Il delfino ucciso da armi chimiche

L’esercito americano ora ammette di aver segretamente scaricato in passato nell’oceano una quantità industriale di gas nervino, di iprite, nonchè mine, bombe chimiche, razzi e rifiuti radioattivi. I dettagli su questo blog. Hanno usato come pattumiera per armi da rottamare il Golfo del Messico, le Hawaii, le coste della California e l’oceano Atlantico al largo del New Jersey, della Virginia e del Maryland. Inutile sottolineare che tutta quella roba o si è già dispersa o si disperderà nell’ambiente: nella foto, uno dei delfini trovati morti anni fa sulle coste del New Jersey con ferite riconducibili all’esposizione all’iprite.
da maria
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di Flavio il 01/1/70
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giugno 14th, 2007 at 17:47
Anche gli americani, come i defunti Sovietici commettevano indicibili atrocità contro l’ambiente… ahimè in chi sperare, di la il Lago d’Aral che agonizza, di qua nel nostro Nobile Occidente un mare lordato… però noi abbiamo il dovere di riparare al male fatto dunque a quando una bonifica di quelle zone?
Agli USA non manca nè mezzi nè danari per far ciò, forse finchè George Washer Bush rimarrà sullo scranno americano nulla o poco potrà esser fatto (pensa che egli ha adto l’autorizzazione ad abbattere alcuni poveri grizzly), ma dopo, beh non non siamo la Russia o l’oriente insensibile alla bellezza delle loro terre, noi siamo l’occidente che deve tutelare i resti di una natura stuprata sino all’essenza, ma non uccisa… Concordi?