L’architettura ci rende grassi

Può sembrare un’idea bislacca, ma secondo l’inglese Commission for Architecture and the Built Environment urbanisti e architetti britannici dovrebbero cercare di progettare città e palazzi che incoraggino maggiormente all’attività fisica. Secondo gli esperti infatti, buona parte degli spazi pubblici (dalle città , ai quartieri, ai centri commerciali) sono progettati per consumare energia senza spenderne in alcun modo. Il risultato: si incoraggia l’inattività mentre l’obesità si fa largo nella popolazione.
Fra i fattori presi in considerazione rientra la scarsa attrattività delle scale rispetto agli ascensori che, in molti luoghi pubblici, rappresentano l’unica alternativa possibile. Secondo Amelia Lake infatti, una delle ricercatrici del Cabe, “usare le scale non viene visto come una cosa normale. In molti nuovi palazzi trovare le scale è estremamente difficile e all’ingresso l’attenzione si focalizza immediatamente sull’ascensore”.
Ma non sono gli ascensori l’unico problema. Nella realizzazione dello spazio urbano infatti, architetti e urbanisti dovrebbe dedicare maggiore attenzione a tutte quelle aree, come piste ciclabili, zone pedonali e parchi, che incoraggino l’attività fisica, e in generale ripensare le città in modo da renderle meno automobile-dipendenti.
Fra le questioni prese in esame infatti, c’è anche quella di realizzare spazi ad alta densità urbana che, concentrando in aree abbastanza ridotte tutte le necessità degli individui, le renderebbero meno legate all’uso dell’automobile, come avviene invece nelle zone a bassa densità abitativa.
Di contro però, e questa è una mia riflessione, l’alta densità abitativa è altamente divoratrice di energia, oltre che alienante per molti versi, conducendo magari a esodi “inversi” verso le campagne nei fine settimana. Personalmente ho sempre ammirato la bassa densità delle città inglesi e non credo che sia questa la soluzione ai problemi urbanistici, mentre trovo molto più interessante la questione degli ascensori.
Ben altro discorso invece, esce fuori prendendo ad esempio la realtà italiana, dove l’alta unità abitativa di alcune città (Roma e Milano in primis) è accompagnata spesso da scarsa efficienza dei mezzi pubblici e presenza estremamente ridotta di piste ciclabili e zone pedonali. Tutt’altri problemi all’orizzonte. Via Guardian. Foto Flickr.
da emiliano
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