Lo stressato pianeta nel piatto di Al
Sono curiosa di sapere se, e come, risponderà il probabile futuro candidato alle presidenziali Usa Al Gore alla lettera aperta di Peta (People for the ethical threatment of animals) che lo invita a diventare vegetariano per contribuire a salvare il nostro stressato pianeta col suo comportamento oltre che con il suo film. Lo dice anche la Fao che il bestiame è la maggior minaccia per l’ambiente: emette più gas serra delle auto e per nutrirlo si usa il 33% delle terre coltivabili e un’impressionante quantità d’acqua. La lettera aperta di Peta è una faccenda a parer mio diversa rispetto a quella delle lampadine e degli stellari consumi elettrici di casa Gore: ho già detto che un lifestyle monacale gli renderebbe impossibile correre per la Casa Bianca. Invece quello che ciascuno si mette, o non si mette, nel piatto è molto meno legato al “socialmente richiesto” e agli impegni di una campagna elettorale. A patto soltanto che ’sti americani, con la loro mania di trasformare in potenziale elemento di scandalo tutti gli aspetti della vita privata di un politico, non usino come foto scandalistica l’immagine di Gore che addenta una bistecca.
da maria
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







marzo 8th, 2007 at 17:43
spero che risponderà di si, anche se proviene da una famiglia di allevatori di bovini quindi credo che la bistecca sia uno dei suoi piatti preferiti.
Comunque anche nell’allevamento il problema è la produzione industriale, perchè in un’ottica familiare avere un pollaio o magari qualche vacca non comporta lo spreco di risorse e di acqua che si ha negli allevamenti intensivi con migliaia di esemplari, e dove il fine primario è il guadagno…
marzo 8th, 2007 at 17:50
Sono d’accordo con te. I problemi nascono dall’uso generalizzato della carne: problemi ambientali ma soprattutto sociali, se consideriamo gli esseri umani che sono affamati affinchè pochi altri possano mangiare arrosti e bistecche. Un consumo di carne moderato e occasionale, come ai tempi di nonni e bisnonni, non credo che abbia gravi controindicazioni planetarie, e consentirebbe agli animali da macello di condurre una vita degna. Di lì in poi, è esclusivamente questione di sensibilità personale.