Motori

Toh, gli italiani usano meno benzina?

Due fatti che sembrano fare a pugni. Da un lato, diminuisce il consumo dei carburanti. Dall’altro, sempre più italiani fanno i pendolari in auto, ed in effetti, non so voi: io sulle strade nelle ore di punta vedo una crescente marmellata di lamiere. Forse diminuiscono gli spostamenti in auto, diciamo così, voluttuari. Se così davvero fosse, non lo riterrei un brutto segno.

Dunque, in Italia si vende meno carburante. Meno 3%, secondo l’Unione Petrolifera. Addirittura meno 5,1% a settembre rispetto allo stesso mese del 2006, in base ai dati del ministero per lo Sviluppo economico. Meno carburante consumato, ma più auto immatricolate: il 6,6%, si prevede, rispetto al 2006. Teniamo pure conto della rottamazione: non ho trovato statistiche in proposito, ma mi sembra difficile credere che tutte le vendite discendano semplicemente da sostituzioni. Sempre più auto, dicevo, e sempre più pendolari che usano l’auto. In effetti, purtroppo, spesso non si può fare a meno dell’auto per andare a lavorare, dato che i trasporti pubblici sono, per essere gentili, carenti e dato che le città sono sempre più spalmate sul territorio. Però per spiegare il minor consumo di carburante posso solo pensare che si usi un po’ meno l’auto per tutte le altre cose, visto oltretutto quel che costano benzina e gasolio. Brutto segno, segno di impoverimento? Forse. Ma mi piace leggere qui l’altra faccia della medaglia: vivere in chiave locale non è poi così male.

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nov  07
30
alle 09:02
da maria

Ultimo commento:

di stever il 01/1/70

Il telelavoro sarà anche non-socializzante e sicuramente sarà meglio uscire per lavorare se il ...


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9 Commenti to “Toh, gli italiani usano meno benzina?”

  1. PocoLavoro dice:

    meno lavoro=più persone che restano a casa, altro che ecologismo e risparmi! :-(

  2. Tiziano M. dice:

    Io l’autoveicolo lo uso il meno possibile, quando occorre cerco di ottimizzare percorsi/necessità, oltre ad utilizzare una guida molto economica nonostante il “tipo” di carrozzeria.
    A lavorare, e mi dico fortunato da questo punto di vista, ci vado a piedi, percorrendo poco meno di quattrocento metri.

    Discorso a parte i mezzi pubblici: non c’è un servizio capillare tra gli insediamenti produttivi e gli insediamenti abitativi dei lavoratori: -a memoria- tutti i miei amici/conoscenti si recano al lavoro con l’auto.
    Provo un senso di tristezza quando vedo un autobus che trasporta solo aria.

  3. armando dice:

    concordo con te tiziano

  4. stever dice:

    Ritieniti fortunatissimo Tiziano io mi faccio 120Km di traffico sia cittadino che(anche peggiore) extraurbano perchè il mio ufficio non è raggiunto da nulla! e cosi’ anche migliaia di impiegati ed operai che lavorano nella mia zona industriale. E non è giusto come molti asseriscono in vari blog che bisogna stroncare l’abitudine di andare in giro da soli con macchine grandi da 5 posti comodi perchè per conciliare 5-6 giorni alla settimana di lavoro con 1-2 di riposo in cui si va con la famigliola a seguito o si posseggono due auto oppure (come me) si è costretti ad andare con 4 mezzi e mezzo di auto da solo (non ho nessun collega con cui dividerla). La soluzione ? Come sempre sta nella dirigenza del paese o più localmente parlando nei titolari delle ditte i quali non “concepiscono” il telelavoro che permetterebbe a molte persone di lavorare totalmente o parzialmente da casa liberando le strade a favore di quelli che per tipologia lavorativa non sono compatibili con il telelavoro. Nella mia azienda (io sono informatico) almeno il 50% delle persone potrebbe lavorare da casa 4 giorni su 5 (o come me 6 su 6) con i mezzi che già possiede a casa (una stanza, un pc, un telefono con telefonate Flat tipo Wind ed una adsl) a costi (per l’azienda) ZERO !
    Io nel mio piccolo cerco di risparmiare qualcosa non superando quasi mai i limiti (spesso non potrei nemmeno volendo), accelerando pochissimo e preferendo automobili spaziose (famiglia di 4 persone) ma piccole di cilindrata (ho un 1.6 a gasolio Fap con il quale riesco a fare 18Km/litro).
    QUando leggo altri blog e sento parlare di bici, motorini, smart e auto-supposte mi chiedo: ma davvero la gente pensa che uno prende l’auto anche quando non serve ? con quello che costa manutenzione, carburante e svalutazione per ri-acquisto ?

  5. Anonimo dice:

    Ciao Stever, anch’io sono una privilegiata come Tiziano e vado a piedi nell’ufficio in cui trascorro parte della mia giornata lavorativa. Sarà anche per questo, ma il telelavoro non mi sta poi così simpatico. Lavorare da casa invade la vita, abolisce le due chiachiere coi colleghi accanto alla macchinetta del caffè grazie alle quali si cementa la solidarietà e insomma: ti fa sentire un individuo sempre più solo di fronte al tuo pc.

  6. Aldo dice:

    La “flessibilità” del lavoro rende spesso impossibile qualsiasi ricorso razionale ai mezzi pubblici, così come pure la condivisione del viaggio tra più colleghi. In realtà, la “flessibilizzazione” del lavoro è una mossa alquanto antiecologica che, tra l’altro, va in direzione opposta rispetto agli accordi sottoscritti a Kioto dal governo italiano. Un po’ come spararsi in un piede sperando che la cosa possa far sorridere.

    P.S. Senza contare lo scadimento della qualità della vita individuale e la riduzione della retribuzione reale che conseguono al pendolarismo.

  7. Deserteur dice:

    Leggi bene la notizia di Repubblica. In realtà nel periodo gennaio-ottobre 2007 si è consumata praticamente la stessa quantità di carburante dello stesso periodo del 2006. Nessun decremento dei consumi di carburante quindi. Purtroppo i giornalisti sono negati per i numeri, e alle volte scrivono le cose in modo fuorviante.

  8. Anonimo dice:

    L’ho notato, Deserteur. Però tu avrai notato che secondo l’articolo negli anni precedenti la vendita di carburante era in costante aumento e che il “pareggio” di quest’anno si ottiene solo grazie ad ottobre, l’unico mese con un saldo positivo rispetto al 2006.

  9. stever dice:

    Il telelavoro sarà anche non-socializzante e sicuramente sarà meglio uscire per lavorare se il luogo di lavoro si può raggiungere in pochi minuti a piedi o con altro mezzo comodo ma stare imbottigliato 3-4 o più ore totali giornaliere nel traffico è alienante, stressa, ammalla e svuota il portafoglio.
    La mobilità concordo è antiecologica.
    Un tempo mio nonno, mio padre e persino io pensando che saremmo rimasti a lavorare per la stessa ditta (e per mio padre e mio nonno è stato cosi’) e nella stessa sede appena sistemati, prima di mettere su famiglia, si cercava casa vicino al luogo di lavoro (oppure i più fortunati cercavamo lavoro vicino casa) adesso è impossibile !

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