Bali, gli Usa schiaffeggiano la scienza
A Bali i nodi sono venuti al pettine. Un limite alle emissioni di anidride carbonica, il gas del’effetto serra? Giammai!, parola innanzitutto degli Stati Uniti, i più importanti perturbatori del clima planetario. A loro non importa quel che dicono gli scienziati – mica un covo di no global: i climatologi dell’Ipcc che fa capo all’Onu – a loro non importa se il pianeta è ormai così compromesso che si possono mitigare, non annullare gli effetti del riscaldamento globale. Per la più grande democrazia del mondo l’obiettivo principale è salvaguardare la libertà di bruciare energie fossili, cioè di produrre e consumare. La mia opinione? Una democrazia come quella americana è meramente quantitativa – conta la quantità del consenso, non la qualità del risultato – visto che governa in spregio alla scienza. Foto Flickr.
da maria
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occorre spingere la ricerca verso le rinnovab...
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dicembre 13th, 2007 at 16:38
i cambiamenti potranno essere solo radicali e drastici.
quando una cosa non si capisce una volta,due volte ecc…
l’unico metodo e’ drastico e radicale.
da domani i veicoli circolanti dovranno stare sotta la soglia
dei 100 gr/km.
dopodomani sotto i 50 gr/km.
quindi le auto di grossa cilindrata non potranno piu’
essere prodotte e vendute.
vietare l’uso della legna,gasolio,oli vegetali(olio di palma)carbone,metano,gpl,nucleare e altri derivati del petrolio.
si utilizzera’ solo:eolico,energia dal moto ondoso, fotovoltaico,pannelli solari,geotermico e fusione nucleare(quando sara’ disponibile).
sara’ sufficiente?se si’ bene altrimenti ci si dovra’ adattare.
nota:
l’energia solare e’ 7000 volte il consumo mondiale di energia,si tratta di imparare a sfruttarla meglio.
dicembre 13th, 2007 at 17:06
Pettirosso perdonami ma te non puoi dire “Adottiamo una soluzione drastica e poi ci si adatterà ”.
Stiamo parlando di posti di lavoro, stiamo parlando di filoni economici che non possono semplicemente essere eliminati.
Fare le cose con intelligenza, adattondosi e riconoscendo il contesto, è l’unico modo che si ha per farle realmente.
L’estremismo “anche se giusto” non necessariamente porta a cose buone.
dicembre 13th, 2007 at 21:09
rispondo a andrea
certo che hai ragione,ma diglielo tu a gaia.
peccato che le case automobilistiche gia’ ce l’hanno le soluzioni.gli unici a risentirne sarebbero i signori del
petrolio cioe’ 4 gatti…
dicembre 14th, 2007 at 10:57
…..E tutti i loro dipendenti…..tutte le aziende dell’indotto.
Tutto il settore agricolo che dovrebbe rimodernare la produzione e di conseguenza, a domino, mille e mille altre realtà .
Non si può dire “Via il petrolio”.
O meglio, si può dire ma sapendo che non può essere una cosa imposta e magari imposta anche nel breve.
Bel dialogo pettirosso, mi piace
dicembre 14th, 2007 at 14:55
ad ogni problema c’e’ la sua soluzione.
a volte la soluzione piu’ semplice
ci stupisce.
dicembre 16th, 2007 at 08:29
Caro Andrea,
molte tra le idee che stanno alla base della nostra cultura sono spesso state formulate in epoche storiche in cui potevano essere apprezzate solo da pochi eletti.
Grazie alle conseguenze della nostra ignoranza non possiamo più permetterci simili attese, come non possiamo più permetterci il lusso di ragionamenti come i tuoi, che spostano sempre in avanti -indefinitamente avanti- la soluzione di problemi estremamente gravi. Dice bene “pettirosso”: spiegalo tu, all’ecosistema, delle complesse dinamiche delle politiche lavorative.
I compromessi si fanno dialogando con i principali dati di realtà , non con solipsismi meschini.
Potremmo tranquillamente farcela, a riconvertire l’economia. Esiste una parte -grande- della società che strumentalizza argomentazioni come le tue, Andrea, per continuare a perseguire scopi che confliggono con l’interesse pubblico mondiale.
La vera progettualità guarda al futuro, non alla meschinità del presente. Serve uno sforzo invididuale e mondiale, ora, abbandonando definitivamente i “mal comune, mezzo gaudio”.
Che lo vogliamo a no, caro Andrea, siamo obbligati a ripensare da subito il nostro sistema di vita.
Il ricatto occupazionale non può essere maneggiato così volgarmente come fosse in contrasto necessario con la salvaguarida del nostro ambiente di vita. Questa è una nostra grave pigrizia mentale.
dicembre 17th, 2007 at 12:56
Tu dici?
Io dico di no.
Come puoi te arrogarti il diritto di decidere di vita o di morte di una persona in nome di un ideale che è comunque TUO.
Hai presente quante persone andrebbero per strada se le decisioni fossero prese con la pancia e non con la testa?
Al di là del giusto o dello sbagliato, dell’etico o dell’immorale, le persone hanno diritto a svolgere la propria vita come vogliono.
Non è detto che un’ideale valga per tutti. La monarchia illuminata ce la siamo persi anni fa.
Ci sono teorie su teorie per tutti i campi della natura umana. Dalla medicina all’ecologia, dall’economia alla sociologia non si sa quale sia quella corretta e voi mi dite “Via il petrolio, partiamo con la riconversione energetica “senza se e senza ma”. PERCHE’ E’ GIUSTO.
Secondo me, oltre che essere estremista questo è un pensiero molto irresponsabile.
Capiamoci, se sono su questo blog è perchè le tematiche mi interessano e anche io, come credo voi, penso che questa classe politica sia meschina e stupida.
Ma negare tutto è esattamente come lasciar correre tutto, di fatto non cambia niente.
Preferisco garantire a milioni di persone un lavoro e una sicurezza in QUESTA VITA piuttosto che seguire teorie che non sono certe.
E se fra 100/1000/5000 anni il mondo collasserà su se stesso vorrà dire che era storicamente giusto così.
Non sono i MIEI figli a dover vivere per forza in questo mondo.
Voi mi dite “spiegalo all’ecosistema” come se sapeste esattamente la ricetta giusta per la sopravvivenza.
Francamente mi sembra esagerato.
giugno 11th, 2008 at 18:11
Andrea,
le tue argomentazioni forniscono la solita scusa per chi vuole continuare a sfruttare e mantenere l’esistente.
Tu parli come se fosse solo il vecchio modello economico quello capace di generare redditi.
I problemi sono estremamente complessi, ma esistono alcune certezze.
Basta conoscere le raccomandazioni dell’OMS, ad esempio, per sapere che siamo totalmente fuori strada.
I costi sanitari e ambientali fanno parte anch’essi della sfera economica sai?
Noi sappiamo che India e Cina possiedono un potenziale distruttivo enorme per il mondo, semplicemente perché tendono a svilupparsi seguendo il modello che è stato ed è ancora nostro. Ebbene, E’ CERTO CHE il nostro pianeta questo non può sopportarlo. E’ CERTO, non ci sono dubbi a riguardo.
E allora che facciamo, diciamo a loro: “smettetela” mentre noi difendiamo il nostro status privilegiato? Ridicolo. Non otterremo proprio nulla.
QUindi dobbiamo noi essere i primi a invertire la tendenza.
La storia dell’uomo e la conoscenza dello stesso mi inducono a riconoscere che i cambiamenti possono essere introdotti solo con gradualità , per non rischiare eccessive destabilizzazioni dei sistemi coinvolti.
Ma siamo gravemente IN RITARDO, e posizioni tendenzialmente immobiliste e ciniche come la tua aiutano il mondo solo a restare fermo qui com’è, e cioè in moto verso il pericolo di una disfatta.
COsa fare? Poche misure secondo me sarebbero praticabili in tempi brevi e avrebbero un impatto grandissimo:
- pianificare razionalmente i territori e l’urbanistica
- lmpadine a basso consumo
- elettrodomestici classe A
- ammodernamento degli elettrodotti (già in opera)
- risparmio energetico industriale del 20% (quota riconosciuta come raggiungibile in pochissimi anni)
- incentivare la mobilità sostenibile (bici, mezzi pubblici, vietare la vendita di automobili per uso civile sopra una X potenza e consumo, fissare una perorrenza massima di Km/anno oltre la quale il prezzo del carburante deve subire una pesante sopratassa etc…)
- ogni azienda deve rendersi responsabile di TUTTO lo smaltimento dei propri prodotti, qundo contengono sostanze non gestibili normalmente
- differenziata e riciclo
- pensare lo sviluppo in modo sistemico, abbandonare il mito della crescita perpetua
- il mondo della medicina dovrebbe attivarsi per una prevenzione delle patologie neoplastiche e respiratorie di provato collegamento con inquinamento umano (vedi ISDE)
NON C’E’ SPAZIO PER IL CINISMO, né per la pigrizia mentale.
giugno 11th, 2008 at 18:22
Non ho menzionato, ma evidentemente è ovvio, che
occorre spingere la ricerca verso le rinnovabili, abbandonare i combustibili fossili gradualmente (come fasi di transizione), ma di certo non costruire mai più impianti di quel tipo. Come accadrà in Toscana, ad esempio.
occorre un’azione educativa mirata per porre un argine al dilagante disimpegno civile, mancanza di valori e coscienza democratica, che in ultima analisi sono strettamente collegati all’assenza di una coscienza eco-sistemica (se faccio del male al mio prossimo, o all’ambiente di vita umano, sto facendo del male a me stesso e ai miei figli).
occorre evitare che la politica resti legata a doppio filo con gli interessi degli pseculatori industriali, costruttori edili, etc. Per il bene di tutti.
etc. etc.