Tornare a zappare la terra
Segnalo un articolo interessante di Le Monde sul futuro dell’agricoltura – come sarà possibile nutrire 9 miliardi di persone nel 2050? – secondo il quale in sostanza dovremo tornare tutti a zappare la terra. Non lo dice con le mie stesse brutali parole: parla di “via agro-ecologica”, tratteggia un’agricoltura intensiva con minor impiego di macchine, concimi chimici e pesticidi. La sostanza comunque è quella: impossibile ampliare i terreni agricoli senza pugnalare ulteriormente la natura, gli Ogm “non sono stati all’altezza delle promesse”, i contadini dei Paesi poveri non possono permettersi le tecnologie. Le quali, mi permetto di aggiungere, hanno reso un pessimo servizio anche ai terreni agricoli del Nord del mondo nonchè al clima, in quanto dipendono dai combustibili fossili. Prima o poi dovremo pur ridimensionarle anche noi, e percorrere la “via agro-ecologica”, che equivale a piegare la schiena verso la terra. Foto Flickr.
da maria
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di giovanni il 01/1/70
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marzo 12th, 2007 at 11:15
“come sarà possibile nutrire 9 miliardi di persone nel 2050?”
mi chiedo:Perchè non si cerca di far smettere la crescita della popolazione?
marzo 12th, 2007 at 11:22
Hai perfettamente ragione. Però c’è un intoppo: i figli, che nel Nord del mondo rappresentano un costo, nel Sud sono una risorsa per la famiglia. E’ un circolo vizioso: la fame non è un freno, ma uno stimolo all’incremento della popolazione.
marzo 13th, 2007 at 20:01
Sono d’accordo con questo post, a livello teorico. Poi però mi pongo una domanda. Chi l’ha scritto sa cosa significa coltivare la terra? Sa cosa significa farlo senza macchine? E a chi spetterebbe la “punizione” di coltivare senza macchine e di tornare alla zappa? Faccio questa domanda perchè non penso che chi scrive questi articoli o post (che sulla carta filano lisci come l’olio) sarebbe disposto a farlo.
marzo 13th, 2007 at 20:12
Non so direttamente cosa significhi coltivare la terra, anche se i miei nonni (come più o meno i nonni di tutti noi) erano contadini. So solo che la terra è bassa e che piegare la schiena è fatica, ma fin dove me lo consentono i miei esili bicipiti sono disposta a imparare anche questa fatica. Anche: perchè pure io, a modo mio, fatico tutti i giorni.
marzo 13th, 2007 at 21:20
Grazie per la risposta. Io non voglio offendere nessun tipo di lavoro e di fatica e mi scuso se così è stato, o è sembrato. Volevo dire proprio questo, cioè che la prospettiva della terra senza macchine non è “anche”. Perchè non si tratta solo di fare un pò di orto dietro casa. I nostri nonni erano tutti contadini, proprio così. Lo erano tutti perchè dovevano esserlo se volevano mangiare. Ora noi se vogliamo coltiviamo “anche” un pò la terra, quando ci va e nei ritagli di tempo. Allora io credo che se vogliamo tornare a zappare la terra, se questa è la prospettiva che auspichiamo, allora dobbiamo accettarne le conseguenze. E la principale conseguenza di coltivare senza tecnologie è che fare i contadini tornerà ad essere una necessità . E allora come scegliere quei pochissimi che potranno permettersi di non essere contadini a tempo pieno?
marzo 13th, 2007 at 21:50
Non è che “vogliamo” tornare a zappare la terra: in base a questo scenario, “dovremo” farlo, che ci piaccia o no. Se così sarà , non so come verranno scelti i pochissimi esentati dalla fatica della zappa. Però una vita di fatica fisica non è necessariamente, anzi!, una vita da bruti zotici incolti illetterati, e soprattutto può anche essere una vita che ti fa dormire la notte.
marzo 13th, 2007 at 22:44
Si ma così rispondi dicendo cose su cui siamo tutti d’accordo e che nessuno ha detto (Però una vita di fatica fisica non è necessariamente, anzi!, una vita da bruti zotici incolti illetterati). Io spero solo che il nostro futuro non sarà un aut aut tra la distruzione di tutte le risorse della terrà e il ritorno al medioevo (si lo so il medioevo non era fatto solo da zotici, ma anche da finissimi intellettuali e letterati…), e credo che dovremo lavorare per questo. Adesso vado a far fare “il ruttino” a mio figlio, che non ha ancora un mese, sperando che anche lui, fra qualche anno, possa scegliere, responsabilmente, come passare gran parte della sua vita. Comunque grazie dello scambio di opinioni e a presto
maggio 31st, 2008 at 11:50
E’ UN MESSAGGIO MOLTO FORTE, QUELLO CHE STATE LANCIANDO ALLA COMUNITA’,E’ NON E’ ALTRO, CHE IL MIO PENSIERO. E IL PROGRAMMA CHE STO CERCANDO DI MANDARE AVANTI.
marzo 19th, 2009 at 23:31
ma,come,abbiamo ucciso la civiltà contadina e adesso come in America dovremo comprare 3-4 ha di terra e mettersi a zappare.In america sono nate 4.000 micro-aziende.Ma come potremo alimentare i futuri 9 miliardi di persone con orticelli di guerra?
Evidentemente gli economisti hanno perso la testa.