Animali e specie protette

Ma i giapponesi sono civili?

pinguinettoIl ministro per l’ambiente delle Nuova Zelanda, Chris Carter, intervistato dalla radio nazionale del Paese, ha dichiarato che l’incendio che sta coinvolgendo una baleniera giapponese nell’Antartide sta provocando una situazione di rischio ambientale preoccupante, che impone l’intervento del suo governo nonostante la dichiarata antipatia per i cacciatori di balene. Specie se si pensa che l’equipaggio giapponese della baleniera, purtroppo con la stiva già colma di carcasse di cetacei, ha abbandonato la nave, fregandosene bellamente dei 600 mila litri di petrolio nei serbatoi e dei 953 mila litri di olio ricavato dalla mattanza dei cetacei.

I neozelandesi, che tra l’altro non hanno ricevuto alcun segnale di soccorso dalla nave fattoria baleniera – forse perché abituata a comportamenti pirateschi che impongono il minor clamore possibile – dopo aver aver circoscritto l’incendio purtroppo non sono ancora riusciti a domarlo, ne’ a riprendere il controllo della nave per colpa del denso fumo di olio di balena in combustione che sale dalle stive. Il timore è che la nave, priva di timone, potrebbe finire verso uno delle più importanti aree di riproduzioni dei pinguini dell’Antartico, Cape Adare, e finire con l’affondare proprio in quella riserva marina unica al mondo.

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feb  07
16
alle 12:55
da mstramazzo

Ultimo commento:

di Gilberto decaro il 01/1/70

Altri segni di incivilta': come uccidere un delfino giapponese:
filmato: http://www.glumbert.com/...


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4 Commenti to “Ma i giapponesi sono civili?”

  1. Anonimo dice:

    questa è una di quelle notizie che fanno onore ai blog. diffondetela più che potete. chiunque la legga, la riprenda. è un massacro inutile, dannoso per tutto il pianeta.

  2. ivaneco dice:

    gia, questa si che è una notizia, questo blog è davvero migliore di molti più conosciuti, e forse più controllati.

  3. Giona dice:

    La nave di Greenpeace – Esperanza – si trovava in zona quando ieri e’ scoppiato l’incendio. L’associazione si e’ subito dichiarata disponibile a portare aiuto all’equipaggio (un ragazzo di 27 anni risulta scomparso e si teme per la sua morte) e di trainare la nave fuori dal Santuario dei cetacei per evitare che l’olio e il carburante si riversi in mare.
    L’ambiente artico e’ molto delicato ed a sole 100 miglia nautiche si trova la piu’ grande colonia di pinguini Adelie. Con grande serieta’ Greenpeace ha quindi messo ha disposizione la propria nave per gestire le due emergenze: mettere in sicurezza l’equipaggio giapponese ed evitare a tutti costi un disastro ambientale.

    Purtroppo la nave Giapponese ha rifiutato l’aiuto dell’associazione, chiamando gli attivisti terroristi.

    Il capitano della Nisshin Maru, la baleniera andata a fuoco, non ha accettato l’aiuto neanche dopo che il governo Neozelandese (responsabile per la sicurezza di quel tratto di oceano) ha chiesto ufficialmente di accettare l’aiuto di Greenpeace.

    La situazione e’ molto complessa ed in continua evoluzione. L’Esperanza sta comunque cercando di raggiungere la Nisshin Maru, e tra poche ore si dovrebbe trovare sul posto.

    Per seguire l’evoluzione della vicenda si puo’ andare al blog di Greenpeace:
    http://weblog.greenpeace.org/

  4. Gilberto decaro dice:

    Altri segni di incivilta’: come uccidere un delfino giapponese:
    filmato: http://www.glumbert.com/media/dolphin.
    Petizione: ttp://www.petitiononline.com/golfinho/petition.html

    E scusate la cinicita’ di questo commento.

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