Scajola ci lascia con un po’ di nucleare
Dopo l’eredità di Matteoli non poteva mancare quella del ministro uscente delle attività produttive, Claudio Scajola. Penseremo alla sua faccia pensierosa quando, pensierosi, rifletteremo dove sono andati a finire i soldi delle nostre bollette. Già , perché il decreto firmato recentemente dall’ormai ex ministro ha dato il via libera al piano nazionale sulla ricerca elettrica di sistema, cioè la ricerca e l’innovazione non direttamente finalizzate alle applicazioni immediate, bensì mirate al miglioramento generale del sistema energetico italiano. Il finanziamento per il 2005, raccolto dall’Autorità dell’energia tramite una particolare voce della bolletta elettrica entro il 31 dicembre 2005, prevede infatti di attingere da un fondo di 150 milioni euro. Fin qui niente di nuovo. Buona parte dei fondi sono destinati all’Enea, al Consiglio nazionale delle ricerche, al Cesi Ricerca e infine all’Ipi (Istituto di promozione industriale).
Spulciando però attentamente tra le varie voci si scopre che 5.500 euro sono destinati alla ricerca per il nuovo nucleare da fissione. Una cifra sproporzionata se si pensa che quella complessiva prevista per le rinnovabili, fonti su cui bisognerebbe investire seriamente nei prossimi anni, è di soli 8 mila euro mentre ne vengono spesi ben 12.600 per il cosiddetto carbone pulito.
Già tempo fa Scajola aveva firmato un decreto che consentiva alla Sogin – Società Gestione Impianti Nucleari – di trasportare e riprocessare in Francia le 235 tonnellate di combustibile nucleare irraggiato in stoccaggio nei depositi nazionali e nelle centrali inattive di Caorso, Garigliano e Trino Vercellese. Il tutto – 300 milioni di euro – a nostre spese.
Ora invece, scopriamo di dover finanziare la ricerca sul nucleare, fonte energetica costosa e dipendente dai sussidi statali, che in poco più di 50 anni esaurirà le materie prime – vedi uranio – e che prevede alti costi di gestione, tempi lunghissimi di realizzazione, un’elevata quantità di acqua necessaria per il raffreddamento, per non parlare infine del problema dello smaltimento delle scorie. Per concludere: qualcuno sa spiegarmi perché un politico che da ministro ha fatto già del “suo meglio”, ora deve continuare il suo lavoro anche da ex?
da emiliano
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di m-07/08/06 il 01/1/70
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maggio 20th, 2006 at 19:42
Nessuno sà della gara test dei fattori arcani vedete la mia pagina e capirete ciao
maggio 24th, 2006 at 10:10
a parte che sono migliaia di euro..
comunque: cosa dovremmo fare delle scorie, secondo voi: mettercele sotto il cuscino? No
Farle riprocessare? No
Rivenderle? No
Proporre, please. Quelle ormai ci sono, e non si può far finta che non ci siano
agosto 5th, 2006 at 07:08
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agosto 9th, 2006 at 10:58
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