Animali e specie protette

Caterina, la capitana coraggiosa

Non dev’essere facile stare su un gommone, esattamente fra le balene e i marinai che le vogliono ammazzare. Caterina Nitto è ad Auckland: è il secondo ufficiale dell’Esperanza, la nave di Greenpeace che dà la caccia ai giapponesi cacciatori di balene. L’Esperanza è in porto, in attesa che i meccanici finiscano di riparare l’elicottero. Poi il viaggio verso Sud riprenderà, alla ricerca della nave Nisshin Maru, il macello galleggiante dei giapponesi. E a quel punto Caterina Nitto scenderà in mare su uno dei tre gommoni con cui gli attivisti di Greenpeace cercheranno di impedire la scientifica trasformazione delle balene in bistecche. Caterina Nitto guida il gommone – l’ha già fatto due anni fa – e guarda avanti. “Guardo avanti, e non vedo dove i giapponesi puntano l’arpione per colpire le balene – racconta al telefono dall’Esperanza – Però me ne accorgo subito, quando ci troviamo sulla traiettoria del lancio. Me ne accorgo perchè vedo la paura negli occhi degli altri che sono a bordo con me”.

Caterina Nitto ha 34 anni, è nata a Milano ma vive in Sardegna. Durante l’estate lavora nel Mediterraneo, come skipper sulle barche a vela. Il mare ce l’ha nel sangue, e non è un modo di dire. Le ho chiesto come si fa a guidare un gommone e lei: “E’ una cosa naturale, che viene da sè. E’ come andare in bici”. Solo che la sua bicicletta è un guscio di noce, un soffio di aria sballottato sul mare. Le mie nozioni in materia di caccia alle balene sono ferme a vaghe reminiscenze del Moby Dick di Melville: gli uomini del capitano Achab che follemente cacciano la balena bianca – a proposito: c’è davvero una balena bianca fra quelle prese di mira dai giapponesi – e gli animali che, terrorizzati e infuriati, sfasciano a colpi di coda una dopo l’altra le scialuppe dei cacciatori. Così ho chiesto a Caterina se, guidando il gommone, non ha paura anche delle balene. “E’ l’ultimo dei miei pensieri – ride lei – Ci sono le onde, c’è ghiaccio in mare. E c’è la nave giapponese, subito dietro il gommone”.

Però c’è ancora tempo prima di agire. L’Esperanza è in porto ad Auckland, si è guastato l’elicottero essenziale sia per le riprese aeree con cui mostrare al mondo l’orrore delle balene massacrate sia per individuare la flotta giapponese: “Che cos’ha l’elicottero? Problemi di rotore e motore. E’ come quando porti l’auto dal meccanico: credi che abbia una cosa che non va, e poi scopri che ce n’è anche un’altra, e poi un’altra ancora”. Con l’aggiunta che laggiù in Nuova Zelanda, dal’altra parte del globo, è piena estate, e sono alle porte le vacanze di Natale: è come quando qui da noi si guasta un rubinetto alla vigilia di ferragosto, in piena smobilitazione generale. “Credo che l’elicottero sarà pronto a metà settimana, e allora salperemo”. In bocca al lupo Esperanza, in bocca al lupo Caterina, che in queste settimane di attesa ha anche insegnato ad altri marinai dell’Esperanza a guidare i gommoni. Com’è andata? Ve lo racconterò, se vorrete tornare. Leggi l’intervista a Gianluca Morini, un altro italiano a bordo dell’Esperanza. Il blog dell’equipaggio. Le foto di questa pagina (1, 2) sono di Flickr.

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dic  07
17
alle 09:03
da maria


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