Le angurie e il clima che cambia
Chiamano in causa le angurie coloro che, come l’autore di questo articolo, contestano le convinzioni degli scienziati secondo cui il 90% del riscaldamento climatico in atto dipende dalle attività umane, e le conseguenze saranno catastrofiche. L’autore del quinto commento all’articolo dice: gli ambientalisti sono come le angurie; la scorza verde nasconde un interno rosso. La pensano nello stesso modo i politici repubblicani che mercoledì, negli Stati Uniti, hanno accolto l’intervento sul clima di Al Gore al Congresso mostrando una lettera del presidente della Repubblica Ceca secondo cui l’ambientalismo radicale è una minaccia alla libertà umana pari a quella del comunismo sovietico.
Mi pare evidente che il Presidente ceco e il signore dell’anguria sono affezionati al modello liberistico, con i suoi corollari di tensione verso una crescita che si postula illimitata, di saccheggio delle risorse e di inquinamento; essi inoltre identificano questo modello – secondo me è un errore – con la libertà umana tout court; e si rendono conto che arginare le conseguenze del riscaldamento globale richiederebbe una profonda trasformazione dell’economia e del modo di vivere. Di qui nasce la “politicizzazione” del dibattito sul clima: il liberismo economico può essere scagionato solo se si trova rapidamente un capro espiatorio. Ed ecco spiegata la popolarità di cui gode, negli ambienti conservatori, la teoria sposata da pochissimi studiosi che lega i cambiamenti climatici all’attività solare. Anche la Nasa si lancia su questa pista, e trova correlazioni fra l’attività solare e la siccità ai tempi dell’Antico Egitto: Ramsete II e Tutankamon non usavano combustibili fossili. Però la concentrazione di anidride carbonica e degli altri gas serra è cresciuta parallelamente all’uso dei combustibili fossili; e i grandi i cambiamenti climatici del passato remoto sono avvenuti gradatamente, mentre ora la rapidità è sotto gli occhi di tutti. Le ultime due obiezioni non sono mie, ma dei metereologi del Wto, un’organizzazione che fa capo all’Onu. All’Onu, e non al Komintern.
da maria
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di il 01/1/70
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marzo 24th, 2007 at 06:03
Patetici!!!! Non azzardiamoci nemmeno per un attimo a pensare di non rispettare Madre Natura e La Terra stessa!! Prima non c’era la possibilità di capire ed evitare alcune
azioni e conseguenze, oggi abbiamo il modo , il dovere ed il diritto per far si che l’impatto ambientale dell’uomo sia minimo e che se progresso deve esserci….non a dispetto della Natura e dell’Umanià stessa.
La Natura pensa a stessa….noi pensiamo a come non rovinare noi stessi!!!!!!
Margiotta Luigi
marzo 24th, 2007 at 12:40
d’accordo, ma il problema è che noi facciamo parte della Natura (a volte sembra che qualcuno se ne sia dimenticato) quindi le due cose sono estremamente legate
ciao