Arriva il birdwatching elettronico
E’ la fine di un mito. Vabbè, non sarà piacevole fare osservazioni naturalistiche sotto il solleone o con la pioggia battente, assediati dalle zanzare oppure battendo i denti per il freddo. Però proprio l’immersione totale nella natura è ciò che rende – che rendeva? – questa professione così affascinante. Ora arriva il birdwatcher elettronico, installato in Arkansas con la speranza di catturare un’immagine del famoso picchio dal becco d’avorio. Lo si era dato per estinto 60 anni fa, ma di recente è stato ripreso, seppur fuggevolmente, in un video, un esperto naturalista sostiene di averlo visto e sono stati registrati suoni che proverebbero la sua presenza. La telecamera del birdwatcher elettronico cattura e “screma” l’immagine di ciò che si muove, e poi invia i fotogrammi direttamente al naturalista, comodamente seduto nel suo ufficio. Un altro apparecchio del genere è stato installato nel Richardson Bay Audubon Sanctuary, in California, e si progetta di estendere le osservazioni naturalistiche effettuate dalla poltrona dell’ufficio anche agli orsi polari dell’Alaska e ai gorilla del Ruanda.
da maria
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