200 milioni di anni ma non li dimostra
Quando David Noble, studioso e guardiacaccia del parco nazionale di Wollemi, si calò in un canyon profondo 200 metri formato da un’insolita depressione della foresta tropicale australiana, fu attratto da una partcolare specie di albero a lui sconosciuto. Ne prese allora un ramo caduto e lo portò nel suo laboratorio per classificarlo. Era il 1994 e da quel momento i botanici di tutto il mondo, con i quali lo studioso australiano era in contatto, confermarono la notizia. Si trattava di una specie fra le più antiche del mondo appartenente alle Aurucariaceae, di cui si conosceva l’esistenza solo per i ritrovamenti fossili e che si riteneva ormai scomparsa dalla faccia del pianeta. Poco meno di 100 esemplari invece, avevano continuato a replicarsi in quella gola ad ovest di Sidney che venne immediatamente secretata e resa accessibile solo a pochissimi fortunati.
Biologi e ricercatori con le autorità australiane ne curarono anche una limitata riproduzione che successivamente andò ad arricchire vari giardini botanici nel resto del mondo – Inghilterra, Irlanda, Belgio, Austria, Germania e Giappone. E ora anche l’Italia possiede il suo Wollemi pine discendente da uno dei sopravvissuti australiani e lo si può ammirare grazie a un considerevole investimento effettuato dai gestori di Gardaland, noto parco divertimenti di Castelnuovo del Garda. I primi e pochi esemplari di “piantoni” messi in commercio da Sotheby’s sarebbero stati venduti infatti per la non trascurabile somma di 962 mila dollari australiani – circa 583 mila euro.
da mstramazzo
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di il 01/1/70
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maggio 12th, 2006 at 12:30
Vogliamo precisare che la somma raggiunta é 962.000 dollari australiani e non solo AUD 962
cordiali saluti
http://www.wollemipine.it
luglio 18th, 2006 at 09:39
vogliamo precisare che l´importo raggiunto alla casa d´aste Sotheby´s era 962.000 dollari australiani!
Si trattava della collectors edition. Attualmente sono in vendita 300 esemplari della collezione da conservare su http://www.wonderplants.it
luglio 18th, 2006 at 17:44
chiedo perdono per l’errore, in effetti la cifra corrisponde a 962 mila dollari australiani