Svizzera, cioccolato a tutto gas

Con una tavoletta da 100 grammi recapitata da un’auto nelle buche delle lettere la Nestlè cerca di fare pace con gli svizzeri. Davvero hanno smesso di comprare lo storico cioccolato Callier perchè il nuovo involucro in Pet era poco ecologico? O forse non hanno gradito la ricetta reinventata dallo chef spagnolo Ferran Adrià ? Fatto sta che le vendite in un anno sono calate del 25%.
Così la Nestlè, proprietaria del marchio, è tornata all’antico nel sapore e nel packaging: cartone e carta anzichè la confezione in Pet dell’architetto Jean Nouvel. Ha inoltre deciso di regalare agli svizzeri 2.200.000 tavolette da 100 grammi del nuovo-vecchio cioccolato. Esse sono state ammassate in due grandi depositi refrigerati a 16 gradi, poi trasferite su camion-frigo in 125 depositi regionali ed infine consegnate in auto in tutte le buche delle lettere. Se gli svizzeri sono così amici dell’ambiente da storcere il naso davanti ad un involucro in Pet, saranno anche in grado di fare il calcolo dell’anidride carbonica – il gas dell’effetto serra – immessa nell’atmosfera da tutti questi frigoriferi ed automezzi… Un approfondimento su tsr.ch.
da maria
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di il 01/1/70
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aprile 21st, 2007 at 11:00
beh che dire,alla nestle’ sono proprio dei fenomeni.fenomeni perche’ con i soldi che prendono i suoi dirigenti, cappellate di questo tipo non sono plausibili.ma dopo la prima cappellata ne fanno un’altra,quella di scusarsi con i consumatori,recapitando le tavolette vecchia maniera, con i camion.
ma forse era meglio spedire dei buoni omaggio da utilizzare nei centri commerciali,per ritirare le tavolette di cioccolato.
se questo e’ il livello dei dirigenti nestle’
allora io posso competere.
sono esperto di marketing,packaging e p.r.,ma soprattutto attento all’impatto ambientale zero.
nota:dopo una cappellata di questo tipo,minimo devi cacciare i dirigenti di divisione.
aprile 21st, 2007 at 11:09
Hai ragione, ma sai una cosa? Ho il dubbio che certi atteggiamenti ecologici siano in realtà superficiali, e che tanta gente non abbia l’indipendenza di giudizio necessaria per capire come la consegna a domicilio della cioccolata confezionata nella carta sia uno schiaffo all’ambiente almeno quanto il packaging in Pet. Sarei lieta di sbagliarmi: fra qualche giorno vedremo se gli svizzeri protesteranno o se si limiteranno a mangiare la cioccolata.