Biocarburante, gli effetti collaterali
Mi piacerebbe abitare, ma solo provvisoriamente, vicino a un grande campo di colza, coltura di sempre crescente popolarità anche in Italia per ricavarne biocarburante. Così potrei verificare se è vero quello che adombra il Guardian: che cioè la colza possa provocare più di ogni altra pianta manifestazioni allergiche come irritazioni agli occhi, lacrimazione, disturbi alle vie superiori dell’apparato respiratorio, raffreddore da fieno. Su questo, a parte le lagnanze dei sudditi di Sua Maestà Britannica, non c’è nulla di certo. Ma la colza ha un’altra controindicazione ben più oggettiva: è facilmente attaccabile da una pressochè sterminata serie di parassiti, e durante il pur breve ciclo vegetativo ha bisogno di una gran quantità di veleni chimici: tre trattamenti con diserbante, due con funghicidi e altrettanti con insetticidi.
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
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maggio 9th, 2007 at 02:19
ma quali effetti collaterali perchè parlate male dei biocarburanti.la colsa è una piantina di un metro confronto ai 4 della canapa perchè non si parla di canapa,solo perchè ci si fanno anche le canne?questi so probemi seri la pianta va riconsiderata
maggio 9th, 2007 at 02:20
a dimenticavo per la canapa non servono i pesticidi e erbicidi e non vi pare poco!!!
maggio 9th, 2007 at 10:15
Sono d’accordo con te che, prescindendo dalle canne, la canapa è una pianta dai mille impieghi, e che meriterebbe una rivalutazione. Però, se leggi questo blog, ti accorgi che non “parliamo male” dei biocarburanti perchè la colza può fare starnutire. I motivi sono altri, e secondo me ben più seri.