Il dissesto e l’estinzione dei contadini

Contadini, almeno in Italia, sempre più in via di estinzione. E, in tutto il mondo, contadini da pagare affinchè proteggano l’ambiente. E’ il suggerimento con cui la Fao, l’organizzazione per l’agricoltura e l’alimentazione delle Nazioni Unite, accompagna il suo rapporto 2007. Però la Fao non dice esattamente cosa dovrebbero fare i contadini per meritare questa ricompensa.
Secondo me, l’ho già scritto, dovrebbero essere pagati per fare manutenzione al territorio: regolare i fossi, sennò quattro gocce diventano un’alluvione; tagliare le sterpaglie che offrono l’esca più facile agli incendi. Eccetera. Fra l’altro, sempre secondo il rapporto della Fao, in Italia nel 2004 i contadini erano appena 2,5 milioni su oltre 57 milioni di abitanti: 4,5 milioni in meno rispetto al 1980. Sempre l’Italia ha perso, nel 1980-2000, più di un milione di ettari di terreno arabile e 800 mila ettari di pascoli. Cementificazione, certo, ma credo anche abbandono. E poi ci meravigliamo per il dissesto del territorio. Foto Flickr.
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novembre 16th, 2007 at 07:12
Quella degli agricoltori che proteggono l’ambiente è una bufala immensa. Gli agricoltori usano il territorio modificandolo per i propri scopi. Che tra essi si nasconda anche qualche bene intenzionato che cerca di minimizzare il proprio impatto (fin dove possibile) è ovvio e inevitabile, ma estendere il concetto all’intera categoria è fuorviante e improprio.
L’unico ambiente tutelato è quello disabitato e lasciato a se stesso.
novembre 16th, 2007 at 10:01
E’ vero, i contadini usano il territorio, e usandolo lo modificano. Però cosa capita quando un territorio modificato dal’uomo è lasciato a se stesso? Viene meno il regime artificiale delle acque – quattro gocce un’alluvione, appunto – i versanti delle montagne tendono a franare perchè i terrazzamenti crollano, i gerbidi si riempiono di sterpaglie che bruciano facilmente. L’unico ambiente tutelato è quello lasciato a se stesso, giusto. A patto che sia stato lasciato a se stesso da sempre, e non dall’oggi al domani.
novembre 16th, 2007 at 19:00
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