Il mattino ha l’effetto serra in bocca
L’ho già detto: il mio frigo è il regno dei surgelati. E dunque non scaglierò io la prima pietra contro chi non si prepara la colazione con ingredienti locali freschi e non li cucina con le sue proprie mani, ma fa ricorso ad avena irlandese in scatola e a lamponi biologici importati dal Cile. Questo menu è tipicamente americano, e l’unico punto in comune con la mia colazione è il caffè equo e solidale. Solo che il divoratore di avena e lamponi, a differenza di me, ha fatto il conto dei combustibili fossili impiegati per produrre, conservare, confezionare e distribuire i cibi che compaiono sulla sua tavola: e dunque il conto del suo personale contributo mattutino all’effetto serra e al riscaldamento globale. Impressionante. Non possiedo nè orto nè campi, ma anche se li avessi non saprei coltivarli: e chissà quanti altri come me. Però per lo meno ho aumentato la consapevolezza di quanto anch’io, ecologista, abbia in realtà la coscienza ecologica sporca. Foto Flickr.
da maria
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