2030 senza Artico e mezza Amazzonia

Il 2030 non è poi così lontano. E, se le cose continuano così, per quella data la Terra non sarà più quella che oggi conosciamo. Più della metà della foresta amazzonica – almeno: di quel che ne resta – sarà irrimediabilmente perduta, calcola un rapporto del Wwf pubblicato proprio oggi. Sempre nel 2030, vista la crescente velocità con cui l’Artico si scioglie, non ci saranno più ghiacci perenni al Polo Nord. Piccolo particolare: fino all’anno scorso, si pensava che il riscaldamento globale causato dall’uomo avrebbe prodotto questo effetto solo nel 2100. Foto Flickr.
da maria
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di » Dal 2030 Artico senza ghiacci in estate, e entro dieci anni la banchisa sarà ridotta a un relitto - Gregambiente il 01/1/70
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dicembre 6th, 2007 at 18:52
L’Amazzonia è già ammezzata purtroppo, ma la deforestazione stà rallentando anche dopo che Rainforest Alliance ha posto sotto certificazione il 30 per cento della selva. Poi non dimentichiamoci chee sistono moltissimi parchi naturali forestali anche estesissimi in Amazzonia. Dobbiamo confidare negli strumenti che abbimao…non vi è altra speranza!
dicembre 7th, 2007 at 01:47
oltre a impattozero.it qualcuno conosce altri siti italiani ed esteri con progetti di riforestamento? grazie..
dicembre 7th, 2007 at 09:19
Vai su Rainforest Alliance!
dicembre 7th, 2007 at 15:16
Perché non pensare invece a riforestare un po’ l’Italia? Non con la boscaglia degradata che di quando in quando vedo impropriamente etichettata come “foresta demaniale”, ma con vere foreste, qualche migliaio di km2 di fustaie lasciate a loro stesse intatte per qualche secolo… Si potrebbe cominciare con una bella moratoria cinquantennale avversa a qualsiasi abbattimento, per esempio.
Ma è molto più semplice parlare di quel che accade a casa d’altri. Costa pure meno e ripaga in immagine grazie all’impiego di termini romanzeschi e altisonanti come “AMAZZONIA”. Certo, “LOMELLINA” farebbe meno effetto…
dicembre 7th, 2007 at 16:15
Ti do’ ragione, ma in Italia non è in atto alcuna deforestazione seria e doramai le nostre foreste sono parodie…
dicembre 7th, 2007 at 17:55
Appunto, Flavio. Ma le foreste (come tutti qui sappiamo bene) creando le condizioni opportune sono potenzialmente “rinnovabili”. Però, invece di fare qualcosa per le nostre (attualmente inesistenti) foreste si preferisce rimbrottare gli altri per le proprie. Ebbene, ritengo che per poter rimbrottare qualcuno occorra contemporaneamente almeno invertire il processo di deforestazione che ha ridotto l’Italia quel che è, per rimediare il prima possibile. Non vedo in corso nessun processo del genere. E’ il vecchio discorso della trave e del fuscello, credo…
Parole in libertà , le mie, giacché tutto quel che possiamo dire in questa sede, conta come il due di picche a briscola.
dicembre 8th, 2007 at 18:23
mmm le foreste Italian enon sonoa ssenti tutt’altro sono più che ancora stabili se pensi che il Lupo è tornato ovunque ormai… Il Pollino è un fulgido esempio di foresta parodica, ma estesa abbastanza… tu di che regione sei?
Parlid ella Lomellina perchè è in via di deforestazione?
dicembre 9th, 2007 at 15:37
Stento a riconoscere delle vere foreste nel paesaggio italiano. A meno di intendere il concetto di “foresta” in senso molto lato o puramente agricolo.
La Lomellina è un’area lombarda ove predomina la coltura del riso. Originariamente, era un’area di vaste paludi e foreste planiziali, ora integralmente scomparse.
Sono piemontese.
dicembre 11th, 2007 at 09:55
Risposta a Roberto
http://www.sifoeco.com
ottobre 16th, 2009 at 11:48
[...] uno studioso conferma: durante l’estate l’Artico sarà completamente libero dai ghiacci nel 2030, e già nel giro di un decennio, dice, durante la bella stagione la banchisa sarà ridotta a un [...]
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