Gli USA si preparano all’attacco
Il Pentagono ha confermato che il prossimo 2 giugno 700 tonnellate di nitrato di ammonio e combustibile saranno fatte brillare nella spianata a nord-ovest di Las Vegas, già usata dagli USA per testare ordigni nucleari. Sopra la zona, chiamata Nevada Test Site, si alzerà una nube a forma di fungo alta 3 Km, ma non sarà un fungo atomico, dicono al dipartimento della Difesa americano, bensì un test sulla potenza per nuove “bunker busters”. Ordigni capaci di penetrare nel sottosuolo per scoperchiare tunnel, depositi di armi, e strutture come l’impianto di Natanz, dove l’Iran starebbe procedendo con il suo progetto di arricchimento dell’uranio. Sarà la più grande esplosione che si possa immaginare con una superbomba convenzionale, avrebbe detto James Tegnelia, direttore dell’agenzia del Pentagono che effettuerà il test, ed è previsto che al suolo rimarrà un cratere di ben 11 metri.
L’operazione, in codice Divin Strake, ha già suscitato le proteste di alcune comunità locali, di gruppi di ambientalisti e dello stesso governo del Nevada, che darà il suo ok solo dopo aver appurato che l’esplosione rispetterà gli standard sulla qualita dell’aria. Il timore è che la “bunker buster”, esplodendo solo a qualche chilometro di distanza dall’area dove venivano testate le bombe atomiche, rimetterà nell’atmosfera le particelle nocive che già saturano le rocce circostanti. All’inizio, nei suoi documenti il dipartimento della Difesa aveva scritto che il test sarebbe servito per futuri scopi nucleari. Precisamente, per “sviluppare uno strumento che serva a selezionare la più piccola testata nucleare sufficiente a distruggere strutture nel sottosuolo minimizzando i danni collaterali”. Un proposito illegale fino a tre anni fa per le norme statunitensi, ma nel 2003 il Congresso ha revocato la messa al bando della ricerca nel campo testate nucleari a bassa potenza. Ora, in seguito alle proteste suscitate dal progetto, il Pentagono ha cambiato direzione di marcia affermando che il riferimento atomico era “uno sbaglio”, e che il test verrà effettuato per scopi esclusivamente convenzionali. Naturalmente il passo indietro del governo USA non ha convinto le autorità locali, ma il Pentagono ha affermato che dimostrerà alle autorità del Nevada la sicurezza del test e che la data fissata per il “botto” – il 2 giugno – sarà rispettata.
[via Peacereporter]
da mstramazzo
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