Kyoto, il fumo e le italiche mutande

Il problema non è fare leggi migliori. Il problema, in Italia, è cominciare a far rispettare le norme che già esistono. Dedico i dati 2006 sulle emissioni in Italia di anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – al ministro per l’Ambiente, che ha promesso di rivedere al ribasso il tetto massimo futuro. L’ha fatto dopo la protesta degli attivisti di Greenpeace davanti alla centrale Torre Valdigala Nord, a Civitavecchia, che l’Enel si apresta a convertire al carbone. “Italia in mutante”, diceva lo striscione con cui Greenpeace ha sintetizzato quant’è lontana l’Italia dagli obiettivi di Kyoto. Nel 2006 l’Italia ha superato del 11,6% la pur generosa quota di emissioni di gas serra assegnatale. E anche nel 2005 si è comportata molto male. Il problema, dicevo, non è (solo) abbassare sulla carta il tetto delle emissioni. Il problema è rimanerci sotto, a questo tetto…
da maria
Ultimo commento:
di Le emissioni anidride carbonica dell’industria italiana superano di nuovo il “tetto” europeo | Libera! Libera! il 01/1/70
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novembre 27th, 2007 at 18:46
Certamente le 300.000 persone in più che ogni anno invadono (ufficialmente) il nostro territorio non aiutano a ridurre le emissioni di gas serra, né a migliorare in altro modo il peso dell’antropizzazione. Ma questo è un tabù, come ben sappiamo.
settembre 26th, 2009 at 10:29
[...] 2008 le emissioni di anidride carbonica dell’industria italiana hanno superato il tetto europeo, come già negli anni scorsi. L’anidride carbonica è il gas dell’effetto serra; le [...]