Animali e specie protette

La bomba chimica nell’Antartico

nave esperanza mare di ross

La buona notizia è che la flotta baleniera giapponese non è in grado di proseguire oltre le sue operazioni di macelleria. Le cattive notizie sono tutte le altre. I giapponesi rifiutano ogni aiuto per disinnesescare la bomba chimica vagante costituita dall’ammiraglia della loro flotta, che ieri si è incendiata ed è stata abbandonata dall’equipaggio: ha a bordo carburante ed olio di balena per un totale di 1 milione e 600 mila litri e vaga senza governo nel Mare di Ross, zona di pinguini, cetacei ed uccelli marini.

pinguini

Oltretutto solo da poco si è scoperto che manca all’appello un marinaio, probabilmente caduto in mare molte ore fa, durante l’evacuazione della baleniera. Gli antefatti sono noti: il duello neanche tanto metaforico fra la flotta baleniera giapponese e le navi dell’associazione ambientalista Sea Shepherd; la ritirata sia delle baleniere sia della Sea Shepherd, ormai a corto di carburante; l’incendio scoppiato a bordo dell’ammiraglia giapponese per motivi sconosciuti ma non legati al duello con gli ambientalisti e la preoccupazione della Nuova Zelanda poer il rischio che carburante ed olio di balena si riversino in un tratto di mare sulle cui rive, fra l’altro, si riproducono moltissimi pinguini.

balena feritaE’ assolutamente necessario fare arrivare un rimorchiatore che porti via la nave alla deriva, sostengono i neozelandesi, e la nave Esperanza di Greenpeace, anch’essa alle calcagna dei giapponesi e molto vicina al luogo dell’incidente, si è offerta di farlo, come segnala Giona in un suo commento. Nossignori: i giapponesi non vogliono. Dicono che non c’è all’orizzonte alcun pericolo che la nave affondi, o che il carburante e l’olio di balena si riversino in mare: e in ogni caso, se proprio c’è da portar via la loro nave, vogliono fare da sè. Davvero è il caso di chiedersi se si stanno comportando da persone civili. E comunque, la nave in fiamme e alla deriva e l’unica di tutta la flotta giapponese attrezzata per lavorare e conservare la carne di balena. Non si sa quante carcasse abbia a bordo, ma è certo che, almeno per un bel po’, non sarà in grado di caricarne altre.

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feb  07
16
alle 07:17
da maria


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