Parchi & Aree protette

L’Unesco richiama l’Italia

val d\'orciaIl presidente della commissione italiana per l’Unesco, Giovanni Puglisi, ha espresso forte perplessità sulla gestione dei siti italiani inseriti nella lista dei beni definiti patrimonio della collettività mondiale, lasciati spesso in balia di speculazioni edilizie, incuria e abbandono.
Centri storici come San Gimignano, snaturati da un turismo di massa che fa temere per la sopravvivenza del borgo stesso. Villette con piscina pronte ad essere edificate a Corniglia, nelle Cinque Terre. Una lista di 41 siti in pessima salute, luoghi non soltanto a rischio, ma che potrebbero essere addirittura cancellati dalle liste del patrimonio mondiale.

Un esempio è rappresentato da Lipari dov’è ancora irrisolta la questione delle cave di pomice, o l’area delle Ville Palladiane, in provincia di Vicenza. In quest’ultimo caso, se verrà approvato il progetto per ridisegnare la rete stradale e autostradale, tutta la zona sarà tagliata in due dall’asfalto. Stessa fine, forse, anche per una delle strade più filmate da registi, cineasti e pubblicitari. Parliamo di Monticchiello in Val d’Orcia – nella foto – dove imprenditori e amministrazioni stanno “erigendo” di comune accordo una serie di residence turistici.
Secondo Puglisi con l’ultimo condono Berlusconi è partito un nuovo boom dell’edilizia cementificatrice che non risparmia neanche i siti dell’Unesco. Ogni giorno un pezzo dell’Italia scompare e neanche la cancellazione dalle liste sembra essere un buon deterrente. Sugli abusi dovrebbero intervenire le soprintendenze e le procure della Repubblica, e ci vorrebbero sanzioni forti, dice Puglisi, altrimenti si rischia di lasciare in eredità ai posteri solo residence, villette e campi da tennis.

[via La Repubblica]

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set  06
26
alle 09:10
da mstramazzo

Ultimo commento:

di Domenico il 01/1/70

ma chi abita nei siti UNESCO, se volesse vivere come gli altri cittadini del mondo civile, come d...


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Un Commento to “L’Unesco richiama l’Italia”

  1. Domenico dice:

    ma chi abita nei siti UNESCO, se volesse vivere come gli altri cittadini del mondo civile, come deve fare? Considerato che non si può nemmeno aprire una nuova finestra in una zona come la Costa d’Amalfi (UNESCO), la gente per migliorare le proprie condizioni di vita, non parlo di fare piscine o grattacieli, dovrebbe emigrare e lasciare il posto ai soli ricchi turisti che si possono permettere di comprare? Chissà se il ministro dell’ambiente si è mai reso conto che dietro la bellezza di un posto, c’è anche gente locale che desiderebbe trascorrere una vita serena e normale; la popolazione locale ha sì doveri nei confronti del mondo e dei posteri, ma lo stato non deve reprimere solo, ma anche proporre alternative agli abusi edilizi, conseguenza naturale ai DIVIETI assouluti. Bisogna capire che la popolazione locale continua a crescere… I nostri figli per comprare una casa dovranno lavorare almeno 40 anni senza poter nè mangiare, nè bere……Non si costruisce, nè si potrà costruire nel raggio di 30 km. Pertanto, l’alternativa è emigrare a circa 2 ore dal luogo in cui si è nati, per poter condurre una vita normale. Vi sembra giusto? Messaggio rivolto ai politici ed all’UNESCO.

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