurre la valutazione d’impatto ambientale nazionale (anziche’ regionale), per gli impianti eolici superiori ai 20MW”. In Parlamento, spiega quindi Ferrante, “interverremo per togliere dalla modifica della legge delega questa norma- sottolinea il senatore della Margherita- che esautora le Regioni e ostacola pesantemente lo sviluppo di una tecnologia rinnovabile e pulita”. L’eolico dev’essere un’opportunita’ per lo sviluppo e la salvaguardia dell’ambiente, secondo Ferrante. “Ma questo sara’ possibile solo attraverso l’adozione delle necessarie e urgenti linee guida, che devono essere emanate dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, strumento utile- conclude Ferrante- a superare le attuali difficolta’ e a favorire uno scenario energetico sostenibile”.

    (Com/Dac/ Dire) 13:01 05-10-07

    ECO-ENERGIA: GREENPEACE E LEGAMBIENTE,NO A LEGGI ANTI-EOLICO

    (ANSA) – ROMA, 5 OTT – Greenpeace e Legambiente scrivono al ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, per chiedere di fermare ”due decreti proposti dal ministero dell’Ambiente che ostacolano l’energia del vento” e di ”aprire un confronto sulle linee guida”. I presidenti delle due associazioni, Walter Ganapini (Greenpeace) e Roberto Della Seta (Legambiente) – si legge in una nota – ”mettono in evidenza il paradosso di un ministero dell’Ambiente che si rende responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili”. ”Egregio Ministro le scriviamo in merito ad alcuni recenti provvedimenti che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”, dicono Ganapini e Della Seta.

    I due provvedimenti finiti nel mirino sono il Decreto Legge 16 agosto 2006, n.251 in materia di conservazione della fauna selvatica che vieta la realizzazione di impianti nelle Zps (zone a protezione speciale) e il Decreto Legislativo approvato il 12 Settembre 2007 che istituisce la Valutazione di impatto ambientale nazionale (Via) per gli impianti eolici di potenza superiore ai 20 MW. Per quanto riguarda il primo caso, ”considerando che sono pochi gli impianti eolici previsti in aree Zps – affermano Greenpeace e Legambiente – questa scelta appare piu’ ideologica che pratica e quindi incomprensibile”.

    L’introduzione della procedura Via rappresenta, invece – sottolineano ancora le due associazioni – ”una novita’ preoccupante, che non ha eguali in Europa e che esautora le Regioni da una procedura che le era stata affidata per Legge nella valutazione di tutti gli impianti da fonti rinnovabili”.

    (ANSA).

    COM-GU 05-OTT-07 13:05 NNNN

    ENERGIA. MIN.AMBIENTE A LEGAMBIENTE E GREENPEACE: SÌ A EOLICO

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “Il ministero dell’Ambiente sostiene ogni fonte di energia pulita e rinnovabile fra cui senza dubbio anche l’eolico e, nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo, ha predisposto norme che permettano di superare gli ostacoli che l’eolico ha incontrato nel nostro Paese. Quanto previsto dal Decreto ministeriale Rete Natura 2000 va dunque letto in quest’ottica”. Lo dice il portavoce del ministro dell’Ambiente rispondendo alle critiche avanzate da Legambiente e Greenpeace.

    “Ricordiamo, infatti- aggiunge il portavoce di Pecoraro Scanio- che nessuna particolare limitazione e’ stata prevista per i quasi 3000 Sic (Siti di importanza comunitaria) che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano”. Il decreto stabilisce criteri “minimi di tutela esclusivamente nelle Zps (Zone a protezione speciale) che sono meno di 600 specificatamente istituite per la tutela dell’avifauna in particolare la piu’ a rischio come i rapaci, cogliendo anche una forte richiesta giunta dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane”. Il sostegno all’eolico e’ per altro “confermato dalla possibilita’, che rimane intatta, di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”. Per quanto riguarda la Valutazione d’impatto ambientale nazionale, “e’ bene ricordare che essa si applichera’ esclusivamente agli impianti eolici con potenza superiore ai 20 MW (corrispondenti, ad esempio, a campi eolici di non meno di 15 pali alti circa 100 metri cadauno) e dunque- conclude la nota- a strutture che richiedono una valutazione in sede tecnica. Tale norma risponde anche ad una specifica richiesta del ministero per i Beni e le attivita’ culturali che ha ritenuto necessaria, per impianti di tale potenza, una valutazione a livello statale per la salvaguardia dei beni tutelati”.

    (Com/Val/ Dire) 14:36 05-10-07

    ECO-ENERGIA: MINAMBIENTE ALLE ASSOCIAZIONI, SOSTENIAMO EOLICO (V.’ECO-ENERGIA:GREENPEACE E LEGAMBIENTE, NO…’ DELLE 13,05) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – Il ministero dell’Ambiente ‘’sostiene ogni fonte di energia pulita e rinnovabile fra cui senza dubbio anche l’eolico e nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo, ha predisposto norme che permettano di superare gli ostacoli che l’eolico ha incontrato nel nostro Paese”. Lo ha affermato in una nota il portavoce del ministro dell’Ambiente rispondendo alle critiche avanzate da Legambiente e Greenpeace. Quindi ”quanto previsto dal Decreto ministeriale Rete Natura 2000 va letto in quest’ottica”. ”Ricordiamo, infatti – ha aggiunto il portavoce di Pecoraro Scanio – che nessuna particolare limitazione e’ stata prevista per i quasi 3000 Sic (Siti di importanza comunitaria) che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano. Il decreto stabilisce criteri minimi di tutela esclusivamente nelle Zps (Zone a protezione speciale) che sono meno di 600 specificatamente istituite per la tutela dell’avifauna, in particolare la piu’ a rischio come i rapaci, cogliendo anche – si legge ancora nella nota – una forte richiesta giunta dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane. Il sostegno all’eolico e’ peraltro confermato dalla possibilita’, che rimane intatta, di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”.

    ”Per quanto riguarda la Valutazione d’Impatto Ambientale nazionale – ha proseguito il portavoce del ministro – e’ bene ricordare che essa si applichera’ esclusivamente agli impianti eolici con potenza superiore ai 20 MW (corrispondenti, ad esempio, a campi eolici di non meno di 15 pali alti circa 100 metri cadauno) e dunque a strutture che richiedono una valutazione in sede tecnica”. ”Tale norma – ha concluso il portavoce – risponde anche ad una specifica richiesta del ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali che ha ritenuto necessaria, per impianti di tale potenza, una valutazione a livello statale per la salvaguardia dei beni tutelati”. (ANSA).

    COM-GU 05-OTT-07 14:47 NNNN

    ENERGIA: MINISTERO AMBIENTE “SI’ A EOLICO” ROMA (ITALPRESS) – “Il ministero dell’Ambiente sostiene ogni fonte di energia pulita e rinnovabile fra cui senza dubbio anche l’eolico e, nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo, ha predisposto norme che permettano di superare gli ostacoli che l’eolico ha incontrato nel nostro Paese. Quanto previsto dal Decreto ministeriale Rete Natura 2000 va dunque letto in quest’ottica”.

    Lo ha dichiarato il portavoce del ministro dell’Ambiente rispondendo alle critiche avanzate da Legambiente e Greenpeace.

    “Ricordiamo, infatti – ha aggiunto il portavoce di Pecoraro Scanio – che nessuna particolare limitazione e’ stata prevista per i quasi 3.000 Sic (Siti di importanza comunitaria) che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano. Il decreto stabilisce criteri minimi di tutela esclusivamente nelle Zps (Zone a protezione speciale) che sono meno di 600 specificatamente istituite per la tutela dell’avifauna in particolare la piu’ a rischio come i rapaci, cogliendo anche una forte richiesta giunta dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane. Il sostegno all’eolico e’ per altro confermato dalla possibilita’, che rimane intatta, di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”.

    “Per quanto riguarda la Valutazione d’Impatto Ambientale nazionale – ha concluso il portavoce del ministro – e’ bene ricordare che essa si applichera’ esclusivamente agli impianti eolici con potenza superiore ai 20 MW (corrispondenti, ad esempio, a campi eolici di non meno di 15 pali alti circa 100 metri cadauno) e dunque a strutture che richiedono una valutazione in sede tecnica.

    Tale norma risponde anche ad una specifica richiesta del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali che ha ritenuto necessaria, per impianti di tale potenza, una valutazione a livello statale per la salvaguardia dei beni tutelati”.

    (ITALPRESS).

    ads/com 05-Ott-07 15:37 NNNN

    ECO-ENERGIA: LIPU, BENE I DUE PROVVEDIMENTI MINAMBIENTE (V.’ECO-ENERGIA: GREENPEACE E LEGAMBIENTE, NO…’ DELLE 13.05) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – ”Benissimo i due provvedimenti del ministero dell’Ambiente, che non sono norme contro l’eolico ma passi importanti per cominciare a far chiarezza sulla materia e favorirne modi corretti e piu’ efficaci”. Questo quanto afferma in una nota la Lipu, a seguito delle dichiarazioni di Greenpeace e Legambiente sulle nuove norme in materia di impianti eolici.

    ”Dopo anni di sostanziale deregulation – spiega l’associazione – oggi finalmente assistiamo ad un’azione volta a mettere ordine sul tema”. Secondo la Lipu ”il decreto sulla Rete Natura 2000 non fa altro che porsi l’obiettivo di tutelare le Zone di protezione speciale, quindi aree di straordinaria importanza per la tutela degli uccelli, per i quali l’eolico rappresenta oggettivamente un fattore critico. Cio’ – prosegue l’associazione – e’ peraltro dimostrato dal fatto che nelle Zps gli impianti eolici, per questa specifica e consistente ragione, non vengono quasi piu’ realizzati. Al contrario, il decreto non prevede nulla in astratto a proposito delle migliaia di Sic che compongono con le Zps la Rete Natura 2000, a dimostrazione della fondatezza tecnica, e non certo dell’ideologismo, che ha mosso la redazione del provvedimento”.

    Inoltre, ricorda la Lipu, occorre anche ”applicare concretamente le direttive e le convenzioni internazionali per la conservazione della biodiversita’. Un ‘ottica nella quale tutta l’operazione della Rete Natura 2000 va pienamente inserita”, cosi’ come necessitano della valutazione di impatto ambientale gli ”impianti eolici di grande estensione e potenza”. In conclusione, quelli del ministero dell’Ambiente secondo la Lipu sono ”due provvedimenti doverosi che dovrebbero trovare favorevoli proprio i principali sostenitori dell’eolico.

    Un eolico senza regole non fa bene a nessuno: ne’ alla natura, ne’ allo stesso eolico”.

    (ANSA).

    COM-Y62 05-OTT-07 17:18

    AMBIENTE. DE PETRIS (VERDI): PECORARO NON SERVE CONFINDUSTRIA…

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “L’attacco da parte di Confindustria a Pecoraro Scanio dimostra che, per fortuna, il ministro non e’ permeabile a interessi di parte che rappresentano ormai la pura conservazione contro l’innovazione del sistema produttivo e la sua sostenibilita’ ambientale”. Lo afferma la senatrice dei Verdi Loredana De Petris, capogruppo in commissione Ambiente.

    Il ministero dell’Ambiente, “per fortuna- aggiunge De Petris- serve gli interessi generali del Paese per una vera svolta sulle energie rinnovabili. D’altronde questa strategia di attacco e di denigrazione ci era stata gia’ preannunciata, nei giorni scorsi, da molti imprenditori aderenti a Confindustria che non condividono questa linea miope e conservatrice”.

    Secondo l’esponente dei Verdi “il livore di Emma Marcegaglia forse e’ dettato dal fatto che, al contrario di quanto avvenuto nel passato, le modifica alla delega ambientale non sono state fatte sotto dettatura. E dispiace- conclude- che Ermete Realacci si ritrovi con tali sponsor in un convegno in cui si e’ rilanciato il nucleare come unica fonte alternativa”.

    (Com/Gim/ Dire) 17:30 05-10-07

    ENERGIA. FRANCESCATO (VERDI): EOLICO PREZIOSO, MA NO A FAR WEST

    (DIRE) Roma, 5 ott. – “Via col vento? Certamente. Ma e’ importante stabilire dove e come”. Lo dice la capogruppo dei Verdi in commissione Ambiente alla Camera Grazia Francescato, secondo la quale “l’eolico e’ una preziosa fonte di energia rinnovabile, ma deve essere utilizzata tutelando il paesaggio e l’avifauna”.

    “Dunque- ha aggiunto- bene ha fatto il ministero dell’Ambiente a dettare delle regole attente si’ alla natura, ma che non freneranno il decollo di un mercato ben governato. Sono provvedimenti razionali da apprezzare, diciamo no al far west”.

    (Com/Val/ Dire) 18:20 05-10-07

    *Ambientalisti, associazioni e industriali tutti contro Pecoraro –IL VELINO AZIENDE– Roma, 05 OTT (Velino) – La scorsa settimana la “tiratina” d’orecchie al ministero dell’Ambiente era arrivata dalle associazioni che riuniscono gli operatori italiani nel campo delle rinnovabili. Anev, Aper e Assoelettrica si erano detti stanchi di una politica che a parole sostiene le fonti pulite ma nel concreto mette i bastoni tra le ruote a chi poi quegli impianti li deve realizzare. Ora a mettere in evidenza il paradosso di un ministero dell’Ambiente che si rende “responsabile di provvedimenti contro le fonti rinnovabili” sono Walter Ganapini, presidente di Greenpeace, e Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, che ad Alfonso Pecoraro Scanio hanno scritto una lettera in cui segnalano due provvedimenti “che riguardano gli impianti eolici e che rappresentano, a nostro avviso, un segnale molto negativo nella prospettiva di diffusione di questa fonte energetica in Italia”. Nel mirino il decreto “Natura” proposto dal ministero dell’Ambiente e sostenuto dalla conferenza Stato-Regioni che stabilisce norme assai restrittive per l’inserimento di parchi eolici nei Siti di importanza comunitaria (Sic) e nelle Zone a protezione speciale (Zps).

    Restrizioni che impediscono di fatto la realizzazione di nuovi impianti eolici e il potenziamento di quelli esistenti su aree che coprono oltre il 19 per cento del territorio nazionale.

    Una norma molto restrittiva, che andrebbe ad aggiungersi alle modifiche del Codice ambientale, attualmente ancora in bozza, ma condivise dalla Conferenza unificata, che stabiliscono l’obbligo di Valutazione di impatto ambientale nazionale (Via) per gli impianti con potenza superiore ai 20 megawatt e ad alcuni documenti dell’Authority per l’energia in tema di limitazione di accesso alla rete. A fugare le preoccupazioni di associazione di settore e ambientalisti e’ arrivata la precisazione del ministero dell’Ambiente, che ha confermato il proprio sostegno a tutte le fonti rinnovabili compreso l’eolico “nell’ottica di rendere questa fonte anche meno impattante favorendone il suo migliore e piu’ corretto utilizzo”. Secondo il ministero non ci sono limiti per “i per i quasi tremila Sic che sono la netta maggioranza delle aree che compongono la Rete Natura nel territorio italiano”, mentre per le 600 Zps sono introdotti “criteri minimi di tutela” per l’avifauna voluti “dalla quasi totalita’ delle Regioni italiane”. Il sostegno all’eolico, precisano inoltre dal ministero e’ per altro confermato dalla possibilita’ “di realizzare anche in queste aree impianti di microeolico”.

    Identico discorso per le modifiche al Codice ambientale: la Via da applicare agli impianti eolici riguardera’, secondo il dicastero, strutture che per la loro ampiezza richiedono una valutazione in sede tecnica ai fini di una “salvaguardia dei beni tutelati” come indicato anche dal ministero per i Beni culturali.

    La vera doccia fredda Pecoraro Scanio l’ha pero’ subita da Confindustria. Emma Marcegaglia vicepresidente degli industriali italiani a margine di un convegno a Montebelluna, ha chiesto pubblicamente un cambio al vertice del ministero dell’Ambiente, indicando Ermete Realacci come successore: “Abbiamo bisogno di un ministro che non faccia dell’antiproduzione il suo credo. Abbiamo bisogno di gente seria e concreta”. Ancora una volta l’industriale ha sottolineato i problemi di sicurezza energetica, gli alti costi e la necessita’ di non bloccare tutto con “i veti continui del ministero dell’Ambiente o delle autorita’ locali”. E ha suggerito un antidoto contro i localismi: “Gli enti locali devono avere un certo tempo massimo entro il quale dire si’ o no. Se non rispondono, ci deve essere una cabina di regia a livello governativo che deve decidere”.

    Infine sul nucleare ha espresso giudizio positivo per la ricerca nella quarta generazione e ha insistito sulla necessita’ per l’Italia di recuperare il knov how nel settore. (asp) 051941 OTT 07

    ECO-ENERGIA:WWF;DANNOSE POLEMICHE,SI’ REGOLE CERTE SU EOLICO (V. ‘ECO-ENERGIA: GREENPEACE E LEGAMBIENTE, NO..’ DELLE 13.05) (ANSA) – ROMA, 5 OTT – ”Ora non coltiviamo liti e polemiche, sono controproducenti e non ci offrono una minima soluzione rispetto alle emergenze in atto”, ora sono necessarie regole certe in materia di eolico. Questo quanto afferma Michele Candotti, segretario generale del Wwf in una nota, riferendosi ai ”due primi, iniziali, e tanto attesi provvedimenti del ministero dell’Ambiente, che riguardano la Rete Natura 2000 e, in particolare, la tutela delle Zps (Zone a protezione Speciale)”.

    ”Il decreto – prosegue la nota del Wwf – e’ un primo tassello di recepimento in Italia della direttiva comunitaria Habitat, serve a fornire finalmente un quadro normativo certo, a ridurre incertezze ed equivoci normativi e ad indirizzare la gestione di queste importanti aree di tutela in modo rigoroso e tecnicamente fondato”. In particolare, spiega il Wwf ”a noi piacerebbe che a questo primo atto ne seguissero altri, sostanziali e prioritari: una strategia nazionale ed una legge quadro sulla biodiversita’, per applicare le direttive e le convenzioni internazionali; un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici; e un piano energetico nazionale”.

    Secondo l’organizzazione ambientalista ”tutti questi atti servono a dare certezze, ad evitare proprio quel far west normativo che ha alimentato finora gravi conflitti locali sulla gestione delle aree Natura 2000 e sulla localizzazione degli impianti energetici. E queste norme – afferma il Wwf – non possono essere viste come anti-eolico, non possono essere viste come un ostacolo agli investimenti in energie alternative, delle quali l’Italia ha assoluto bisogno”. In conclusione, afferma la nota degli ambientalisti ”ci interessa soprattutto che la strada intrapresa dal ministero con questi due provvedimenti continui, con la piena partecipazione dell’intera societa’ civile: non e’ plausibile e credibile continuare a riporre l’onere negoziale della localizzazione degli impianti eolici e di altri impianti energetici sulle singole aziende, o, peggio, sulle singole comunita’ di cittadini”.

    (ANSA).

    ITALIA NOSTRA
    COMUNICATO STAMPA

    Roma, 05.10.07

    IL DECRETO ROMA NATURA 2000 DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE,PECORARO

    SCANIO DEVE MANTENERE VALIDE QUELLE MINIME GARANZIE OTTENUTE PER LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’ NEL NOSTRO PAESE.

    Il decreto per la Rete Natura 2000 che il Ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio ha redatto,

    tutela in particolare le Zone di Protezione Speciale ( ZPS ) dall’impatto devastante delle strutture eoliche.

    Le ZPS sono quelle aree volute dalla Comunità Europea per salvaguardare gli uccelli, il loro habitat e i loro corridoi di migrazione. Le torri eoliche costituiscono un grave rischio per mantenere in quelle zone l’attuale biodiversità già messa in crisi sia da interventi abusivi che da progetti pubblici non compatibili.

    Purtroppo il decreto non tutela in tal modo le migliaia di aree SIC ( Siti d’Interesse Comunitario ) anch’esse essenziali per applicare le direttive europee ed internazionali.

    Appaiono inaccettabili la dichiarazioni di oggi della Legambiente e di Greenpeace che, di fatto, danno appoggio a quelle lobby degli impianti eolici che da anni tolgono spazio e finanziamenti all’utilizzo del solare che nel nostro paese è vergognosamente in ritardo.

    Perché poi opporsi all’applicazione della Valutazione d’Impatto Ambientale per gli impianti eolici quando invece in Europa questo procedimento permette, oltre ad opportune e necessarie verifiche, l’informazione e la partecipazione del cittadini ? –

    ITALIA NOSTRA chiede al Ministro di non arretrare rispetto alle norme già decise sperando che in un futuro prossimo si possa tutelare ancora di più il nostro paesaggio e il nostro ambiente naturale.

    Per informazioni – Consigliere nazionali: Mirella Belvisi cell. 338.1137155 – Maria Rita Signorini cell. 334.1162259

    Comitato nazionale per il Paesaggio (CNP): no all’eolico selvaggio e speculativo

    In merito alla polemica sull’istallazione delle torri eoliche tra Ministero dell’Ambiente e le Associazioni ambientaliste Greenpeace e Legambiente Carlo Ripa di Meana, Presidente del CNP, ha dichiarato:

    “Mai avremmo creduto di trovare un giorno alcune associazioni ambientaliste sdraiate sulla linea dell’eolico selvaggio invocato da imprenditori buttacemento e sfasciamontagne, né mai avremmo pensato che lo sfruttamento dell’energia eolica, salutata all’inizio con favore, si potesse trasformare nel grimaldello per distruggere quel che resta del paesaggio e della fauna italiani, per di più con una vacua retorica ecologista.

    Ha fatto più che bene il Ministro dell’ambiente ad escludere l’eolico dalle Aree Protette e ad assoggettarlo alla VIA nazionale, se consideriamo i dati infiniti sulla distruzione dell’avifauna prodotta da pale che hanno un diametro di oltre 100 metri (un campo di pallone che gira) con velocità di punta di 300km orari e se consideriamo che in alcune regioni la VIA consiste in una firma di un funzionario regionale su un foglio, senza che nemmeno abbia visitato il sito e senza che abbia verificato i dati sul vento.

    Greenpeace ed in particolare Legambiente, non hanno mai richiesto con altrettanta forza le Linee guida per l’inserimento nel paesaggio degli impianti eolici, previste per legge ma che attendiamo da 4 anni; non hanno mai fatto rispettare agli industriali eolici gli Accordi pomposamente sottoscritti da entrambe, ma non verificati sul campo; non hanno mai impedito agli speculatori di seminare impianti dove non c’è vento (tanto ci sono incentivi più che abbondanti); non hanno mai impedito agli industriali di secretare o gonfiare i dati sulla ventosità dei siti.

    Greenpeace e Legambiente sono responsabili di aver utilizzato una doppia morale in base alla quale si fa la guerra a strade e tralicci elettrici, ma non quando, anche se devastanti, servono un impianto eolico; sono responsabili di avere appoggiato, nel Paese del sole ed in palese violazione della teoria dello sviluppo sostenibile, l’eolico e i suoi industriali, piuttosto che il solare e la microgenerazione, anche eolica, diffusa tra i cittadini e quindi democratica.

    Non a caso nelle regioni meridionali, le più bersagliate dalle richieste di installare impianti eolici, si parla di “eolomafie”, non a caso l’eolico prospera in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia.

    Chiedo a tutti i parlamentari di buona volontà di sottoscrivere la documentatissima mozione presentata alla Camera dalla Rosa nel Pugno nella quale si chiede al Governo di regolare l’istallazione degli impianti con criteri nazionali uniformi e rispettando i principi di economicità, reale produttività, tutela della fauna e del paesaggio.

    Associazione Italiana per la Wilderness
    Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28 dicembre 2004 – G.U. n. 53 – 5 marzo 2005

    COMUNICATO STAMPA

    SUI DECRETI LIMITATIVI AI PROGETTI EOLICI

    E’ con estremo piacere e soddisfazione che la scrivente Associazione ha appreso dell’avvenuta approvazione, da parte del recente Consiglio dei Ministri, di uno “Schema di decreto legislativo correttivo del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale” che obbliga la Valutazione di Impatto Ambientale nazionale per gli impianti eolici per la produzione di energia elettrica con potenza di concessione pari o superiore a 20 MW.

    Questa scelta dimostra come il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio abbia a cura non solamente la produzione di energia “ecologica”, ma anche la difesa dell’ambiente naturale e del paesaggio, in quanto impianti di grandi dimensioni hanno un effetto impattante di estrema rilevanza, per cui non si possono delegare le Regioni e le Province a stabilire quali e quanti effetti, diretti ed indiretti, essi possono avere su ambiente, paesaggio, fauna e flora che appartengono al patrimonio nazionale.

    Soddisfazione si esprime anche per il decreto legge del 16 agosto scorso, con il quale il Ministro vieta in modo assoluto la realizzazione di centrali eoliche nell’ambito della Zone di Protezione Speciale, o ZPS, delimitate e riconosciute ai sensi della Direttiva Habitat dell’Unione Europea allo scopo di preservare la biodivesità. Ed anzi, l’auspicio della scrivente Associazione è che anche i Siti di Importanza Comunitaria (o Siti di Conservazione Speciale, come sono stati oggi riformati) debbano venire a godere dello stesso divieto, in quanto anch’essi hanno lo stessa funzione delle ZPS, ed è veramente assurdo che in tali aree possano essere installate centrali eoliche che per le loro dimensioni arrecano danni irreversibili agli habitat della fauna, oltre che sfregiarle paesaggisticamente.

    Murialdo, 6 Ottobre 2007 IL SEGRETARIO GENERALE

    F.to Franco Zunino

    ENERGIA. EOLICO, BERNARDINI (RADICALI): BENE DECRETI MINISTERO AMBIENTE “PRETESTUOSI
    GLI ATTACCHI DI LEGAMBIENTE E CONFINDUSTRIA”. (DIRE) Roma, 6 ott. – I
    recenti decreti del ministero dell’Ambiente finalizzati a vietare
    l’installazione di impianti eolici industriali nelle aree classificate come
    Zps (Zone di protezione speciale) e a sottoporre a Via obbligatoria ogni
    centrale eolica di potenza nominale superiore a 20 MegaWatt rappresentano un
    primo minimo passo positivo nella direzione di una indispensabile
    regolamentazione dell’eolico industriale in grado di evitare gli impatti
    paesaggistici e ambientali piu’ pesanti che tali giganteschi impianti spesso
    determinano”. Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale dei Radicali
    italiani Rita Bernardini. Peraltro, da tempo, in Italia, aggiunge
    Bernardini, “la corsa all’eolico, in assenza di forti e chiare regole, ha
    assunto le fattezze di una sfacciata e selvaggia speculazione alimentata da
    generosissimi, ed ingiustificati, incentivi economici (i Certificati
    verdi)”. La conseguenza di questa situazione, prosegue il presidente dei
    Radicali, “e’ la devastazione paesaggistica di intere aree del paese, come
    quelle che si estendono tra le Province di Benevento, Avellino e Foggia”.
    Per questo, conclude, “gli attacchi di Legambiente, Greenpeace e
    Confindustria a tali provvedimenti sono, quindi, a mio parere, del tutto
    pretestuosi”./ Dire) 13:46 06-10-07

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