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Brillantante contro olio di gomito

parolaccia

Detesto quelli che fanno un’affermazione e non la dimostrano, o non citano le fonti. Ho scartabellato un bel po’ sul web per scoprire su cosa si basa lo spot pubblicitario secondo il quale con la lavastoviglie si consumano meno acqua e meno elettricità che lavando i piatti a mano.

lavare i piattiL’efficienza ambientale delle lavastoviglie vantata dallo spot discende da uno studio effettuato da un docente universitario tedesco, che ha fatto lavare un servizio completo da 12, oltre che dalle lavastoviglie, da 113 persone proveniente da 7 Paesi europei, con l’unica istruzione di comportarsi esattamente come se fossero a casa loro. Questo test venne effettuato con assoluta, rigorosa scientificità e i risultati sono stati riportati dal Guardian Unlimited un paio di anni fa: in media le lavastoviglie hanno consumato 2,5 chilowattora di elettricità e 15 litri d’acqua; i lavapiatti, sempre in media, 103 litri d’acqua e 1-2 chilowattora di elettricità per riscaldarla. Ma nella media sono comprese anche punte di efficienza umana in grado di rivaleggiare con la lavastoviglie: ai tedeschi sono bastati 30 litri d’acqua e un chilowattora. Tutto sta nella tecnica impiegata: rimuovere accuratamente “a secco” i residui di cibo, non passare i piatti sporchi sotto il getto dell’acqua calda prima di lavarli, non lasciare aperto il rubinetto ininterrottamente durante tutta l’operazione, sciacquare con acqua fredda eccetera.

lavatura piatti

Il Guardian aggiunge che lo studio non calcola l’impatto ambientale dei detersivi, nè della costruzione e del trasporto della lavastoviglie. Di mio aggiungo che un boiler a gas consente di lavare i piatti a mano senza far ricorso all’elettricità, anche se il metano è pursempre un combustibile fossile, e che ben raramente una lavastoviglie è azionata a pieno carico come nel test, con un intero servizio da 12: eppure consuma acqua ed elettricità nello stesso modo. E a proposito di tecniche per lavare i piatti, si può anche andare oltre l’efficienza teutonica sfoderata nel test. Il sistema della mia mamma era imbattibile: in nome non dell’ecologia, ma dell’atavico rifiuto contadino di ogni spreco, scaldava l’acqua in una pentola, sul fornello a gas, e sciacquava con quella fredda. Le veniva tutto benissimo, anche senza brillantante. Foto Flickr.

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da maria

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di Matteo il 01/1/70

Bisogna ammettere che la lavastoviglie è comoda, e pur lasciando libertà a ciascuno di fare com...


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6 Commenti to “Brillantante contro olio di gomito”

  1. Tiziano M. dice:

    Vidi qualche modello di lavastoviglie “raccomandato dal WWF”; l’altra sera ho dato un’occhiata, arriviamo alla “tripla A”, ma, come il buonsenso -che a molti manca, in certi casi- raccomanda, il lavaggio si dovrebbe effettuare a pieno carico. Le migliori lavastoviglie sono dotate di un sensore destinato al controllo della torbidità dell’acqua: si ha un costante feedback al fine di ottimizzare dosaggi/tempi.

    Boiler: meglio quelli a gas; l’uso di quelli elettrici lo considero un crimine energetico.

    Come lavo i piatti/pentole? Pulitura grossolana per non ridurre il potere detergente del detersivo nel lavaggio successivo; spesso uso l’acqua fredda. Casi ostinati, acqua calda. Ammollo “ad oltranza” per i casi più disperati.
    Dimenticavo: riduttore di portata installato.

  2. Anonimo dice:

    La mia tecnica: pulitura grossolana, ammollo sempre e comunque a oltranza (ottimo motivo, oltretutto, per non correre a lavare i piatti subito dopo mangiato), lavaggio con poca acqua calda e non corrente, risciaquo in acqua fredda e “a incastro multiplo”: se ficchi tutte le posate dentro una pentola, e tutti i bicchieri in un’altra, risciacqui contemporaneamente contenitore e contenuto.

    Concordo pienamente sul boiler a gas. Ho citato quello elettrico solo perchè era stato impiegato nel test.

  3. marco beninati dice:

    Io dal mio canto lavo piatti e stoviglie subito dopo averle usate, evito ossidazioni e incrostazioni, basta un po di bicarbonato di sodio mezzo limone e un po d’acqua e con pochi centesimi ho piulito tutto rispettando l’ambiente e me.
    Chissà quanta gente mangai il brillantante ad ogni paitto caldo?

  4. Anonimo dice:

    Limone e bicarbonato al posto del detersivo? Interessante. Quanto ne usi? E sono sufficienti anche per la padella del fritto?

  5. marco beninati dice:

    sgrassano l’impossibile, basta un pugno di bicarbonato e mezzo limone, spremilo sul bicarbonato e usa il limone al posto della spugna, ottimo anke il sale. non diluirlo, il bicarbonato con un po di limone o acqua diventa una pasta detergente e abrasiva.

  6. Matteo dice:

    Bisogna ammettere che la lavastoviglie è comoda, e pur lasciando libertà a ciascuno di fare come meglio crede, non penso sia giusto fare una guerra contro questo elettrodomestico in nome dell’ecologia. Il test citato nell’articolo lo dimostra: la media delle persone spreca molta più acqua. Non si può lottare per costringere tutti ad economizzare l’acqua, in fondo il progresso serve a migliorare la vita di ciascuno senza troppi sforzi. Io mi ritengo ecologista, ma non muoio dalla voglia di lavare i piatti tutte le sere. Riempio sempre al massimo la lavastoviglie, uso detersivi ecologici, ho collegato il tubo dell’acqua calda (scaldata con pannelli solari) anzichè quella fredda, per risparmiare elettricità, e la faccio funzionare prevalentemente di notte. Mi auguro che in futuro l’efficienza aumenti ancora.

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