Animali e specie protette

Le doppiette che saccheggiano i pollai

volpacchiotto

C’è un particolare trascurato, e secondo me invece significativo, nel gran parlare che giustamente si fa del provvedimento con cui la Provincia di Rovigo autorizza, per la prossima primavera, la caccia alle volpi sguinzagliando i cani nelle tane dove le madri nascondono i cuccioli. Disgustoso e crudele, e non serve un post per sottolinearlo. Su un’altra cosa vorrei portare l’attenzione.

Questa orrida caccia nasce da un piano faunistico che nota come, fra l’altro, le volpi tendono a concentrarsi nei punti in cui viene liberata “la selvaggina pronto-caccia”: testuale. Sono lepri e fagiani d’allevamento destinati ai carnieri, prede facili che non sanno scappare. E infatti i consigli proseguono: rilasciate piuttosto animali “allevati secondo modalità semi-naturali”. I cacciatori dicono che il loro sport (?!?) è confronto alla pari, che la preda ha uguali possibilità di morire e sfuggire. Non è vero: coi “pronto caccia” è come entrare in un pollaio e fare pum! col fucile. Però scusate: le razzie nei pollai sono roba da volpi, per questo sono state sempre perseguitate. Se il cacciatore è come la volpe, beh, lascio a voi proseguire.

Il Tar, Tribunale amministrativo regionale, del Veneto ha respinto il ricorso della Lav, Lega anti vivisezione, contro la caccia alla volpe; l’intenzione della Lav di ricorrere al Consiglio di Stato. Approfondimento: l’interpellanza con cui un deputato chiede al ministro di intervenire a favore delle volpi. Foto Flickr.

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nov  06
10
alle 08:58
da maria


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