Motori

La Francia tassa le auto più inquinanti

Suv

In Francia sì che sanno come trattare le auto più inquinanti. Qui da noi invece si fanno pasticci e soprattutto si usa una mano leggera ed esitante. Oltralpe hanno semplicemente varato l’éco-pastille, un’autentica tassa sulle emissioni. Bisogna pagare fino a 2.600 euro se si acquista una nuova auto che emette più di 160 grammi di anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – per chilometro; se le emissioni sono minori, si incassa un bonus fino a mille euro. Semplice, no? Un articolo in francese su Libération. In italiano la notizia è uscita su Greenreport. Foto Flickr.

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dic  07
6
alle 09:58
da maria

Ultimo commento:

di Gino36 il 01/1/70

Iniziative come queste le trovo intelligenti e nel sistema attuale sono quelle più efficaci. Si ...


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6 Commenti to “La Francia tassa le auto più inquinanti”

  1. Fabio dice:

    Questa iniziativa è da prendere come esempio subito.

  2. pettirosso dice:

    e’ un iniziativa assurda.
    e’ sufficiente vietare la fabbricazione
    di auto di grossa cilindrata e/o potenza.
    cosa significa produrre auto da 200 e piu’ cavalli,quando l’inquinamento e’
    fuori controllo e bisogna rispettare
    i limiti di velocita’.
    bisognerebbe obbligare i costruttori
    di auto a produrre veicoli con
    consumi ridotti.
    vedi prototipo vw da 100km/l

  3. chabba dice:

    Come al solito non ci siamo. Io ho un auto euro zero che uso per 5000 km all’anno. Perchè devo pagare di più se la uso poco e uso i mezzi e la bici? Devo comperare una nuova auto per caso? Ci sono compagnie assicurative che montano un kit sulle auto per contare i chilometri percorsi e poi calcolare i premi, basterebbe pagare a km e allora sì che si invoglierebbe all’uso dei mezzi alternativi.

  4. Tiziano M. dice:

    Polemica ricca, mi ci ficco! Ebbene, premetto che questo è uno dei pochi blog che consulto quotidianamente, da un po’ di tempo, e, in palese “conflitto di interessi” (si dice così?), allo stesso tempo possiedo un fuoristrada; non mi dilungo sulle motivazioni che mi hanno portato a scegliere quel determinato modello di auto, non voglio tediare nessuno: aggiungo solamente che in contesti diversi mi sarei trovato indeciso se scegliere tra una Prius ed una Multipla a metano!

    Veniamo alla “tassa”: se applicata da noi a cosa servirebbe? Ad alimentare una già sovrasaturata burocrazia, i proventi non saranno di certo utilizzati per il rimboschimento.
    Non avrebbe un effetto deterrente nei confronti di chi acquista “giocattoli” che partono da sessantamila euro.

    Sulla stessa scia, allora, si dovrebbe applicare una “CO2-tax” anche alle bottiglie di acqua minerale che arrivano -quasi- a destinazione dopo aver percorso centinaia di chilometri su camion che non son di piccola cilindrata: altro che “suv”; quanta anidride carbonica -e non solo- c’è dietro ad un semplice bicchier d’acqua pubblicizzata alla televisione?

    Per ora concludo, torno al lavoro…

  5. Anonimo dice:

    Mi piace la tua provocazione, Tiziano: su tutte le merci, una tassa proporzionale alle emissioni di anidride carbonica durante produzione, imballaggio e consegna. Finchè vige il regime del libero mercato, è questo il maggiore dei correttivi in cui possiamo sperare per curare la febbre del pianeta.

  6. Gino36 dice:

    Iniziative come queste le trovo intelligenti e nel sistema attuale sono quelle più efficaci. Si usa il fattore prezzo per cercare si spostare gli acquisti a favore delle vetture che consumano meno.

    Nessuno vieta di produrre auto che consumano molto (spesso molto costose) ma chi le acquista visto il loro maggiore impatto si dovrà sobbarcare una parte delle esternalità negative che queste generano (in questo caso la maggior produzione di CO2).

    Per già ora si può permettere auto potenti non cambierà nulla visto che il maggior prezzo sarà irrisorio, nelle fascie medie invece (quelle che vendono di più) in parecchi potrebbero orientarsi verso modelli che consumano meno, spingendo i produttori a impegnarsi maggiormente verso auto che consumano poco carburante.

    Le tecnologie ci sono già ora, solo che da sempre tutti i progressi tecnologici del settore auto si sono diretti verso la ricerca di potenze sempre maggiori a scapito dei consumi, questo si spera sia un modo efficace di invertire il trend e attuare una spartizione più equa della tecnologia tra potenza e consumi.

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