Inquinamento

Brindisi, il rigassificatore pericoloso

brindisi portoSono stati arrestati ieri l’ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino, l’imprenditore Luca Scagliarini e tre dirigenti della Brindisi Gas, la società che si occupa della costruzione del rigassificatore di Brindisi. Le ipotesi di reato sono corruzione e concussione, e finalmente la magistratura ci aiuta a fare un po’ di chiarezza su una vicenda intricata come quella del rigassificatore pugliese, un’opera duramente contestata dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dalle associazioni ambientaliste e da buona parte della popolazione locale, ma appoggiata da diversi esponenti del governo Prodi.

Nel mese di novembre la Brindisi Gas, società della British Gas, aveva avviato i lavori nonostante le opposizioni, con l’obiettivo di portare a termine l’opera entro il 2009, e solo il 27 dicembre il governo aveva deciso di riavviare la procedura per la valutazione di impatto ambientale (Via), in passato affidata alla stessa British Gas, ed evidentemente viziata da un conflitto d’interesse. Nonostante la decisione presa, non c’era stato, però, un blocco dei lavori di costruzione, anche se a gennaio la Regione Puglia aveva ottenuto una sospensione temporanea, poiché nelle acque di falda delle aree a terra adiacenti le opere di colmata, i dati riscontrati dall’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) avevano superato “valori limite accettabili”. Ora tutta l’area del cantiere è sotto sequestro e informazioni di garanzia sono notificate a Roma per le procedure di autorizzazione dell’impianto.

Per comprendere esattamente quali interessi ruotano intorno a questo progetto basta ricordare che a novembre era stato lo stesso Blair a lamentarsi con Prodi per l’opposizione locale, e per i rallentamenti subiti dalla costruzione del rigassificatore. Bisognerà sicuramente attendere gli esiti dell’inchiesta, ma una cosa è certa, stanno venendo lentamente a galla una serie di problematiche che sin dall’inizio avevano fatto sorgere motivati dubbi sulla scelta dell’area per la costruzione dell’impianto. Un’area inadeguata sulla quale, da anni ormai, grava la presenza, di per sé già abbastanza impattatante, degli impianti petrolchimici. Per un approfondimento leggi La Gazzetta del Mezzogiorno.

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feb  07
13
alle 12:11
da emiliano

Ultimo commento:

di karlotti il 01/1/70

aqui, desde Galiza, en el Noroeste de la peninsula Iberica, exactamente en Ferrol, llevamos a cab...


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3 Commenti to “Brindisi, il rigassificatore pericoloso”

  1. davide vaccarin dice:

    Ciao Emiliano

    come sempre comlimenti per il blog.

    Non sorprende per niente quello che è accaduto. Da quanto mi risulta su quel rigassificatore in particolare non erano neanche mai state fatte valutazioni di sicurezza in caso d’incendio o scoppio.. come trall’altro neanche per gli altri in costruzione, la motivazione? Tanto non è mai successo…si supera il senso del ridicolo… si chiede a chi ha interesse a costruire un opera del genere una valutazione di impatto ambientale e magari ci aspettiamo che la valutazione possa essere onesta…

    Ho raccolto tutte le informazioni che sono riuscito a trovare su questi leviatani che ci vengono “venduti” dai media come “ecologici”.

    Qui sotto trovate tutto o quasi sui rigassificatori

    http://davidevaccarin.blogspot.com/2006/06/rigassifichiamoci.html

    Ancora complimenti per il blog!

  2. Anonimo dice:

    grazie dei complimenti davide, in effetti il caso Brindisi è quasi grottesco per come è stato gestito

    avevo già letto il tuo interessante post

    veramente completo e ben scritto

    ciao

  3. karlotti dice:

    aqui, desde Galiza, en el Noroeste de la peninsula Iberica, exactamente en Ferrol, llevamos a cabo una lucha continua contra la PLANTA DE GAS en la RIA DE FERROL, que amenaza permanentemente a una poblacion de 200.000 habitantes.
    http://cociudem.wordpress.com/
    saude e apertas

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