In cerca dell’acqua
Non è vero quello che si sente dire, non è la siccità di quest’anno a mettere in ginocchio i fiumi: il Po al minimo storico, l’Arno e l’alto Tevere in secca. In realtà , solo al Nord la siccità è grave, ma non da catastrofe: al Centro e al Sud non c’è proprio stata. E non è vero che gli invasi in montagna sono vuoti: però nessuno sa quanti sono, e quanto sono pieni. Un paio di dati lasciano intuire che sulle Alpi di acqua ce n’è abbastanza.
Gli invasi a monte del Lago di Como sono pieni al 34% della massima portata teorica, e hanno continuato ininterrottamente a riempirsi fino a pochi giorni fa. Ai laghi di Cancano, in Valtellina, il livello dell’acqua è salito di due metri durante questo mese in cui tanto si è parlato di secca dei fiumi.
Oggi il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nell’intero bacino del Po. Proporrei la prima misura, utile se non subito almeno per gli anni futuri. Contare i bacini montani, controllare chi e perché li gestisce, e verificare dov’è andata a finire l’acqua che dovrebbe essere nei fiumi.
Scritto da Maria Ferdinanda Piva.
da emiliano
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







luglio 29th, 2006 at 15:21
concordo in pieno: non so al nord, ma questo inverno da me (a Pesaro), quindi un centro abbastanza a Nord ha piovuto tanto x molti giorni..non riesco a pensare ai bacini vuoti..nel 2003 invece nn aveva piovuto ed infatti c’era siccità e c’è stata l’acqua a scaglioni..x il resto ancora le riserve dovrebbero essere più ke buone.
X il problema idrico in genere, se qualcuno si degnasse di considerare tra le grandi opere il rinnovamento della rete idrica (ovviamente al di fuori del periodo estivo..sennò son capaci tutti!!)sarebbe bello..vabbeh..è troppo caldo anke x indignarsi
saluti
luglio 29th, 2006 at 18:07
tempo fa avevamo scritto questo: “Primi caldi e prime sofferenze per la mancanza d’acqua nei campi. Un fenomeno imputabile anche alla cattiva gestione di bacini montani e prealpini che trattengono risorse idriche per la produzione di energia elettrica. Di fatto, in molte zone dell’alta Italia dove esistono le concessioni per lo sfruttamento dei bacini idroelettrici si preferisce anteporre all’esigenza dei cittadini, dell’ambiente e dell’agricoltura, la domanda dei produttori di energia elettrica. Così, per fini industriali, viene imbrigliata dell’acqua che invece dovrebbe scendere a valle e mantenere inalterati i livelli dei bacini di pianura. Nell’immediato, sono già in crisi le risaie del pavese, del novarese e del vercellese. Non dissimile lo stato per le coltivazioni di granturco della pianura padana. Dal Delta del Po e dal Polesine invece, crescono le preoccupazioni per il cuneo salino dell’Adriatico che, non trovando resistenze da un fiume ormai in secca, ha già risalito il greto per più di 20 chilometri portando acqua salata nelle idrovore per l’irrigazione. Scarse prospettive infine, dalle falde sotterranee duramente provate da politiche di sviluppo industriale che adesso comincia a presentare il conto”.
mi sembra una causa probabile
ciao