Inquinamento

Cromo di Tezze, condanna effimera

tezzeIl presidente del tribunale di Cittadella Paola Cameran ha pronunciato nella tarda serata di mercoledì 25 ottobre una sentenza che finalmente ha sancito la responsabilità dell’industria Galvanica PM nella vicenda dell’avvelenamento da cromo di Tezze sul Brenta. Responsabilità ascritta a Paolo Zampierin della fallita PM, il quale è stato condannato a 2 anni e sei mesi di reclusione e a un’ammenda di 2 milioni e 250 mila euro. Per le posizioni di Adriano Sgarbossa e Rocco Battistella, il primo coinvolto nella vicenda come amministratore della PM prima dell’avvento di Zamparini, il secondo come dipendente, ma anche sindaco del comune di Tezze, il giudice ha predisposto l’invio degli atti al tribunle di Padova per eventuale accertamenti su possibili responsabilità penali. Finalmente chi ha prodotto l’inquinamento di migliaia di metri cubi di terreno e falde acquifere pagherà, si potra pensare, ma non è così. I due anni e mezzo sono stati cancellati dall’indulto e i 2 milioni e mezzo di euro saranno ben difficili da recuperare visto che il Zampierin sembra non disporre di quella somma e nemmeno di beni immobili di pari consistenza.

Per le posizioni degli altri coinvolti, mandate ad un altro tribunale, che dire: i tempi della giustizia sono noti a tutti. Insomma, onore al merito per le 33 sedute processuali, ma chi farà ritornare rotonde le margherite? Chi bonificherà un’area di molti chilometri quadrati, sia sopra che sotto? E chi ci dice che i due stabilimenti di acqua minerale antistanti l’area, magari per il più classico degli errori umani, un bel giorno, non peschino e imbottiglino proprio quell’acqua da falde sotterraneee sature di cromo? Se ci saranno altri sviluppi vi terremo aggiornati. Dimenticavo di dire che, a parte i media nazionali che forse non sanno neanche dove sia Tezze, ad esclusione di Report di Rai3, neanche il Gazzettino, blasonato quotidiano del nordest ha pensato a un pezzo in prima pagina, ma ha relegato il tutto nelle cronache locali dell’edizione padovana. Tant’è e vi basti. Nel Veneto di Galan, la parola d’ordine è quella degli alpini in trincea: “tasi e tira, mona, e non farghe saver niente a nessun”.

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ott  06
27
alle 07:50
da mstramazzo


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