Lo scandalo delle sabbie del Po
Si è aperto a Padova, con la prima udienza preliminare, il processo contro 22 imputati accusati di aver sbancato abusivamente la sabbia del Po, dell’Adige e del Brenta e di aver messo insieme un complesso sistema di commerci illegali. Fra i 22 imputati figurano infatti, dipendenti e funzionari pubblici della stessa regione Veneto, del genio Civile, dei comuni di Rovigo e Porto Viro, dell’AIPO e anche un graduato della Guardia di Finanza, oltre a imprenditori che in nome dell’alta redditività derivante dell’escavazione abusiva non hanno esitato a sbancare chilometri e chilometri di alvei. Greti di fiumi già messi a dura prova in un territorio fortemente condizionato dallo sviluppo economico-produttivo incontrollato che ha caratterizzato il Nordest degli ultimi decenni. Spesso in barba anche alle leggi più elementari che gli imputati avevano aggirato costituendo un giro di collusioni fra le sei imprese estrattive coinvolte e chi rilasciava false concessioni estrattive oppure agendo direttamente e dragando abusivamente senza un minimo scrupolo per i possibili danni all’ambiente. L’operazione “Acheronte”, definita come il più importante intervento di polizia ambientale mai attuato in Italia a tutela dei corsi d’acqua, è così giunta al suo primo passo nelle aule di giustizia padovane che in via preliminare ha visto anche la costituzione del WWF e di Legambiente come parti civili.
da mstramazzo
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di m-07/08/06 il 01/1/70
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agosto 9th, 2006 at 09:20
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