Diritti umani e altre storie

Non siamo troppi in questo mondo?

Onore a Madeleine Bunting che finalmente l’ha scritto su Comment is free, un blog collettivo che fa capo al quotidiano inglese Guardian: su questa Terra siamo in troppi, e per questo la stiamo consumando. Avere meno figli e convincere il prossimo a fare altrettanto è argomento tabù per gli ambientalisti, e invece dovrebbe essere decisamente più importante della campagna affinchè si spengano le lampadine quando di esce da una stanza. Chariamo: ho una figlia, sono orgogliosa di lei, e l’amore per tuo figlio è una cosa viscerale, assoluta, naturale quanto sono naturali per un albero i rami e le radici. Però…

Però quanti figli sono nati dall’egoistico desiderio – lo considero tale – che i genitori avevano di stipulare un’assicurazione sulla vita e sulla vecchiaia? E tanti figli se lo sono perfino esplicitamente sentiti dire… Sempre per chiarire: me lo sono sentita dire anch’io, ma non per questo motivo ho messo al mondo mia figlia. Ecco, mi rivolgo a coloro che mettono al mondo figli per stipulare un’assicurazione sulla vita. Date le risorse sempre più limitate, la migliore assicurazione sulla vita è non avere figli, per non contribuire ad aumentare il numero degli altri esseri umani con cui si dovranno fare i conti per avere accesso a cibo, acqua, energia. Leggi Non più di due figli, mi raccomando!

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set  07
19
alle 06:06
da maria

Ultimo commento:

di roberto il 01/1/70

e' giunta l'ora di diffondere anticoncezionali e pillole ru486 a pioggia, perche' io non ci credo...


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13 Commenti to “Non siamo troppi in questo mondo?”

  1. Aldo dice:

    Due figli? Ne basta uno. Meglio nessuno. Almeno, se parliamo di medie, perché a livello individuale è sicuramente possibile più elasticità.

    In questo, l’Italia potrebbe essere maestra per molti, ma i suoi governi continuano a insistere lungo la via della incentivazione (diretta e/o indiretta, esplicita e/o implicita) alla natalità e all’immigrazione. In altre parole i nostri governi continuano a volerci sempre più numerosi, come accadeva nel Ventennio.

    Della nostra bassa natalità dovremmo fare motivo di vanto, non di vergogna. E’ una di quelle opportunità che capitano una volta sola.

  2. zaf dice:

    Oppure un’altra soluzione al sovraffolamento del pianeta sarebbe ammazzarne una parte. Perchè no?
    Occhio che con ragionamenti di questo tipo si può arrivare a sostenere anche l’utilità della pena di morte, delle carestie, delle pesti, si invocherebbe una pioggia di meteoriti o qualunque altra tragedia possa diminuire il numero degli abitanti della Terra.
    “Siamo troppi? Bene eliminiamone qualcuno”.
    O forse sarebbe meglio la scomparsa del genere umano? Bè, il pianeta ne gioverebbe sicuramente .

    Terrificante.

  3. Anonimo dice:

    Mi spiace darti torto, Zaf, ma ragionamenti come i tuoi li fanno solo i demagoghi del “crescete e moltiplicatevi”, che fanno finta di non vedere la differenza fra coloro che si pongono delle domande prima di mettere al mondo i figli e coloro (ma ce ne sono davvero?) che auspicano operazioni generalizzate di bassa macelleria. E anche su una presunta futura sparizione del genere umano, se sfogli questo blog, ho già detto la mia.

  4. Aldo dice:

    Zaf, un po’ di “cibo per la mente”:

    http://www.vhemt.org/

    Non sono riuscito a trovarci neppure una sola riga che istighi alle decimazioni o ad altre forme di violenza.

    Comunque possiamo stare tranquilli: la strada per l’estinzione non è quella promossa in quel sito, ma quella che stiamo seguendo giorno per giorno. La strada verso l’estinzione (o quanto meno verso una proliferazione della sofferenza umana, se non altro da un punto di vista numerico) è quella tracciata dal mantra della crescita illimitata, che non a caso fa anche dell’aumento della popolazione uno dei propri capisaldi.

  5. roberto dice:

    Aldo mi hai preceduto, l’avrei postato io il sito del vhemt.
    voglio ricordare quanto la gente, piena di tutti gli inculcamenti più o meno culturali, alla lettura di quel sito si sente limitata nelle proprie libertà, lei deve fare figli a tutti i costi magari chissà per riempire il vuoto della sua vita.
    E’ un discorso complicato, pure in italia, “il paese dei vecchi” (ma dove? in politica magari.. solo lì), non si fa altro che dire che c’è bassa natalità. ma bisogna vedere i figli come un qualcosa che non possiamo permetterci più, un consumo di risorse. ma la gente continuerà, fino a che a obbligarla sarà non lo stato come in cina ma la natura.

  6. Guido dice:

    Siamo in troppi, in troppi, in troppi. I pochi studi esistenti concordano sul fatto che il numero di umani che la Terra può supportare è al massimo di uno-due miliardi. Il resto è un pericoloso transitorio.
    Tutti gli esseri senzienti e gli ecosistemi hanno diritto di vivere. Il mostruoso antropocentrismo della nostra cultura è la causa prima di questa follia.

  7. zaf dice:

    Naturalmente il mio intervento era ironico e provocatorio.
    Io penso semplicemente che se è vero che siamo troppi allora dobbiamo darci una calmata tutti!
    Ma questo non significa bloccare la “procreazione umana”(come la chiama Antonio Albanese).
    Se la gente ci pensa su mille volte prima di mettere al mondo un pargoletto sicuramente non lo fa perchè dettato da considerazioni di tipo ecologista, ma ahimè, prettamente economiche. Credo che sia chiaro a tutti.
    E’ vero, il modello capitalista della crescita illimitata non è sostenibile, si deve pensare ad una decrescita o comunque ad una sua contestualizzazione appunto sostenibile. Ripartire le risorse, domandarne di meno e sopratutto sprecarne di meno, riutilizzandole, rinnovandole, orientare i cicli produttivi con l’obiettivo di azzerarne gli scarti!
    “i figli come un qualcosa che non possiamo permetterci più, un consumo di risorse”…frasi come queste mi fanno venire i brividi, questa si che è bassa macelleria preventiva.

  8. Overlord dice:

    Secondo me questa logica andrebbe applicata ai paesi del terzo mondo dove i figli a volte sembra che li faccino per sport. D’altra parte limitare la crescita di una popolazione in maniera artificiale è una cosa innaturale, in quanto dovrebbe essere la natura stessa, con le sue risorse, a porre una selezione. Se ci si fa caso, come avviene in natura, anche quello che succede oggi tra guerre di nazioni e giochi di potere, rispecchia un qualcosa di ecologico. La corsa agli armamenti, ho la selezione del più forte rispetto al più depole e una cosa che avviene anche in natura. Quindi non dovremmo porci più di tanto il problema in quanto il surplus di persone si eliminerebbe con il tempo da solo. Certo le ci mettiamo noi le mani forse e meglio e un controllo delle nascite non sarebbe sbagliato. Mi pongo il problema però chi va un’attimo in africa a spiegare perchè non devono fare figli, penso che la soluzione più praticabile sarebbe quella della sterilizzazione chimica, però non penso che l’opinione pubblica sarebbe daccordo. Con questo non voglio fare un discorso di tipo razziale, cosa molto lontana dalla mia persona, ma soltanto un’osservazione sulla reale situazione.

  9. Anonimo dice:

    A Zaf: perchè bassa macelleria preventiva? Se uno non è nato, come fai ad ammazzarlo?
    A Overlord: nel Sud del mondo non è che i figli li fanno per sport. Li fanno perchè da noi un figlio è una spesa, là è un investimento economico. Senza contare che ci vogliono decine di figli del Sud del mondo per consumare tante risorse quante ne servono ad uno dei nostri rosei pargoletti. E poi, paragoni la corsa agli armamenti alla selezione darwiniana. Errore concettuale. Gli animali non si attrezzano mai per eliminare i propri simili, anzi: recentemente sono usciti parecchi studi che dimostrano l’altruismo degli animali. Quanto alla castrazione chimica, è un concetto tutto da esplorare. Alla base ha un postulato che non condivido: che cioè la collettività debba normare rigidamente la vita del’individuo. Ammesso e non concesso (ma non concesso proprio!) che debba essere così, castriamo chimicamente chi fa un figlio perchè un domani potrà lavorare e contribuire al precario mantenimento della famiglia, oppure castriamo chimicamente chi sbaglia a distribuire le “h” e gli accenti nella sua lingua?

  10. Overlord dice:

    Prima di tutto fai poco la spiritosa con le h e gli accenti in quanto ho scritto preso dalla foga della risposta. Detto questo forse hai frainteso quello che volevo dire. Prima di tutto

    nel Sud del mondo non è che i figli li fanno per sport. Li fanno perchè da noi un figlio è una spesa, là è un investimento economico

    Non sono pienamente concorde con te. Questo è giusto in paesi dove c’è un certo tipo di “economia”, ma non capisco dove questo sia un investimento, in paesi dove anche l’adulto muore di fame.

    E poi, paragoni la corsa agli armamenti alla selezione darwiniana. Errore concettuale. Gli animali non si attrezzano mai per eliminare i propri simili, anzi: recentemente sono usciti parecchi studi che dimostrano l’altruismo degli animali.

    Guarda che ti sbagli perchè la selezione opera sia in maniera interpecifica che intraspecifica. La stessa corsa agli armamenti può determinare una selezione all’interno della stessa specie. Gruppi di individui meglio armati rispetto ad altri hanno più possibilità di sopravvivenza e di passare alle generazione successive i loro geni vincenti (Può essere anche causa di speciazione).
    Poi contestualizza per il caso nostro: l’uomo ha mai ideologicamente ha mai concepito l’umanità come un’insieme di individui appartenente alla stessa specie e quindi tutti uguali fra di loro? Lo so che è una forzatura ma non mi sembra poi tanto distante e fuori contesto.

    Quanto alla castrazione chimica, è un concetto tutto da esplorare. Alla base ha un postulato che non condivido: che cioè la collettività debba normare rigidamente la vita del’individuo. Ammesso e non concesso (ma non concesso proprio!) che debba essere così, castriamo chimicamente chi fa un figlio perchè un domani potrà lavorare e contribuire al precario mantenimento della famiglia, oppure castriamo chimicamente chi sbaglia a distribuire le “h” e gli accenti nella sua lingua?

    Mi sembra che sul fatto che regolare la crescita di una popolazione in maniera artificiale sia sbagliato è un argomento in cui ci troviamo concordi. La “castrazione chimica” era una mia provocazione perchè è ovvio che sia una cosa umanamente irrealizzabile.
    Comunque la logica di meno figli per me rimane estendibile a tutto il pianeta non solo ai paesi sviluppati ma anche ai paesi sottosviluppati che essendo carenti di risorse possono sopportare una pressione demografica minore. Ogni nazione e ogni popolo si dovrebbe adeguare alle risorse che ha disponibile. E’ inutile che una nazione X faccia meno figli per bilanciare una nazione Y che fa più figli ma che non li può mantenere.

  11. Anonimo dice:

    Dove l’adulto muore di fame, un bambino, dopo essere stato nutrito per pochissimi anni (pochissimi: mica 10 o 12), lavora per sfamare subito se stesso e dopo qualche anno porta a casa anche ciò che può contribuire a sfamare altri. Nel giro di una quindicina di anni un figlio diventa un “investimento”, se vogliamo usare questa bruttissima parola. Quanto al resto, l’uomo è natura e cultura. La natura lo porta a concepire gli altri suoi uomini come conspecifici, appunto, e a non prendersela mai con loro. Determinate culture tendono ad insegnargli neanche tanto implicitamente che non tutti gli esseri umani sono conspecifici. E di qui nasce il darwinismo sociale da me tanto vituperato. Infine, se noi occidentali abbiamo più risorse è perchè le abbiamo strappate (oserei dire rubate) ad altri. Su questo punto dobiamo prenderci le nostre responsabilità anche quando si tratta di mettere al mondo i figli.

  12. vqdset dice:

    siamo troppi? chi lo sa, forse si, o forse siamo in troppi a voler fare una vita da principe coccolati da consumi allucinanti.
    da Ragazzo avevo una 500 da 15 Cv con cui andavo al mare, adesso vendono utilitarie da 200 cv ai neopatentati. Un dato è certo, da Torino a Trieste non ho attraversato alcun bosco, eppure vivo in un paesino che si chiama Boschi di S.Lucia, forse siamo già sull’isola di Pasqua, di sicuro quelli che verrano dopo di noi vivranno in un ex paradiso trasformato in pattumiera.

  13. roberto dice:

    e’ giunta l’ora di diffondere anticoncezionali e pillole ru486 a pioggia, perche’ io non ci credo che nei paesi poveri le donne sono contente di fare figli per vederli morire di fame. diffondiamo gratis a tutti mezzi contraccettivi efficaci e vedrete che la popolazione smettera’ di aumentare. assassino e’ chi ti fa fare un figlio in un mondo che non puo’ sfamarlo .

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