“Carbontax” per andare oltre Kyoto
Scavalcata la modesta svolta verde del presidente Bush, scavalcati i piani e i metodi dell’Unione Europea che pure fa la prima della classe in materia di riduzione dei gas serra. Contemporaneamente al discorso sullo stato della nazione, negli Stati Uniti ha aperto il sito Carbontax, che caldeggia una politica ben diversa da quella tratteggiata dal Protocollo di Kyoto: non più limiti imposti agli impianti industriali e alle centrali elettriche che emettono anidride carbonica, con la possibilità per chi “sfora” di redimersi versando denaro per impianti più puliti, ma una tassa su tutte, proprio tutte, le emissioni di anidride carbonica, e l’obbligo di pagarla attraverso il prezzo del benzina e dei beni che per essere prodotti e trasportati necessitano di combustibili fossili. La carbon tax è definita più rapida e più semplice da attuare dei meccanismo di Kyoto, e il sito spiega anche come sarebbe possibile evitare che il suo peso ricada su quelli che in Italia chiamiamo “ceti deboli”. La discussione è aperta: del resto Stern, al forum economico mondiale di Davos, non ha fatto una proposta molto diversa.
da maria
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