Reach, “finalmente” all’acqua di rose…

Lo avevamo annunciato da tempo che Reach, il regolamento europeo sulla chimica, se approvato nella versione attuale, sarebbe stato all’acqua di rose. E come anticipato eccolo qua. Niente di diverso da quello che ci si poteva aspettare. In poche parole il “principio di sostituzione”, ovvero vietare l’uso di una sostanza se è disponibile un’alternativa più sicura per la salute, scatterà esclusivamente per le sostanze definite “persistenti” e “bioaccumulanti”, e soprattutto avrà luogo solo quando “sua maestà ” l’industria chimica avrà identificato un’alternativa più sicura.
Le associazione ambientaliste avevano già presentato le loro rimostranze, ma non è servito a nulla. Qualche passo avanti insomma, rispetto a 40 anni fa – d’altronde era inevitabile… -, ma numerose sostanze tossiche rimarranno ancora in circolazione. E non si tratta di “briciole”, ma di pericolose minacce per la nostra salute (cancro, malformazioni congenite e problemi dell’apparato riproduttivo). Tra i “regali” di Reach all’industria della chimica c’è anche quello di escludere dai controlli relativi alla sicurezza le aziende che importano e lavorano volumi al di sotto delle 10 tonnellate l’anno, praticamente il 60% delle sostanze chimiche prese in considerazione dalla normativa. Per un approfondimento (in inglese) leggi Greenpeace e Wwf (in italiano). Foto Flickr.
da emiliano
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