Motori

Una Toyota Prius come generatore d’emergenza

toyota prius veicolo ibridoSe non avete in mente di comprare una Toyota Prius (un veicolo ibrido veramente eccellente) non credo sia una soluzione conveniente, ma se già ne possedete una potreste farci un pensierino. Sto parlando di utilizzare la vostra auto come generatore d’emergenza per la vostra casa. Esiste un sito dedicato esclusivamente a questa idea e pare che sia efficace e conveniente sotto ogni aspetto. E’ più economica (ripeto: se già ne possedete una) rispetto all’acquisto di un generatore, è più silenziosa e basta un secondo per accenderla. Se vi interessa l’esperimento date un’occhiata a Priups.com.

[via Gristmill]

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alle 01:19
da emiliano

Ultimo commento:

di carlo pappalardo il 01/1/70

Nel 2007 ho comprato una Prius e ne sono molto soddisfatto. Ma non l'avrei fatto se avessi saputo...


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3 Commenti to “Una Toyota Prius come generatore d’emergenza”

  1. mecha dice:

    Non c’è bisogno di avere una Prius, si può fare con qualsiasi auto, anche vecchia, se non si intende alimentare il forno di casa dall’auto. Se invece si vuole alimentare anche il forno, in un auto tradizionale si può sempre sostituire l’alternatore nel cofano con uno più potente.

  2. Anonimo dice:

    ok, ma in questo caso si tratterebbe di un generatore di emergenza per tutta la casa (forno compreso)

    è chiaro che si può comprare un alternatore, ma questo costa

    l’idea nasceva per chi già possedeva una prius ed era un modo per evitare di comprare costosi generatori

    ciao

  3. carlo pappalardo dice:

    Nel 2007 ho comprato una Prius e ne sono molto soddisfatto. Ma non l’avrei fatto se avessi saputo che il programma di assistenza stradale è una volgare bufala pubblicitaria. La scelta di una vettura ibrida non è razionale, è emotiva.
    Se siete abituati a valutare i pro e i contro di ogni acquisto, allora non opterete certo per una Prius:in città è scattante, agile, parca nei consumi e silenziosissima grazie al motore elettrico, ma che senso ha usare un’auto così ingombrante nel traffico urbano (naturalmente, per i taxi è un altro discorso)? fuori città invece è rumorosa, e non appena provate a premere l’acceleratore al frastuono del motore a benzina si aggiunge quello del cambio automatico E-CVT a variazione continua (come negli scooter); vi sembrerà di star guidando una Trabant. l’accelerazione è da piangere (siamo al di sotto della Fiat500, tanto per intenderci): se siete in pendenza, per quanto leggera, vi sorpassano anche le vecchiette in sedia a rotelle. la strumentazione è spartana, la posizione di alcuni comandi è infelice, la qualità del materiale usato per l’allestimento interno è modesta (è il massimo che si possa dire).
    Se invece seguite le vostre emozioni, allora il discorso cambia e il colpo di fulmine per quest’auto è garantito: scivolare in città come su un cuscino d’aria, essere immersi (in arresto) in un abitacolo assolutamente silenzioso, guidare una vettura che è un concentrato di tecnologia ancora oggi piuttosto rivoluzionaria, contribuire a combattere l’inquinamento (le emissioni di CO2 della Prius sono estremamente basse), e infine, perché no?, far parte di quello sparuto gruppo di guidatori “attenti all’ambiente” che non hanno bisogno di un SUV per farsi notare, rendono il tempo passato nel traffico (anche negl’ingorghi!) un vero e insuperabile piacere.
    La vettura ha però un enorme handicap: proprio la sua tecnologia, e non a caso la Toyota offre la solita garanzia di 3 anni sulla parte “normale” ma di ben 7 anni sulla parte elettronica. E per rassicurarvi offre anche un apparentemente stupendo programma di assistenza in caso di problemi su strada (prevedono l’intervento persino in caso siate rimasti senza benzina!). Disgraziatamente, ho avuto un problema all’estero ed Europ Assistance (che avrebbe dovuto erogare per conto della Toyota i servizi previsti) si è rifiutata d’intervenire. Potete leggere i dettagli della vicenda sul sito che ho appositamente creato (toyota.truffa.net) dove potrete anche ascoltare la registrazione telefonica tra me e la società di soccorso, nel corso della quale l’operatore mi ha confermato che non intendevano dare seguito alle garanzie previste dal programma della Toyota, ma il succo è questo: secondo Toyota avevo diritto all’assistenza, secondo Europ Assistance no, e io ho dovuto cavarmela da solo. Provate a immaginare cosa significa questo quando siete all’estero con un’auto che in caso di guasti non potete nemmeno spingere fuori strada a causa delle particolari soluzioni progettuali impiegate! Indipendentemente dal mio caso particolare, la Toyota si è dimostrata inaffidabile. Oggi ci sono molte auto tecnologicamente rivoluzionarie; sceglietene una che sia supportata da un vero servizio d’intervento stradale.

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